SHOUD 09: “La Chiarezza Porta Risultati”

IL MATERIALE DEL CRIMSON CIRCLE

La Serie e_2012

SHOUD 9: “La Chiarezza Porta Risultati” – con ADAMUS, canalizzato da Geoffrey Hoppe

Presentato al Crimson Circle il 5 maggio 2012

www.crimsoncircle.com

Io Sono Quello che Sono, Adamus del Dominio Sovrano.

Benvenuti a questa riunione, cari Shaumbra.

(La maggioranza del pubblico indossa magliette con caratteri strani che una volta piegati mostrano una frase volgare. Quando Adamus inizia a parlare, il pubblico si alza in piedi e gliele mostra)

ADAMUS: Terrò gli occhi chiusi per il resto di questo Shoud! (risate dal pubblico e da Adamus) Sarà un lungo Shoud. Solo qui!  Solo qui con Shaumbra! Perché mi fate vedere le tette? (risate) Non capisco, quelle di alcuni uomini sono più grandi di quelle delle donne! Incredibile. Posso… Oh, stiamo lontani da tutto ciò! (altre risate)

Allora oggi volete prendere in giro l’insegnante! (risate) Sarà uno Shoud moooooolto lungo, uno Shoud lungo. Cosa pensate che penseranno tutte le persone che ora ci ascoltano? Ridono, ridono, ridono. Si divertono e applaudono. Qualcuno vuole spiegare il significato delle scritte sulle magliette? Sì? (si rivolge a Sart) Ecco l’istigatore, il creatore, quello che ha perpetrato tutto questo. Sì, il significato è?

SART: Io ho detto loro di non farlo. (risate)

LINDA: Whoa, whoa, whoa. (gli porge al microfono)

SART: Io ho detto loro di non farlo.

ADAMUS: E tu sai… sai, mentire non ti fa bene.

SART: Però sono bravo a farlo.

ADAMUS: E mentire ad Adamus è ancora peggio.

SART: Significa amore e compassione. (molti ridono) 

ADAMUS: E’ così che ti ami? È questa la compassione che provi per te?!

SART: Grazie ragazzi!

ADAMUS: Beh, questa è la prima volta in tutte le mie scuole o corsi. Ho avuto studenti che si sono addormentati. Ah, ah, qualcuno mi ha portato dei fiori. (qualcuno porge dei fiori e il pubblico reagisce con un ‘Awww” e Adamus la bacia) Io e lei andremo nella stanza di dietro per il resto dello Shoud.  Dove c’è il vino, ma certo.

Questa è una prima volta e dovete sapere che gli altri Maestri Ascesi che sono qui con me oggi si sono fatti una risata più grossa della vostra. Grazie. Grazie. Sì, sono qui. Ah, ecco mia cara. (consegna di fiori a Linda)

LINDA.  Grazie, gli troveremo una casa.

ADAMUS: Ah, me li meritavo proprio. Volevo iniziare con un messaggio molto serio (risate) ma ora come faccio! (qualcuno urla "Oh, noo!") e Adamus cerca di ricomporsi, ma subito dopo inizia di nuovo a ridere e gli altri gli vanno dietro) Forse dovremmo ricominciare con il respiro e anche con la musica. (risate)

Stavo per aprire con queste parole… le parole che dicono, “Presumo che se siete qui…”volevo essere molto drammatico e anche un po’ poetico… “Presumo che se siete qui e se ci guardate o se leggete questo materiale è perché siete pronti per l’illuminazione.” (il pubblico fa il tifo e applaude) La mia bella apertura!

Me lo merito, me lo merito proprio. Oggi sarei stato un po’ troppo serio, sì.

Io ritengo che se siete qui, se ci osservate o ascoltate questo materiale è perché questa sarà la vostra ultima vita su questo pianeta. (il pubblico risponde “Sì!”) Oh, questo sì che è stato un sì di cuore! E se arrivasse da voi un essere angelico e vi dicesse, “David, io penso che tu abbia bisogno di un’altra vita” che cosa gli diresti?

DAVID: Stronzate!

ADAMUS: Ce l’avete scritto proprio sulla maglietta! (risate) Proprio qui, sì (Adamus ridacchia)

La Vostra Illuminazione

Ritengo che se siete qui, siete assolutamente seri riguardo alla vostra illuminazione. Ma certo, fino al punto che è l’unica cosa - è la cosa. Perché? Perché avete vissuto molte, moltissime vite in questa tana del coniglio. Avete studiato moltissimo, se vi siete sacrificati tanto, avete sofferto moltissimo e ora avete detto: “È questa. Ora basta.”

Voglio trattare questo punto proprio all’inizio - iniziamo con un tema serio - perché a questo punto ritenete che tutto ciò che avviene ora nella vostra vita - proprio tutto - è diretto verso questo momento. Voi avete fatto una scelta conscia. Voi avete fatto una scelta molto chiara altrimenti non sareste qui, avreste mollato un bel po’ di tempo fa. (Adamus ridacchia) Sto cercando di essere serio! Mi scusi signore, ha uno scarafaggio sulle labbra. (risate mentre si rivolge una donna che indossa un sombrero e baffi attaccati con la colla) Come faccio a essere serio - caro Dio, come faccio? Con tutti questi?!

Ritengo che con la vostra scelta cosciente per l’illuminazione, tutto ciò che sta avvenendo nella vostra vita si concentra su questo punto; ogni evento che vi accade riguarda l’illuminazione. Tutto ciò che accade - forse potrebbe non piacervi, perché molte delle cose che stanno avvenendo riguardano la ripulitura e il cambiamento - ma tutto ciò che sta avvenendo v’incanala verso l’illuminazione.

So che spesso vi domandate, “Cosa succede? Perché mi sembra di non capire tutto ciò? Perché tutti questi alti e bassi?” Miei cari amici, tutto ciò riguarda l’illuminazione. Proprio tutto, davvero tutto. Non avete neppure bisogno di chiedermi perché avviene tutto ciò, perché tutto riguarda la vostra illuminazione.

Ora affiorano parecchie domande: Cos’è l’illuminazione? Per sfortuna su questo tema c’è parecchia confusione. Cos’è l’ascensione? Anche qui c’è parecchia confusione. Diciamo che si tratta dell’integrazione di voi, della vostra divinità, dei vostri aspetti e si tratta di riportare indietro ogni pezzo e ogni parte di voi nel corpo fisico e in questa vita.

Se lasciare il corpo o restare e godervela davvero, questo lo vedremo. È una decisione che non posso prendere per voi; non voglio neppure consigliarvi l’una o l’altra possibilità, ma in quel momento d’illuminazione lo saprete - lo saprete eccome. Non c’è alcun bisogno di avere paura perché forse è la scelta più grande che farete mai. Non c’è ragione per aver paura di lasciare il corpo fisico perché, come abbiamo già detto, l’avete fatto molte, moltissime volte. È molto semplice.

È addirittura difficile anticipare come sarà la vita umana in uno stato illuminato ed io so che voi ci pensate. Ci riflettete sