SHOUD 1 - La Serie Ali

 

IL MATERIALE DEL CRIMSON CIRCLE

La Serie Ali

SHOUD 1 – con ADAMUS SAINT-GERMAIN, canalizzato da G. Hoppe

Presentato al Crimson Circle il 5 agosto 2017

www.crimsoncircle.com

Io Sono quello che Sono, il Professor Adamus Saint-Germain.

Miei cari amici, la riunione di oggi, la prima della Serie Ali potrebbe essere un po’ più breve del solito.

LINDA: (estrae un pacchetto) Questo è un regalo Shaumbra per te…

ADAMUS: (la interrompe) Eh! Eh-eh! Oggi, forse potrebbe essere un po’ più breve del solito. Oggi sono di cattivo umore.

LINDA: Lo sapevo! Oh! (il pubblico dice “Ohh!”)

ADAMUS: Non è un dopo sbornia. È solo cattivo umore. Ve lo spiegherò tra un attimo, per ora evitiamo le carinerie e passiamo ad altro. Facciamo un bel respiro profondo (Adamus ride alle reazioni del pubblico).

No, sono di cattivo umore. Ve lo spiegherò tra un attimo, quindi prima di iniziare – Linda al microfono, per favore…

LINDA: Stai canalizzando Blavatsky? (risata)

L’Umano o il Maestro?

ADAMUS Chi c’è qui oggi? Chi c’è qui oggi? L’umano o il Maestro? Per favore, vai tra il pubblico.

LINDA: Oh! Okay.

ADAMUS: Chi c’è qui oggi? Come ho detto sono di cattivo umore, sono un po’ irritato. Ciao, Edith.

LINDA: Davvero?

ADAMUS: Cosa sta accadendo? (qualche risata)

EDITH: Ciao, bellezza. Ti amo.

ADAMUS: Ieri notte mi hai tenuto sveglio, Edith.

EDITH: Bene.

ADAMUS: Sì. Non con le tue lamentele, ma con tutte le tue dolci chiacchiere (qualcuno dice “Oh! Ehi, ehi!”; Linda ridacchia) Allora, cara Edith, chi c’è qui oggi? Edith, l’umano o il Maestro?

EDITH: Entrambi.

ADAMUS: Entrambi. Con quale percentuale? In che proporzione?

EDITH: Uhm, novantacinque per cento il Maestro e cinque per cento l’umano.

ADAMUS: (Adamus finge di strozzarsi) Ok. Ok. Sì, lo registriamo e lo teniamo per dopo. Ok. Sì. Perché il Maestro è qui?

EDITH: Per imparare di più da te.

ADAMUS: Non c’è nulla da imparare. Non c’è nulla da imparare. Diciotto anni, oltre 200 Shoud e materiale dai seminari sufficiente a riempire 22 libri. Non c’è nulla da imparare, Maestro. Perché sei qui? Ho detto che oggi sono di cattivo umore.

EDITH: Sì, certo. Puoi darmi un indizio?

ADAMUS: No (pochi ridono). Se il Maestro è qui, il Maestro non ha bisogno di alcun indizio.

EDITH: Beh, sono qui solo per ascoltarti, non so cos’altro dire.

ADAMUS: Bene. Bene. Non proprio bene, in effetti.

Il prossimo. Chi c’è qui oggi. Voglio sapere chi c’è qui, il Maestro o l’umano? Sì.

PATTI: Io Sono Qui, Maestro.

ADAMUS: Io Sono Qui.

PATTI: Sì.

ADAMUS: Allora, è più l’umano o più il Maestro? In che percentuale?

PATTI: Più il Maestro.

ADAMUS: Più il Maestro. In che percentuale?

PATTI: Novantanove per cento.

ADAMUS: (Adamus tossisce di nuovo e lei ride forte) Là dietro avete un pulsante per il makyo, “Ehm!” Novantotto per cento. Allora, Maestro, perché sei qui?

PATTI: Per ballare.

ADAMUS: Per ballare. Come mai non stai ballando?

PATTI: Lo stiamo facendo.

ADAMUS: Non è una brutta risposta. Te la faccio passare.

Il prossimo. Chi c’è qui oggi, l’umano o il Maestro? Cosa dice quella maglietta?

NAZAR (uomo): Sono ufficialmente nel club “vaffa” di Sart.

ADAMUS: Non capisco. Sapete, io parlavo fluentemente sette lingue… (Natar mostra la t-shirt che piegata in un certo modo dice “Vaffanculo” , risate)

NAZAR: Grazie, Sart (altre risate).

ADAMUS: Come se non bastasse. Oggi sono di cattivo umore e può solo peggiorare. Cosa significa per te?

NAZAR: Questa t-shirt?

ADAMUS: Sì, sì. Sì.

NAZAR: Per essere onesti, è il nuovo motto della mia vita.

ADAMUS: È il tuo motto.

NAZAR: Sì.

ADAMUS: Ok. Lo dice il Maestro o l’umano?

NAZAR: (fa una piccola pausa) Dipende dalla situazione, devo ammetterlo.

ADAMUS: Sì. La situazione attuale, tu e io ora in diretta, Maestro, umano, dimmi di…

NAZAR: Oh, la metti così. Ok.

ADAMUS: Sì. Ti ho detto che oggi sono di cattivo umore (qualcuno dice “Niente stronzate,” risate). Peggiora ogni secondo.

NAZAR: Sì, il Maestro.

ADAMUS: Il Maestro.

NAZAR: Il Maestro, sì.

ADAMUS: Il Maestro.

NAZAR: Certo.

ADAMUS: Allora lo accetto. Lo accetto. Se fosse stato l’umano a dirmi che faceva la cosa di Sart eh, no. L’umano non ha ragioni né diritti; il Maestro può farlo per tutto il giorno. Grazie per essere un Maestro.

Il prossimo. Chi c’è qui oggi, l’umano o il Maestro? È quasi peggio di quando avevo il dopo sbronza. Chi c’è qui? L’umano, il Maestro?

JANE: Il Maestro.

ADAMUS: Il Maestro. In che proporzione, in che percentuale?

JANE: Cento per cento. Sì.

ADAMUS: Mm! Ti si sono accesi gli occhi quando l’hai detto. Perché? (lei fa una pausa) Com’è stata la tua settimana? L’umano o il Maestro?

JANE: Un po’ di entrambi.

ADAMUS: Molto di entrambi.

JANE: Molto di entrambi.

ADAMUS: Sì. Perché il Maestro è qui? Per quale ragione?

JANE: Perché è come mi sento in questo momento.

ADAMUS: Come ti senti?

JANE: Mi sento aperta ed espansa.

ADAMUS: Quanto durerà?

JANE: Finché dura (poche risate).

ADAMUS: Tra un attimo vi dirò perché ciò mi irrita davvero (altre risate). Non riguarda te, riguarda me e perché mi irrita. Sì, finché dura. Cosa accade quando non dura? Quando cade a pezzi, tu torni dritta nell’umanità.

JANE: Sì, ma in questo momento…

ADAMUS: Cosa farai quando accadrà?

JANE: Probabilmente scoppierò a piangere.

ADAMUS: Ok. L’accetto.

JANE: Sì.

ADAMUS: Sì. Cosa accadrà dopo che scoppierai a piangere?

JANE: Il Maestro torna e io lo permetto.

ADAMUS: Ok, bene. Ora faremo una pausa. Cosa volevi farmi vedere? (a Linda) Sì, poi riassumeremo il nostro… voi pensateci sopra perché potrebbe arrivarvi il microfono, umano o Maestro. Cosa c’è nel sacchetto?

LINDA: Il 3 agosto, buon compleanno.

ADAMUS: È stato il mio dannato compleanno. Ecco, bene.

LINDA: Il tuo dannato compleanno?! (qualcuno dice “Oh, wow!”)

ADAMUS: So … (apre il regalo, sono due tazzone da caffè). Oh, è bello. No, è davvero bello (qualche applauso). Il giglio. Cantiamo buon compleanno a me.

ADAMUS E IL PUBBLICO: (cantano) Buon compleanno a te. Buon compleanno a te.

ADAMUS: Va bene, adesso basta (Linda ridacchia).

PUBBLICO: (continua a cantare) Buon compleanno, caro Adamus. Buon compleanno a te.

ADAMUS: Era l’umano che cantava (Linda ride). Sono belle. Grazie.

LINDA: Freddo! (qualcuno urla “Wow!”) Freddo!

ADAMUS: Abbiamo cose da fare. Abbiamo cose da fare.

LINDA: Grazie, Alice. Grazie, Alice.

ADAMUS: Grazie. Grazie, Alice. È bello (applausi). Oggi hai vinto due punti. Sì. Grazie.

LINDA: Penso che ciò significhi che si merita il microfono! (Linda ride)

ADAMUS: Lei si merita il microfono! (risate) Il Maestro e l’umano seduti qui e ancora grazie per il bel regalo.

ALICE: Prego.

ADAMUS: Molto bello.

ALICE: Mi ha ricordato te. Ho dovuto prenderle.

ADAMUS: Possiamo fare un primo piano? Aspetta un attimo. Stiamo facendo lo studio dei film (Alice ridacchia quando la telecamera inquadra la sua tazza). È bello. Io che sorrido con la tazza. Non sono dell’umore. Inquadra il mio viso. Ecco fatto (Linda ride forte e il pubblico ride). Grazie. Okay. Andiamo avanti. Tutto bene, torniamo a noi. L’umano o il Maestro?

ALICE: Proprio ora, entrambi.

ADAMUS: Entrambi.

ALICE: Probabilmente cinquanta-cinquanta.

ADAMUS: Cinquanta-cinquanta. In altre parole, non riesci proprio a deciderti, accidenti.

ALICE: Eh, no.

ADAMUS: (la copia) Eh, eh!

ALICE: Sì, no.

ADAMUS: Cinquanta, eh. Sì.

ALICE: Di certo oggi più l’umano che in altri giorni.

ADAMUS: Sì. Sì. Perché mai?

ALICE: Oh, eccome. L’ho sentito anche mentre venivo qui in auto.

ADAMUS: Cos’è accaduto?

ALICE: Ero irritata.

ADAMUS: Irritata, sì.

ALICE: C’è una specie di seriosità.

ADAMUS: Di cattivo umore, sì.

ALICE: C’è qualcosa di pesante.

ADAMUS: Pesante, serio.

ALICE: Non so cos’è.

ADAMUS: Sì. Il gruppo qui…

ALICE: Non penso che il Maestro lo sentirebbe, quindi deve essere l’umano.

ADAMUS: È l’energia del gruppo?

ALICE: Secondo me, lo sento come Shaumbra.

ADAMUS: Sì.

ALICE: Non la coscienza di massa.

ADAMUS: Sì, Sì. Questo gruppo.

ALICE: Sì, può essere.

ADAMUS: Sì, sì.

ALICE: Sì, cosa sta accadendo? Sono le magliette di Sart. Sono le sue dannate magliette.

ADAMUS: Dopo questo ti odieranno, è chiaro!

ALICE: Hehe! Hehe! Hehe!

ADAMUS: Sì, tu andavi bene…

ALICE: No, io lo dico per me.

ADAMUS: Un giorno perfettamente buono e poi, di colpo, “Ohh! Uh! Ho questa sensazione.” Sì.

ALICE: Mm hmm.

ADAMUS: Sì.

ALICE: Sì.

ADAMUS: Probabilmente senti il due per cento dell’umanità che è qui oggi.

ALICE: Oooh! (Linda ride)

ADAMUS: Okay.

ALICE: Hehe! Hehe!

ADAMUS: Sì, bene. Il prossimo e ultimo.

LINDA: Qualcuno si offre volontario? Spaventi un po’, in effetti.

ADAMUS: No e oggi puoi scegliere anche lo staff.

LINDA: Oh, oggi scelgo anche tra lo staff.

ADAMUS: Certo, certo. Ne fanno parte anche loro.

LINDA: Ok.

ADAMUS: Ah! Bene, bene. Qui oggi c’è l’umano o il Maestro?

LINDA: Mark, qui.

ADAMUS: Sì, qualcuno deve far funzionare la tua telecamera.

JEAN: Avanti, rispondi.

ADAMUS: Sì, so che oggi è il tuo compleanno. Cantiamogli buon compleanno.

ADAMUS E IL PUBBLICO: Buon compleanno a te. Buon compleanno a te. Buon compleanno, caro Gaelon…

ADAMUS: È bello avere 22 anni.

PUBBLICO: Buon compleanno a te.

ADAMUS: Ok. Bene.

GAELON: Non era necessario. Grazie.

ADAMUS: Sì, sì ma ti è piaciuto. È … sì. Ora entrerà negli annali del Crimson Circle. Qui c’è l’umano o il Maestro?

GAELON: Sento molto di entrambi.

ADAMUS: In quale percentuale?

GAELON: Uh … (fa una pausa e sospira)

ADAMUS: Inventati un numero.

GAELON: In fondo 80 per cento di entrambi.

ADAMUS: Ottanta per cento.

GAELON: Sì.

ADAMUS: Oh, in effetti – ci credo. Sì, sì.

LINDA: È una matematica interessante.

GAELON: Sì, Chi vince? Chi vince qui? Proprio ora, chi vince?

GAELON: L’umano pensa di vincere.

ADAMUS: L’umano pensa di vincere. Ok. Bella risposta. Buona risposta. Perché?

GAELON: Cosa intendi dire?

ADAMUS: Perché è l’umano che vince questa cosa tra l’umano e il Maestro? Chi è presente qui?

GAELON: Perché lo vuole.

ADAMUS: Perché lo vuole. Oh, oh. Piccolo monello. Ok.

GAELON: Sì (qualche risata).

ADAMUS: Bene, sì. Bene. Grazie. Grazie.

Ora vi dirò perché sono un po’ di cattivo umore.

LINDA: Oh, no.

ADAMUS: Ve lo dirò ora; ci sono due punti principali che tratterò in questo Shoud, il primo della Serie Ali e vi parlerò del numero uno e del numero due e poi, a fine giornata voi cercherete di ricordare cos’erano. Sono due punti semplici e probabilmente ve li scorderete. Ecco perché facciamo il riepilogo dello Shoud.

Il Cattivo Umore di Adamus

La ragione per cui oggi sono di cattivo umore è perché ci sono aspetti delle vite passate e future che sono nel caos e si lamentano con me e si lamentano tra loro e la vita è un gran casino.

Ora voi – sì, non è terribile? È come stare in una stanza dove alcuni ragazzini lottano e urlano. Probabilmente dite, “Ma Adamus, tu sei un meraviglioso Maestro Asceso e probabilmente sei il più meraviglioso di tutti.” So che lo state dicendo (qualche risata).

SART: E intelligente!

ADAMUS: E intelligente, sì e tutto il resto. È probabile che diciate, “Beh, pensavo che come Maestro Asceso tutti i tuoi problemi fossero spariti.”

Ah! Ecco un punto molto importante. Non è uno dei due punti, ma è un punto molto importante. Solo perché avete permesso la vostra Realizzazione, solo perché siete un Maestro incarnato sul pianeta non significa che non sentirete l’agitazione dei vostri aspetti. Essi non sono nel passato; sono qui proprio ora. Non sono nel futuro; sono qui proprio ora.

Ecco, ogni tanto il caro Maestro che è seduto qui – qui c’è il 20 per cento del Maestro e mi spiace dirvelo, c’è l’80 per cento dell’umano ma ora io mi rivolgo al Maestro – voi sentirete il rumore e l’agitazione e ogni tanto ciò esaurirà il vostro culo asceso (un paio di risate) proprio per questo. Voi vi comporterete solo come fa una mamma a casa quando i figli urlano – vi verrà voglia di scappare via. Vorrete ripudiare i vostri figli o mandarli al Campeggio Per Sempre (altre risate) e vi stancherete moltissimo. Non è inconsueto e non dovreste negarlo. Gli aspetti stanno facendo casino.

Ora vi dirò quant’è grave. Io mi sveglio in piena notte con il mal di testa. Io non dormo davvero, ma nella storia ci sta bene. Ho un aspetto che proprio ora sta facendo bancarotta, letteralmente. “Oh! Sto perdendo tutto il mio denaro. Mi porteranno via tutto. Sono un essere geniale, ma sto finendo in bancarotta. Oh, per favore Dio, aiutami.” Non si tratta di una mia vita religiosa, ma nota come Mark Twain. Era piuttosto cinico su tutto, ma sapete bene che il cinismo sparisce di colpo con una cosetta come la bancarotta perché lui non era bravo a gestire il denaro perché non riusciva a gestire bene la sua energia. Eccovi un indizio – il denaro è solo energia. Fece bancarotta perché non gestiva l’energia.

Piange perché sta perdendo tutto e soprattutto il suo rispetto. Il suo rispetto. Molto presto sarebbe diventato famoso. Di certo aveva molto denaro, ma non lo gestiva. Proprio ora sta piangendo, “Oh, caro Dio, Vergine Maria benedetta, Gesù sulla croce per favore, per favore, per favore. Ora ho solo bisogno di un piccolo aiuto, solo un piccolo finanziamento.” Sapete, amici miei, a qualcuno di voi non sembra un po’ familiare? “Per favore! Farò di tutto. Inizierò ad andare a confessarmi. Farò tutto ciò che devo fare. Ho solo bisogno di aiuto.”

Prima di tutto, stupido Mark Twain, a Dio non importa. Dio sta facendo un gran vecchio sorriso e dice, “Guarda Mark Twain, una parte di St. Germain” – St. Germain, Mark Twain, tutti lavorano insieme (qualche risata) – “ma guardalo. Guarda cosa sta succedendo.”

Voi pensereste che il vecchio Mark con tutto il suo spirito, il suo intelletto e il suo cinismo avrebbe invocato sé stesso o me, nessuna differenza dicendo, “Ehi, ragazzone lassù! Tu! St. Germain, che è molto occupato al Club dei Maestri Ascesi e che è noto in tutto il mondo o meglio, in tutto l’universo per il lavoro che fa, cosa ne dici di un piccolo aiuto proprio qui? Sto andando in bancarotta.” Se si fosse aperto a qualcosa che era già dentro di lui io avrei potuto aiutarlo un po’. Magari non molto, ma avrei potuto concedergli un prestito a breve termine con un tasso d’interesse basso (risate). Avrei potuto aiutarlo un po’ a superare il peggio e un paio di mesi dopo sarebbe ricaduto in bancarotta, perché il vero creatore e il vero Maestro concedono la libertà a tutte le loro creazioni ed espressioni. Io non resto attaccato a Mark Twain. Non ho investito nella sua vita quotidiana. La vive lui. Sì, è una parte di me. È parte dell’unità di me, ma io non cercherò di comandare la sua vita.

Sembra quasi una relazione genitore-figlio o un tipo di relazione indifferente. Proprio no. Si chiama vera compassione. Creare una vita, permettere una vita e poi darle la libertà di esplorare e di fare esperienza e avere le sue storie mentre il Maestro, che ora sta diventando un po’ più presente nella stanza – siamo al 24 per cento del Maestro. Lentamente, lentamente e forse non così alta. Oggi, come sempre, sono generoso.

Ecco, il vero Maestro dà la libertà a ogni parte di sé; non cerca di controllarla, non cerca di fare il bene per quella vita perché – ci arriverò dopo – è tutta solo una storia. È tutto ciò che è.

Poi ho un altro aspetto, un altro scrittore che mi sta davvero facendo impazzire, che mi irrita a non finire e sapete, poiché ho vissuto molte vite sulla Terra proprio come voi posso capire tutto il rumore dell’umano, tutto quel piagnucolare e quel lamentarsi e le paure e le preoccupazioni (qualcuno sbadiglia) e gli sbadigli e tutto il resto e la sonnolenza. Quando il Maestro entra, all’umano viene sonno. Va bene così.

Ho quest’altro aspetto scrittore. Sapete, spesso ho avuto la cosa dello scrivere e ho vissuto parecchie vite da scrittore. Un altro scrittore che potreste conoscere come Shakespeare. Shakespeare. Ora, questo scrittore è una vera spina nel culo. Voglio dire, mi causa molto stress e problemi.

Voi pensate che essendo considerato uno dei più grandi scrittori questo aspetto sia molto calmo, in pace e invece no. Questo aspetto – oso quasi sostenere che è me, penso di doverlo fare – a questo aspetto non piace ciò che scrive. Io dico, “Che cavolo! Stai facendo i soldi. Le persone accorrono da te. Sarai famoso nella storia per migliaia di anni. Ci saranno rappresentazioni estive nei parchi solo per merito tuo e tu stai lì a piagnucolare?” – come fa di continuo con me – “Stai piagnucolando?” Lui piagnucola perché non gli piace ciò che scrive. Non gli piace ciò che scrive! Penso che ciò valga per molti individui creativi. Essi creano qualcosa di geniale, ma per qualche ragione a loro non piace. Non vogliono mostralo al pubblico o non è abbastanza buono o avrebbero dovuto lavorarci sopra di più.

A Shakespeare non piace ciò che scrive perché pensa di aver scritto al pubblico e non al suo cuore. Non è davvero ciò che voleva scrivere, ecco cosa sto dicendo, ma ha funzionato. Ha attirato grandi folle e ciò lo ha reso famoso e continuerà a renderlo famoso. Sta affrontando un tumulto interiore – “Dovrei scrivere per me, dal mio cuore come il vero poeta che sono? O dovrei scrivere per scopi commerciali?”

Ora, è semplice come dire, “Caro Shakey (risata), fai entrambe le cose. Falle entrambe! Scrivi con uno pseudonimo per la tua altra roba, se sei preoccupato che qualcuno non colga il punto o si confonda. Scrivi sotto un altro nome. Scrivi dal tuo sentire.” Vive in un dilemma emotivo e psicologico autoimposto e molto francamente sono un po’ stanco. Sono davvero stanco.

Lui non si rivolge a me. Lui non si rivolge a Dio. Tutto gira intorno allo scrittore interiore che è ferito, lui ne è ossessionato e va avanti così senza sosta.

Mentre per me c’è tutto quel rumore e voi pensate che la vostra vita sia dura e c’è tutto quel rumore, io ho un altro aspetto. Credeteci o no, di fatto è l’aspetto originale del “Essere o non essere.” Oh, non fu Shakespeare a scriver per primo quelle parole. Fu il mio aspetto noto come Platone. “Essere o non essere.” Molto filosofo. Molto pieno di… roba.

Ora, Platone è considerato il vero progettista, l’implementatore della società occidentale moderna anche se risale a molto, moltissimo tempo fa. Proprio ora è in grande conflitto. Diventa filosofico.

Quando vi dico che potete dire tutto ciò che volete tranne, “Non lo so,” è perché sono stanco morto di Platone. “Non lo so. Essere o non essere. Il mondo è nero. Il mondo è bianco.” Come Maestro Asceso mi fa diventare pazzo. Oggi voi pensate che sia dura, voi pensate di avere dei problemi ma io ho tutti questi aspetti di vite passate – e di vite future –  che si lamentano senza sosta e affrontano costantemente il loro dilemma.

Oggi dal Club dei Maestri Ascesi stavo venendo al vostro studio e inizio a sentire le vostre lamentele e i vostri problemi e i vostri dilemmi e i conflitti presenti nella vostra vita dal lato umano, non dal lato del Maestro. Volete che vi dica chi fa molto più rumore tra l’umano o il Maestro? L’umano. All’umano piace bloccarsi. Davvero, davvero, davvero. Voglio dire, Shakespeare. Voi tutti non avreste voluto essere Shakespeare? Non avreste voluto passare alla storia? Lui sta seduto lì, “Oh, non scrivo dal mio sentire. Io scrivo per il pubblico.” Stai zitto. Allora scrivi dal tuo sentire. Voglio dire, quanto può essere semplice?

Sapete, quando hanno bisogno di una mano, di un po’ d’amore, di un po’ di energia non si rivolgono al Sé superiore e libero. Non si rivolgono al Maestro Asceso che guarda caso è asceso in modo glorioso dal pianeta non molto tempo fa. No. Vanno in chiesa. Si rivolgono ad altri. Si danno all’alcol, alle droghe e a cose del genere. Ho coniato questo modo di dire, “Dappertutto ma non dentro. Dappertutto eccetto in voi.”

Ecco, io lo osservo. Lo osservo in tutto il suo lamentarsi, con tutti i problemi della sua vita quando la risposta è proprio qui. Mi vuole ascoltare quando mi presento? Vuole ascoltare lo Zio Adamus (qualche risata) che dice, “La risposta è molto semplice?” Non vuole sentirla. Si sta divertendo troppo a giocare al suo gioco.

Sapete, oggi sono di cattivo umore, ultimamente non dormo molto. Vi suona familiare (il pubblico dice “Sì”), cari Maestri?

Pensa solo, caro Maestro che oggi siede qui e osserva, che in fondo al momento hai a che fare solo con un aspetto umano. Io devo gestirne dozzine (qualcuno dice “Ah”). Ohh! Ohh! Oh. Ecco perché sono un po’ di cattivo umore. Caro Maestro, io ti chiedo – ora siamo al 27 per cento, continua a migliorare – ti chiedo di sentire cosa sta accadendo nella gabbia per uccelli. Cosa accade nella gabbia per uccelli? Cosa accade dentro di te?

C’è molta agitazione. C’è molta confusione. C’è molto piagnucolare e non tanto da parte dell’aspetto umano, non molto che dice, “Facciamo chiarezza. Otteniamo qualche risposta e andiamo avanti.” Dentro c’è molto trambusto e continuerà ad esserci. Non finirà, perché proprio ora le tue vite passate e le tue vite future stanno avendo luogo.

Ciò che fai è un respiro profondo, caro Maestro. Non ci resti incastrato. Tu lo permetti. Tu lo permetti. Sì. Verranno fuori le vite passate – non tanto questa vita, ma le vite passate e future – e faranno molto fracasso. Tu fai un respiro profondo e lo permetti. A un certo punto una delle vite passate o future ne avrà abbastanza e dirà, “Ok Io Sono quello che Sono ma eh, non lo capisco proprio. Ecco Io Sono quello che Sono, aiutami, finalmente mi sto aprendo e sto permettendo. Finalmente sono pronto ad ascoltare.” Solo allora puoi lavorare con quell’aspetto, passato o futuro. Non si tratta di fare counseling. Non si tratta di elaborare. Non si tratta di dire, “Oh, tu povero Shakespeare scrittore,” o cose del genere ma piuttosto, “Fai un respiro profondo e permetti,” e poi i due punti di cui parleremo oggi. Ecco cosa gli dirai.

NeI frattempo tu, il Maestro che sei – ora siamo oltre il 30 per cento, ci stiamo arrivando; forse oggi entro la fine della nostra trasmissione supereremo il limite del 50 per cento – neI frattempo il Maestro che sei ora – tu non lavori per essere il Maestro, tu non cerchi di essere il Maestro, tu permetti il Maestro e basta – il Maestro, tu fai un respiro profondo, senti tutto il rumore, tutta l’agitazione e tutto il resto e ti siedi sulla panchina al parco o su una bella poltrona e bevi un sorso dalla tua bella tazza sperando che contenga qualcosa di diverso dal caffè, forse un po’ di vino o altro, fai un respiro profondo e senti dentro ogni storia che sei mai stato e che sarai mai.

Di colpo è come oliare un pattino, è come ingrassare le marce. Di colpo come Maestro fai un respiro profondo e senti dentro di te tutte le stupende storie che sono in corso. Di colpo scompaiono gli ostacoli, la frizione e la tensione. Di colpo, come ho fatto ieri notte tu fai solo un respiro profondo, ti accomodi e osservi il film della tua essità. È così. Non lasciarti prendere perché, vedi, il Maestro si rende conto che tutto si risolve. Shakespeare ha scritto cose meravigliose. Mark Twain, mi piace ciò che scrive ed entrambi sono entrati nella storia. Ora, quanti esseri possono dire di avere con sé un Platone, uno Shakespeare e un Twain? Tu ti accomodi, ti rilassi e ti rendi conto che sono solo tutte storie grandi, grosse e meravigliose.

Facciamolo proprio ora. Prendiamoci un momento, caro Maestro. È così semplice.

Sì, è la grande “e.” C’è tutta questa roba in corso. Il Maestro non si permette di lasciarsi sommergere da tutta questa roba. In effetti il Maestro resta affascinato quando osserva ciò che accade. Questo è il livello successivo. Ecco dove andremo. Ecco cosa state facendo proprio ora.

Sapete, sto superando in fretta il mio cattivo umore. Sto veloce-… sì, voi dite (ride), “Grazie a Dio.” Ciò non significa che oggi sarò carino. Sapete com’è quando avete una brutta giornata? Poi però, all’improvviso quando la nebbia si alza e la confusione e tutto il resto svanisce è come, “Eh, merda! Io non voglio essere di buonumore. Mi stavo divertendo ad essere di cattivo umore. Non fatemi ridere. Non fatemi sorridere.” Ecco a che punto sono. L’umore sta migliorando ma sono ancora un po’, sapete? So che anche voi lo sapete.

Su questo punto nessun commento da Linda.

LINDA: Mi sto nascondendo (risata).

ADAMUS: Linda si sta nascondendo. Fotografate Linda che si nasconde ed è come…

LINDA: (ridacchia) Linda si nasconde!

ADAMUS: Dice, “Wow!” Non è nell’area del pubblico, lei sa come nascondersi (Linda ride).

La Tela del Ragno

All’umano, all’ umano che siede qui dico una cosa molto importante. Nella tua vita continueranno ad esserci cose che affiorano. Ci sono paure che l’umano ha e che non svaniscono. Ci sono e basta. Voglio dire, sono un imprinting energetico dentro di te. Ci sono paure, ci sono dubbi e io ti vedo cercare di superare le paure e i dubbi.

Nella tua vita ci sono sfide ed io vedo che tu lavori su quelle sfide, ma sai cosa accade? È come quando resti bloccato in una paura, una paura emotiva che non ha alcun senso eppure c’è; tu resti intrappolato nella paura ed è come essere imprigionati nella tela di un ragno. Quel ragno è la paura o il dubbio o l’incertezza o qualsiasi altra cosa. Tu resti intrappolato in quella tela di ragno.

Ora il ragno ti ha in pugno. Ora tu lotti e combatti per sopravvivere, per salvarti dal ragno della paura, del dubbio o dell’incompetenza o di qualcos’altro. Cari umani, ora siete impegnati a lottare, ma io posso dirvi una cosa: voi siete nella tela del ragno. È il territorio del ragno. Il ragno l’ha tessuta per voi e il ragno sa che voi lotterete. Voi sapete cosa accade nella tela del ragno quando ci entrate ed iniziate a lottare… vi avviluppa sempre di più.

Difficilmente il ragno spreca un grammo di energia per lottare. Non deve farlo. Dà l’impressione di lottare per soddisfare l’umano che è intrappolato nella tela del ragno. Farà, “Rargh! Rargh!” ma non è nulla, davvero perché il ragno sa già che voi siete fottuti. Siete nella tela e non appena iniziate a lottare siete fritti, siete in trappola e diventate la sua cena. (Adamus ridacchia).

Il mio umore sta migliorando. Sto ridendo! (qualche risata) Ora sto ridendo. Sta migliorando, sta migliorando in modo stupendo.

Cosa significa ciò nei termini del voi umano? Un paio di cose. Quando incontrerete la paura, cosa che accadrà perché vivete su questo pianeta e vivete nel corpo; quando incontrerete la paura, il dubbio o cos’altro sarà, la confusione, “Non riesco a decidere. Non so cosa fare,” quando sarete a quel punto, attraversatelo tutto. Quando iniziate a trovarvi nella tela del ragno e sapete che è inevitabile e sapete che c’è, attraversatelo. Non fermatevi. Non lottate. Non elaborate il tema. Non cercate di pensare a quel tema perché così siete nella tela. Ci resterete intrappolati. Non tentate di uscirne razionalizzando tutto. Non cercate di uscirne meditando. Non cercate consulenti che vi aiutino ad uscirne, perché li condurrete nella vostra tela del ragno. Tutto qui.

Quando vi trovate a confrontarvi con la paura o il dubbio o l’incertezza o la vostra vita è un casino totale, fate un respiro profondo e attraversateli. Entrateci più in profondità. Non ha alcun senso per l’umano, ma per il senso energetico è del tutto appropriato.

L’umano non vuole andare più in profondità. Egli affronta la sensazione, il terrore nel mezzo della notte, prova ansia senza una ragione apparente. Voi ci siete passati. L’umano resiste, “Oh, l’ansia. Cosa farò? Devo pensare a come uscirne. Devo inventarmi qualche frasetta ad effetto. Devo fare qualche specie di danza cerimoniale o altro.”

Siete nella tela. Ora state lottando ed è divertente perché pensate, “No, no! Io sono spirituale. Io sono santo, recito le litanie e tutto il resto.” Voi siete molto nella tela del ragno, ma non ve ne rendete conto. Ogni tanto il ragno agita il pugno – agita tutti i suoi pugni – solo per darvi l’impressione che ci sia qualcosa contro cui lottare, ma vi ha già in pugno. La paura vi ha in pugno. L’incertezza vi ha in pugno e soprattutto quando raggiungete questo punto di Maestria ed illuminazione ci sono ancora le paure e ci sono ancora i dubbi e vi chiedete, “Cos’accadrà ai miei figli? Cos’accadrà al mio corpo fisico? Perderò la sanità mentale? Cosa penserà la gente?”

Queste cose sono come ragni e sono dappertutto, son le ansie che vi circondano da ogni lato. Voi non le combatterete. Voi non le supererete. Non potete, perché quelle paure le avete create voi. Avete creato voi quei dubbi. Di fatto essi vi conoscono meglio di quanto voi conosciate loro. Ora voi siete dentro la tela del ragno che vi avviluppa sempre di più.

A quel punto cosa fate? Fate un respiro profondo e vi permettete di entrarci, in pieno e fino in fondo. Non ha alcun senso. Nessuno. “Ma come? Se mi permetto di entrare nella paura, essa mi consumerà.” No, perché voi attraverserete il centro della tela del ragno ma continuerete a proseguire. Voi attraverserete ogni paura, ogni ansia, ogni dilemma che c’è nella vostra vita, a prescindere da ciò che è. Voi farete un respiro profondo, indosserete le ali dei vostri sogni e li attraverserete volando. Voi non resisterete né cercherete di modificarli né tenterete di lottare né cercherete di uscirne pensando. Voi indosserete le ali e andrete. Tutto qui.

Voi provate un attimo di terrore puro mentre entrate dritti nella tela del ragno e indossate le ali e dite, “Oh, merda, Adamus! Spero proprio che su questo punto tu abbia ragione perché sto entrando dritto nel cuore del dubbio e della paura …” e cosa accade dopo?! Vi trovate dall’altra parte. La tela del ragno è la coscienza umana, la vostra coscienza. Ora siete dall’altro lato e vi guardate indietro e vi rendete conto che in effetti non era una vera tela del ragno. Vi rendete conto che in realtà tutte le paure di cui avevate paura non esistevano. Voglio dire, ve le siete costruite nella mente e nel vostro campo energetico. Le avete costruite voi. Ora siete dall’altro lato. Non c’è stata lotta e ora c’è il dolce nettare della saggezza che ora è vostra come umano e finora non era davvero disponibile.

Voi pensate che distribuirò il nettare della saggezza a Shakespeare e a Platone? Cosa ci faranno? Si fotteranno ancora di più la vita. Ecco, anche no. Quel nettare, quella saggezza si trovano dietro la percezione della tela del ragno. In effetti non c’è, davvero.

Cosa sto dicendo? Smettetela di lottare contro tutto. Prima John Kuderka ha fatto un’affermazione che mi ha tolto il fiato e te lo devo dire, John, a te e a chi di voi sta affrontando un problema di salute: fate un respiro profondo e permettete. Non lottate. Non combattete il cancro, perché così facendo siete proprio nella tela del ragno. Voi l’attraversate. Voi indossate le ali in un momento del tipo “Non m’interessa più” e lo attraversate. Voi non combattete il cancro. Voi lo attraversate e basta.

È come Permettere. Non importa cosa accade, non importa ciò che l’umano teme – un altro cancro, la possibile morte, non essere un creatore abbastanza bravo da creare la salute – non importa cosa teme l’umano, tu lo attraversi, Maestro. Tu lo attraversi e ciò che troverai dall’altro lato è la saggezza. Non cerchi di attraversarlo alla ricerca della guarigione o di altro. Tu lo attraversi perché non è più tuo. Non ti appartiene. Non lo combatterai. Niente di tutto ciò.

Qualsiasi problema abbiate nella vostra vita, come una vecchia emozione infantile che continua ad affiorare; continua ad affiorare perché voi continuate a giocarci. È qualcosa che non siete riusciti a risolvere ma non elaboratela. Non elaborate. Elaborare è il dessert del ragno. Ora siete avviluppati nella tela ed elaborate. Vi state solo rendendo più dolci. Vi state ricoprendo di zucchero da elaborazione in attesa che il ragno arrivi e vi divori. È tutto qui. Non elaborate. Non pensateci sopra. Non rendetelo intellettuale. Allacciatevi le ali e attraversatelo. Proprio così.

Non è rimasto nulla per cui lottare. Non è rimasto nulla. Umano! Umano, oggi ascolta me e il mio cattivo umore. Ascoltami. Quando arrivi a questo punto non è rimasto nulla per cui lottare e in ogni caso contro cosa lotti, contro i mali della società?Lotti contro di te e contro le tue debolezze? Contro cosa lotti, il buio e la luce? Il maschile e il femminile? Per favore potremmo andare oltre il femminile divino e la testa di cazzo maschile? (risata) La lotta costante che sta… grazie (qualche applauso). Sono stanco! Sono stanco di ciò come lo sono dei miei aspetti, di Shakespeare e di Platone e di tutti gli altri che si lamentano e di tutto il resto. Sono stanco e anche tu dovresti esserlo. È una lotta. È la tela del ragno e tu ci sei dentro. Voi ridete. È venuto bene, eh? (Adamus ridacchia) Sì, ho dovuto fare le prove.

Dov’ero rimasto? Al mio cattivo umore. Andiamo oltre. Nessuna lotta. Non c’è nessuna lotta tra l’umano e il Maestro. Non c’è nessuna lotta tra voi e gli alieni. Nessuna lotta contro Donald Trump (qualche risata e applauso).

KERRI: Davvero!

ADAMUS: Oh, molti dicono, “Oh, oh, veram- … io mi divertivo.” Nessuna lotta. Quando arrivate a questo punto nessuna lotta e in un certo senso è una cosa buona. Voi però siete abituati a lottare. Siete abituati ad essere forti anche quando siete deboli. Voi siete abituati a combattere perché vi aiuta a solidificare la vostra identità. Tu sei abituata a combattere, Kerri (Adamus ridacchia), come per… no, Kerri, quella battaglia…

KERRI: Cosa?!

ADAMUS: … ti aiuta a solidificare la tua identità. Non darle il microfono (qualche risata). Questa è una conversazione uno a uno.

KERRI: Ho abbassato la spada. Ti sbagli!

ADAMUS: Grazie.

KERRI: È passato.

ADAMUS: Grazie. Bene.

KERRI: La mia vita è cambiata.

ADAMUS: Grazie.

KERRI: Davvero, l’ho fatto.

ADAMUS: Bene, bene.

KERRI: Oh, vorrei lottare con te nella gelatina (risata).

ADAMUS: Possiamo tagliarlo? Come fingere – possiamo solo fingere… in una giornata di cattivo umore tu vuoi fare la lotta con me nella gelatina?

KERRI: Sì!

ADAMUS: È come… (altre risate)

KERRI: Sì.

ADAMUS: Okay. Fatto il punto, torniamo a… grazie per la distrazione. Il mio umore stava migliorando e ora è crollato di nuovo, siamo di nuovo a circa 24 per cento umano, Maestro (qualche risata). Può risalire.

Nessuna lotta contro il cancro, la povertà o altro. Nessuna. Lo capisci, umano? Smetti di lottare.

Mettiti un attimo al mio posto. Ora è il Maestro. È il tuo Sé illuminato e cosa diresti all’umano che affronta i suoi dilemmi, che affronta tutta la sua miseria e sofferenza e, “Oh! Non mi hanno dato una pausa ed io…” Eh, stai zitto! È come “Vai oltre. Allacciati le ali ed entra nelle tue paure, entra nella tua pessima infanzia, qualsiasi cosa sia.” Sembra proprio che sia tutta una cosa sbagliata. Sì, va bene così, perché finora avete sbagliato. Voi lottate e combattete queste cose. Oh, poi dopo tipo 40, 50 anni in fabbrica, “Guarda tutti i progressi che ho fatto! Guarda quanto sono andato lontano.” Dal lì a lì?! È quello?! Perché non andrai molto lontano, visto che la tela di quel ragno è davvero grande, è enorme.

Quel ragno giocherà solo con te e ti farà pensare che stia andando da qualche parte. Quel ragno aspetterà e aspetterà, niente altro. Nella sua trappola catturerà qualche altra mosca e dirà solo, “Viene a me. Tutto viene a me.” Già.

Fate un bel respiro profondo. Se affiora una ferita emotiva, diciamo con il partner o con un genitore o altro osservatevi e basta, guardatevi perché la vedrete affiorare e direte, “Oh! Oh! È un vecchio ricordo. Oh! Sono una persona cattiva. Non dovrei avere questi pensieri.” State zitti! Allacciatevi le ali e attraversate. Indossate le ali e andate oltre. Dall’altra parte c’è la saggezza, il nettare. È proprio così. 

Indossale e Attraversa

Dunque, ecco il punto numero uno da ricordare: indossatele e attraversate. Ha un suono orribile, ma… (risata) è come esprimo le cose. Vi ho detto che oggi ero di cattivo umore. Non ho tempo di indorare tutto con la poesia e il resto. Indossatele e andate oltre. Attraversate la vostra malattia, la vostra mancanza di autostima. Vi rendete conto di quanto sono stanco di Shakespeare e – piagnucola – che dice, “Ciò che scrivo …” Vai oltre e basta, ok? Non abbiamo più tempo per cazzeggiare con tutta la miseria umana auto-inflitta. Voglio che sia molto chiaro – è auto-inflitta. Non è la società a farvelo. Nel centro del mondo non vivono esseri che ve lo fanno. Non m’interessa quanti alieni ci sono, non vi fanno nulla. È auto-inflitta, umano … tu lo fai quasi per una forma strana di delizia. Vedi di andare oltre, ok? Va bene. Bene.

Per questo facciamo un respiro profondo. Il mio umore sta migliorando.

Per questo facciamo un bel respiro profondo.

Una Grande E Grassa Storia

Il prossimo, il punto numero due. È tutta una storia. È tutta una grossa, grande e grassa storia. È tutto qui. La vostra vita, la vita umana è tutta una grossa, grande e grassa storia. Non c’è niente da imparare. Non ci sono lezioni che qualcuno sta cercando di impartirvi. Proprio no, credeteci o no. Voi volete credere che questa vita – o ogni vita – sia molto seria e molto speciale con tutto quell’imparare. Stronzate! È tutta, mi spiace, è tutto ciò che è. Una grande e grassa storia umana.

Ora, so che agli umani non piace sentirlo. Vogliono che vada male e diventano molto seri su cose come la spiritualità. Io traumatizzo qualcuno, credeteci o no. Io traumatizzo qualcuno perché noi non diventeremo affatto seri. Noi continueremo a stare leggeri, faremo dei giochi, ci divertiremo e non faremo altro che indossare le ali e attraversare. Noi lo faremo e basta.

Suona malissimo! Mi serve un nuovo redattore pubblicitario (risata).

LINDA: Ok, qual era il numero uno? (altre risate e Adamus ridacchia)

ADAMUS: Il umore sa leggermente migliorando. Al momento siamo al 37 per cento Maestro. Stiamo facendo progressi.

La vita umana è tutta una storia. Le mie vite come Shakespeare, Platone e Mark Twain sono solo storie. In effetti non c’era proprio nulla da imparare e questa è libertà. Ecco il senso di sollievo.

Voi non siete venuti qui per imparare qualcosa. Voi avete finto di venire qui per imparare qualcosa. Voi avete finto di avere un karma. Voi avete finto di avere una serie di vite passate. A proposito, le vite passate, ohi ohi… litigano tra loro! Da una parte c’è Twain e dall’altra c’è Platone e litigano e io penso che ora Twain stia vincendo perché Platone era molto noioso. Voglio dire, davvero noioso. Leggete qualcosa di suo, sapete. Che barba. Era molto serio. Non si è mai ubriacato e per me non siete un angelo finché non vi ubriacate (risata). Dovete farlo, voglio dire perché altrimenti siete solo troppo rigidi su tutto. Voi siete troppo seri.

È tutta una storia. È una storia stupenda. È una storia emozionante, voglio dire, emozionante nel modo giusto. È una storia intensa. È una storia ricca ma è solo una storia, grande e grassa.

La storia grande e grassa pensa di essere una vittima, pensa che sta lavorando duro per ottenere qualcosa, per tornare a qualcosa – solo il buon dio sa a cosa. Non è così. Il Maestro siede qui ed io osservo, sto osservando Platone – oh, accidenti – ed è come se fosse solo una storia, sapete. Lui ha qualche malattia. Non intendo entrarci perché questo è uno show per famiglie, ma lui ha qualche malattia (qualche risata). No, voglio dire che non intendo essere troppo volgare parlando di funghi dei piedi, sapete, sì e di altro. Lui continua a dire, “La sofferenza è me perché ho questo.” Pensa che sia una lezione grande e grossa da parte del cosmo e io continuo ad urlargli, “Ehi, Plat! Non è così! Hai solo i funghi ai piedi. Sai, che ne dici di un po’ di acqua e sapone su quelle dita, eh? Farà miracoli!” (altre risate) Lui è filosofico. Cerca di capirne il significato universale e il bene e il male, la dualità del fungo o non fungo (altre risate). Io gli dico, “È solo …” (Linda afferra la tazza e annusa per capire cosa contiene; molte risate) Sì. “È solo una storia! È tutto ciò che è.”

Le vostre vite umane restano davvero incastrate in sé stesse. Lo fanno davvero. Diventano molto serie. Diventano serie su tutto. Prendetevi un attimo. Siate il Maestro che siede qui. Prendetevi un attimo. Siete al parco, seduti su una panchina o altro e per un attimo considerate la vostra storia. Prendete in considerazione la storia umana. È forse una storia di battaglie? È forse la storia in cui siete quello svantaggiato? È la storia di nessuno mi capisce? È solo una storia, ok?

Ecco, umano, fermati un attimo e capisci che è solo una storia. Non c’è nessun finale. Qui nessuno vince o perde, è solo un grande e grassa storia. Quando il Maestro riesce in qualche modo a farla capire all’umano, quando lascia che l’umano sappia che “Non importa! Questa non è una corsa. Non stai cercando di guadagnarti il rientro in paradiso. Niente di tutto ciò.”

Quando il Maestro riesce a sedersi, a fare un respiro profondo e a bere un po’ di caffè – o la roba che c’è qui dentro (qualche risata) – e considera tutte le vite passate e le vite future – ricordatevi “e le vite future” – e dice, “È solo una grande e grassa storia.” Beh, in un certo senso lo umanizzate. Voi dite, “Pfui! Oggi cosa voglio vedere? Oggi quale ruolo reciterò sul mio sistema a 5K? Quale guarderò?” Con amore e compassione, certo, ma senza cercare d’interferire. Senza tentare di cambiare qualcosa, ma dicendo “È solo una grossa, grande e grassa storia. Tutto qui.”

Quando l’umano inizia a sentirlo, quando inizia a rendersene conto e capisce che per tutto quel tempo ha pensato che un essere superiore lo osservasse, gli dèi e altri dèi e molti dèi demagoghi e dèi dee e tutto il resto… sapete, è un gioco divertente. L’umano pensa che lo osservino di continuo ed è quasi come una prestazione nei confronti degli dèi. “Guardatemi. Io sono una vittima. Guardatemi. Sono nato con un handicap. Guardatemi. Io sono stupido. Guardatemi. Sono sul sentiero spirituale.” È come se foste a teatro; voi pensate sempre che sia un’interpretazione.

Quando l’umano lo sente dal Maestro, “Ehi, è solo una grande e grassa storia! (qualche risata) Non importa. Molla! Quasi mai io ti guardo, perché è una storia opaca. È una replica! È solo una replica dell’ultima vita e della vita precedente. Io non ti guardo neppure. A me non importa!” “Non m’importa, Platone. Certo, tu sei famoso ma non m’importa proprio perché è…” Guardare Platone è come guardare la PBS (rete televisiva), (altre risate). È come, la gente guarda cosa?! È come, “No, ora cambio canale. Guarderò” – Cauldre dice, “Qualche film da femminucce o una commedia romantica” o qualcosa del genere – “Guarderò qualcosa di divertente, perché è tutta una grande e grassa storia.” Ecco.

Fai un bel respiro profondo, Maestro. Siamo al 47 per cento. Oh, c’eravamo quasi. Penso che con una merabh possiamo far pendere l’ago della bilancia.

Fai un bel respiro profondo, fai un bel respiro profondo, caro Maestro.

Cambia canale – nessun gioco di parole – della storia umana di questa vita. È un western? È uno scenario del tipo “spara, bang, bang, cappello bianco, cappello nero”?

La tua vita è un grosso, grande western o la tua vita è come un film di fantascienza aliena? Oh, sì, per quasi tutti è così (Adamus ridacchia). È solo un viaggio mentale grande e grosso? “Woaaa! Cos’è questo? Gli esseri alieni e la storia dei multiversi e cose del genere e l’umano li attraversa lottando e nel finale combatte contro il grande alieno dopo essere stato infangato molte volte.” È questa la tua vita? Un film di fantascienza grande e grosso?

O forse la tua vita è, non so come le chiamate voi, una di quelle intense che ti spaccano il cuore, sapete, “La persona carina esce e il mondo la piglia a calci nel culo. La persona carina – oh! – vuole mettere fine a ciò e nel finale trova il vero amore o qualcosa di simile e tutti piangono e parte la musica.” È quella la tua vita? Se lo è, è solo una storia grande, grossa e grassa ed è tutto qui.

La tua vita è una trasmissione? Proprio ora ne vedo qualcuna attraverso di voi. Voi guardate i notiziari dove un gruppo di persone sedute intorno a una scrivania non fa altro che litigare per ore ed ore senza concludere nulla! Litigano senza sosta “Dah, deh, da-deh! Io ho ragione e tu hai torto!” e molto presto si odiano. Perché le mostrano in televisione? Non ha alcun senso. È questa la storia della tua vita? Una scrivania grande e grossa, tutti che litigano senza sosta e nessuno va da nessuna parte. È questa la storia della tua vita?

O la storia della tua vita somiglia più a ciò che definireste un cartone animato? (qualche risata) Sì, un cartone animato. Divertente, leggero. Nessuno si fa davvero male, perché non è umano. Sono cartoni. Non è stupendo come li hanno creati? Sono cartoni. Ecco, non importa se il arriva cattivo e ti dà un bel colpo sulla testa e il tuo cervello si spappola, perché dopo due minuti il cervello si ricompone perché non sei davvero umano, sei un cartone. La tua vita è di quel tipo?

In altre parole, ti stai divertendo o no? Senza preoccuparti davvero delle conseguenze, tipo “Quello in cui vivo è solo un cartone animato grande, grosso e grasso. Lo sto progettando io. Io l’ho scritto. Io l‘ho sceneggiato. Non so dove finirà, ma è solo un cartone.” Potresti anche divertirti. Potresti anche fare un respiro profondo e poi ‘cartonizzarti’ nella Realizzazione. Voglio dire, perché no?

O la tua vita è un grande e grosso – come dite voi – dramma romantico? Sapete, è sempre un po’ scuro e da qualche parte in sottofondo suonano dei violini e nella sua vita qualcuno affronta un qualche evento epico.  Poi s’innamora ed è l’amore della sua vita, ma l’amore della sua vita di colpo gli viene portata via dagli alieni nella fiction fantascientifica della sua vita. Di colpo … è tutto dramma, è dramma emotivo e voi sapete che nei drammi emotivi la famiglia è sempre coinvolta – la madre, il padre, i ragazzi e tutto il resto, la famiglia allargata. Poi portate tutto ciò nel luogo di lavoro e a quel punto ci sono molte lacrime e dolori strazianti. Per l’amor del cielo, spegnete! Voglio dire, perché non c’è mai davvero un bel finale come nei cartoni? I cartoni finiscono sempre bene, ma in questi grandi damma epici e romantici c’è sempre un, “Oh!” In un certo senso ti fa sentire bene (qualcuno dice “Soap opera”). È un po’ come una soap opera. Il tempo della nostra vita. Da quanto tempo va avanti? (qualcuno dice, “da cinquant’anni”) Cinquant’anni. Proprio come le vostre vite. In quelle soap opera hanno mai concluso qualcosa? Voi avete mai concluso qualcosa? Più che nelle soap opera, sì. Ecco, sì, la grande soap opera.

Poi ci sono le commedie. Le commedie. Alcune commedie sono davvero parecchio stupide ma sapete, sono commedie. Non dovete pensarci sopra molto. Alcune commedie sono molto belle, molto divertenti. Anche quando sono di cattivo umore e le guardo attraverso voi a volte rido perché prendono in giro i conflitti della vita umana. Gli umani sono una grossa commedia. Dall’altro lato la nostra commedia non è così bella, a parte me (qualche risata). Dall’altro lato la commedia non è molto divertente. Gli umani hanno commedie stupende, riescono a ridere di sé.

Ciò mi porta al mio punto. La vita è una grande, grossa e grassa storia. È tutto qui. Voi non ricevete dei punti. Non ottenete un posto migliore in un paradiso migliore. Non ottenete un potenziale posto migliore al Club dei Maestri Ascesi. È solo una grande, grossa e grassa storia. L’umano, nonostante ciò che il film dell’umano gli dice non è lui che s’illuminerà, che otterrà l’illuminazione. L’umano può solo permetterla. L’umano può scrivere un piccolo cartone che di fatto prende vita ed è come, “Accidenti, cos’è accaduto quando ho indossato le ali, ho attraversato la tela del ragno e ho permesso?” All’improvviso dall’altro lato c’è la bella saggezza, la polvere di fata ha ricoperto tutto ed alla fine c’è bella musica, i trailer e i crediti. Sapete, nei crediti che scorrono alla fine del film ogni credito porta il vostro nome: “Scritto da, prodotto da, diretto da, tecnico luci e macchinista,” e tutto il resto, siete sempre voi. È tutto voi.

Gli umani prendono le loro vite molto sul serio. Lo fanno davvero e ci credono. Credono a quella stronzata – la grande e grassa storia – e fino a un certo punto fanno bene, ma la prendono dannatamente sul serio e ci restano bloccati dentro. Ecco perché da tempo parlo di alcuni gruppi spirituali che sono noiosissimi, sono persone bloccate-nelle-loro-stesse-modalità. Prendono le cose in modo davvero molto serio e a loro non sempre piace il fatto che noi ridiamo. Noi ci divertiamo.

Tutti voi avete vissuto molte vite in templi, monasteri e conventi, giusto? Molto silenzio, molta roba davvero seria e Dio sempre lì ad osservarvi e non fare cazzate, Kerry, perché Dio ti sta osservando (qualche risatina). Era talmente noioso in quei conventi e nei templi e nei monasteri. Davvero noioso. Che tipo di film ne verrebbe fuori? Noioso. “Ok, nella nostra prima settimana …” e poi mostrate solo la om, le litanie e le candele accese. La seconda settimana ancora la om, le litanie, le candele accese e qualche incenso. Poi avanziamo di circa 50 anni e ci sono ancora la om e le litanie. Non è accaduto niente. Dio non è apparso. Gesù non è apparso e non apparirà. Pensate che dovremmo tornare al noioso…

KERRI: E niente sesso, niente.

ADAMUS: Niente s- … beh, l’hanno fatto.

KERRI: E la tragedia.

ADAMUS: Sì, sì. Sapete, non per ‘kerriare’ su questo punto, ma sapete perché … (risate quando il pubblico coglie il gioco di parole). Sapete, questo è un fatto e dovrebbe essere in Wikipedia. Questo è un fatto assoluto, ma sapete perché l’umorismo legato alle scoreggie è divertente? Sapete perché? L’umorismo legato alle scoreggie, la flatulenza, il gas che vi esce dal culo (altre risate), sapete perché è divertente? In effetti è molto divertente, se ci pensate. Tutto quelle chiacchiere, se ci guardate online, “Oh, quelle piccole, “Ha ha! Le scorregge!” Sapete perché? Perché immaginate 600, 700 anni fa. Siete in un convento o in un monastero (risata) dove nessuno parla. Voglio dire, non avete il permesso di parlare e state seduti lì – in effetti siete in ginocchio – e state impazzendo. A quel punto dite, “Ok, ora lo farò. Forse funzionerà. Dicono che funziona e comunque Dio ci guarda.” Voi siete seduti lì e state seri e cercate di fare la cosa giusta e siete fuori di testa, immersi nelle vostre preoccupazioni e tutto a un tratto qualcuno parte con un, “Bleeigh!” (risata e Linda si aggiunge agli effetti sonori). Tutti si spaccano dal ridere e di colpo qualcun altro ne molla un’altra. Era la cosa più divertente accaduta in tutto l’anno! (more risata) Anche la madre superiora e il priore non potevano evitare di ridere. Allora era l’unico umorismo possibile ed è rimasto così, senza giochi di parole (altre risate). In questa vita è ancora così, è come “Me lo ricordo! La chiesa era molto silenziosa, c’era solo qualche candela accesa e all’improvviso, dal nulla ecco un ‘Bleeigh!’ Tutti si sono guardati intorno, ‘Chi l’ha fatto?’” Poi è partita una risata spontanea e tutti scoreggiavano. Nessuno diceva una parola. Tutti scoreggiavano! È come, “Ohh!” Poi iniziate a chiedervi, “Cos’abbiamo mangiato oggi a pranzo?”

Il mio punto qui, tra le risate è che è tutta una grande, grossa e grassa storia. La vostra vita, tutte le altre vite sono solo storie grandi e grosse.

Quando diventate molto seri, quando vi prendete troppo sul serio l’energia resta bloccata e quindi vi scordate dove avete messo le ali e vi scordate cos’ho detto qui – quei due semplici punti – e ricominciate ad essere molto seri e tornate nella testa. Quando diventate molto seri, a quel punto siete nella tela del ragno. È solo quando riuscite a fare un respiro profondo e a ridere della vostra grande e grassa storia che vi rendete conto che non vi stanno valutando o monitorando. Non c’è né giusto né sbagliato. Voi avete vissuto qualche vita in cui avete affrontato tutta una serie di stronzate e altre in cui avete vissuto leggeri come il vento. Non importa. Non importa, davvero.

Questa è una delle vostre vite che è particolare e unica, ma non per questo dovete prenderla seriamente. È una vita particolare ed unica perché voi siete qui per cosa? “Per studiare l’illuminazione.” Oh, dio! Per permettere. Permettere. Divertirsi. Permettere. Voi siete qui per permettere. È proprio così. Dovete diventare seri anche sul Permettere? Proprio no! Il fatto è che più sorridete, più permettete. Sì, potremmo scriverlo su un adesivo da applicare sul paraurti o sulla felpa della nonna.

Voi siete qui per permettere. Ecco tutto. Quanto seri dovete diventare per permettere? Non molto! Quanto lavoro ci vuole? Nessuno, ma vi fa sentire come se non lavoraste sul serio sulle cose e forse non state creando un bel film? Non importa. Voi fate solo un respiro profondo e permettete. Voi sapete di esserci quando riuscite a ridere della vostra grande e grassa storia, quando riuscite a smettere di prendervi così dannatamente sul serio e la piantate di pensare di dovervi accollare il peso del mondo e poi “È molto dura illuminarsi.” Non è vero. Proprio no. Non è mai stata progettato così. Sono solo le teste di legno che tentano di renderla noiosa, che cercano di tornare ai giorni del silenzio nel monastero e che tentano di renderlo una specie di gioco umano dell’illuminazione e non è così. È molto semplice. Si tratta di fare un respiro profondo e di ridere della vostra grande e grassa storia.

Sorseggio ciò che c’è qui dentro (Adamus ridacchia).

Rilassatevi e Permettete

Siamo alla Serie Ali che inizia oggi – è la mia storia. L’ho inventata io. Non sono più di cattivo umore. Io vi amo. Amo di più me, ma vi amo (il pubblico dice “Yay!” e parte qualche applauso). Non sono più di cattivo umore. È una storia e voi vi rendete conto – è come un cartone – che, “Oggi divertiamoci un po’ e giochiamo un po’. Io arriverò, sarò di cattivo umore, ‘Argh, argh, argh, argh!’” Qualcuno di voi è davvero sotto shock. Qualcuno di voi diceva, “Oh, dio! Oggi su cosa si lancerà?” Ci stavo pensando, ma sapete…

Fate un respiro profondo nella vostra vita personale; cominciate a divertirvi un po’, perché sapete una cosa? Non appena lo fate, non appena diventate giocosi, non appena vi rilassate e permettete, cambiano tutte le dinamiche energetiche. Non viete più nello scenario in cui finite dritti nella tela del ragno e ci restate bloccati dentro. È allora che vi rendete conto che tutto si muove attraverso di voi. Come potreste restare bloccati? Tutto si muove attraverso di voi – il tempo, lo spazio, le tele di ragno e tutto il resto. Tutte le vostre paure, tutte le vostre preoccupazioni e ansie vi attraversano e basta. È tutto. Ogni tanto si fanno vive. Sì, c’è una sensazione che raggiunge il vostro corpo e a volte potrebbe causarvi un po’ di agitazione. Voi lasciate solo che vi attraversino. È tutto qui. Non c’è nulla contro cui lottare.

Secondo la prospettiva umana voi resterete intrappolati nella tela del ragno e lotterete per uscirne. L’umano è così. Ecco perché vi ho chiesto, “Chi c’è qui oggi?” Secondo la prospettiva del Maestro – siamo quasi al 50 per cento – la prospettiva del Maestro è, “Mi sta solo attraversando.” In effetti non dovete allacciarvi le ali o volare attraverso qualcosa. Voi permettete solo le ali che ci sono già, non fate altro che aprirle e poi osservate come tutto fluisce dentro e fuori di voi. Poi prendete solo ciò che volete per la vostra grande e grassa storia, solo ciò che volete per la vostra vita, solo ciò che scegliete per voi e vi rendete conto che tutto fluisce solo attraverso di voi. È molto semplice.

La Serie Ali arriva nel nostro, credo sia il 19° anno che lavoriamo insieme e come ho detto prima, sono 200 Shoud. È tanta roba. Basterebbe per 33 libri, libri grandi, non piccoli. Tutti gli insegnamenti di Tobias, tutta la mia meravigliosa saggezza e tutto ciò che implica – è meravigliosa, sì – e tutto ciò che implica. Fate un bel respiro profondo anche per questo. Tutto ciò fa parte della vostra grande e grassa storia, ma devo proprio dirvi che è una storia fenomenale. È fenomenale.

Quando anni fa ci fu la transizione tra Tobias e me, io mi consultai con qualcuno degli altri Maestri Ascesi sul venire al Crimson Circle. Sapete, io sentii il gruppo, forse un po’ come hanno fatto alcuni di voi prima di arrivare qui. Io sentii qualcosa, ma ero sospettoso. Shaumbra? Pirati? Questo gruppo di ribelli e provocatori? Dissi, “Ci sto. Ci sto.” (risata) Gli altri dicevano che ci sarebbero volute due, tre o forse quattro vite. Io sapevo che non era così. Io sapevo che voi eravate davvero pronti. Avevate solo bisogno di essere tirati fuori dalla testa a bastonate e poi raddrizzati un po’ e fare un respiro e rendervi conto che è solo una grande e grassa storia. È tutto ciò che è. La vostra vita non è poi così importante, lo è solo per l’Io Sono. È importante la bellezza della storia, ma per il resto piantatela di prenderla così dannatamente sul serio.

Cosa intendo dire? Uscite da qui e vivete. Godetevela. Divertitevi. Quando provate ansia o la paura vi attraversa, invece di sfuggirla e cercare di combatterla nella mente, permettevi solo di attraversarla. Permettetevi di attraversarla in pieno. Vi renderete conto che non è affatto la tela del ragno ma nel momento in cui la combattete, che sia il cancro o il tracollo finanziario o l’autostima o altro, , d’ora in poi nel momento in cui li combattete ci resterete bloccati dentro. In effetti per voi è peggio che mai. Voi raggiungete questo punto di coscienza e vi bloccate come mai prima. Voi siete più sensibili e quindi rimarrete più bloccati. A quel punto vi fermate e dite, “Quali erano i due punti di cui ci ha parlato Adamus?

SART: Avrei dovuto scriverli.

ADAMUS: Avresti dovuto scriverli (qualche risata). Ecco perché noi registriamo per voi. Questo lo venderemo. Niente omaggi.

Sto scherzando.

È una storia, divertitevi. Voi siete un cartone grande e grosso.

Nella Serie Ali vi renderete conto che lo faremo ora, ok? Ci riuniremo, ci divertiremo, io m’inventerò qualche storia tipo, “Sono di cattivo umore.” Come potrei mai essere di cattivo umore? In effetti, ciò che ho detto su quelle vite è vero. Platone è una vera e propria spina nel fianco. Non riesce mai a decidersi e Shakespeare è un’agonia a causa della sua decisione interiore di scrivere per il pubblico. Mark Twain è divertente, ma a volte è molto scettico, è sempre negativo su tutto e soprattutto su di sé. Ha problemi con l’energia e non c’è da stupirsi che sia finito in bancarotta. Tutta queste cose sono reali, ma non mi preoccupano affatto. Io faccio un respiro profondo e poi considero le loro storie grandi e grasse e mi rendo conto della bellezza presente in loro e in me. Io mi rendo conto che in effetti non si sono mai bloccate nella tela. Esse pensano di esserlo, ma non è così. In effetti non si schiantano e non bruciano. Pensano che sia così, ma non è vero. In effetti fa tutto parte della mia unità.

Ora, visto che siamo quasi fuori tempo – vi ho detto che sarebbe stato più breve del solito, tipo due minuti più breve del solito (risate) – facciamo una merabh. Perché? Eh, sono stanco di parlare, sapete e voi siete stanchi di me che parlo.

Facciamo un bel respiro profondo e facciamo la merabh delle Ali.

Fate un bel respiro profondo. Si parte.

La Merabh delle Ali

Ora siamo nella Serie Ali.

(parte la musica)

Significa che dopo tutti questi anni in cui vi siete davvero aperti e avete permesso e vi siete dati un’occhiata divertente, finalmente siamo al punto in cui noi ci innalzeremo e basta. Noi ci alzeremo in volo. Ciò significa espandersi.

L’umano continuerà a vivere giornate con il panico o l’ansia o sarà solo incazzato. Allora fate un respiro profondo come state facendo ora – sullo sfondo riesco quasi a sentire l’umano che urla – ecco quando fate un respiro profondo e vi rendete conto che è tutta una grande, grossa e grassa storia. Ecco dove sentite le vostre ali, intendo letteralmente.

Sentite le vostre ali.

In qualche nostro incontro precedente vi ho detto che voi avete ali energetiche. La vostra schiena, le vostre spalle sono le parti più sensibili del vostro corpo. Non sto parlando di grandi ali fatte di piume ma della capacità di espandersi, di aprirsi. Voi fate solo un respiro profondo e permettete.

Voi dite, “Beh, non so come.” Sì che lo sapete. È solo una parte della storia. “Un giorno mi sono cresciute le ali, ali che mi hanno permesso di espandermi, di non avere più paura della vita, di non temere più di volare, di non restare più sotto il soffitto fatto di ali dell’illuminazione. L’ho fatto e basta.”

Fate un respiro profondo nella vostra grande e grassa storia e arrivate al capitolo in cui permettete che le ali si dispieghino.

Quelle ali possono portarvi dritti attraverso ogni percezione che potreste avere della paura, del dubbio, del pericolo; ogni credenza che potreste avere sul non riuscire a decidere, sul non sapere cosa fare dopo. Voi sentite solo quelle ali che si dispiegano e vi portano oltre.

Sì, per l’umano che sta seduto qui sì, ci saranno giorni che saranno, eh, solo giorni di merda. Fa solo parte della grande e grassa storia e va bene così. È ok e poi c’è il Maestro con le ali. Egli non cerca di lottare, non cerca di superare il dubbio, l’incertezza e la paura. Non cerca affatto di lottare, ma si tende conto che è solo una delle “e,” uno dei molti modi di percepire la realtà.

Nella Serie che inizia, nel corso dell’anno che passeremo insieme voi inizierete davvero a fare esperienza di alcune cose. Invece di parlare di permettere, voi vi permetterete di farne esperienza. Invece di parlare di illuminazione con lo stile di Platone, in effetti farete l’esperienza.

Invece di pensare alla gioia, lei c’è davvero.

A volte le esperienze che arriveranno a voi quest’anno vi sconvolgeranno del tutto perché saranno molto reali. Voglio dire che sono reali.

A volte l’apertura della consapevolezza vi stordirà. Vi chiederete se il vostro corpo o la vostra mentre riuscirà mai a gestirla. È così stupenda l’esperienza piuttosto che tutta la chiacchierata.

Sì, voi riuscirete a gestirla, soprattutto se farete un respiro profondo e sentirete le ali del vero Maestro.

Stiamo passando dalle lezioni in classe alle esperienze di vita vere, significative e divertenti. Voi state cambiando la storia, la state scrivendo in modo diverso e di colpo negli ultimi capitoli della vostra grande e grassa storia vi rendete conto che ora voi fate parte di quella scrittura. Umano, tu fai parte della scrittura del prossimo capitolo.

Tu hai il sapere interiore e la sensazione che, beh, c’era un libro, un grande e grasso libro della tua vita, ma tu non avevi molta voce in capitolo su ciò che c’era scritto. Ora sta cambiando.

Di recente ne abbiamo parlato nel Keahak e si chiama coabitazione. Il Maestro e l’umano. Ti renderai conto che non ti fidavi davvero di scrivere la storia, il prossimo capitolo.

Ora tu, il Maestro, l’Io Sono, ora tu stai effettivamente scrivendo e vivendo nei prossimi capitoli; i capitoli sulla libertà, i capitoli sull’esperienza della vita reale. Non solo la monotonia regolare e quotidiana, ma l’esperienza della vita reale. Ecco la differenza. Proprio ora quella è la differenza – che tu partecipi.

Chi è seduto qui ora? Cos’è accaduto durante questa merabh? A quale percentuale siamo arrivati? Beh, il miglior modo per dirlo e qualcuno ci è andato molto vicino è che voi siete 100 per cento umano e 100 per cento Maestro. Voi siete entrambi.

Voi non siete in conflitto tra voi. Voi non state cercando di passare dal 20 per cento umano all’80 per cento Maestro, voi siete entrambi e coabitate. Siete entrambi.

Facciamo un respiro profondo.

Attraversate la paura volando. Attraversate l’angoscia mentale volando. Attraversate i temi emotivi volando. Smettetela di cercare di capirli o di elaborarli. Non sfuggiteli più. Attraversateli volando.

All’inizio vi terrorizzerà un po’ perché sembrerà che stiate volando dritti dentro la tela del ragno, ma vi renderete conto che c’è uno slancio di, potreste chiamarla passione, energia – quasi coscienza, ma non proprio – ma c’è uno slancio che vi spinge proprio attraverso le paure più profonde. Non evitatele più, ma smettetela di elaborarle. Attraversatele e basta.

In seconda battuta rendetevi conto che è tutta una grande e grassa storia, ma ora voi fate parte della scrittura. Dico parte, perché il Maestro farà ancora la sua parte nella sceneggiatura ma ora tu, umano, tu sei il co-autore, tu ne fai parte. Ecco i due punti.

Facciamo insieme un bel respiro profondo. Facciamo insieme un bel respiro profondo.

(la musica termina)

È il momento di celebrare, cari Shaumbra.

È il momento di celebrare. Ecco, aprite quelle ali e andiamo.

Ricordatevi sempre che tutto è bene in tutta la vostra grande e grassa storia! (risata)

Detto questo, grazie. Grazie (il pubblico applaude).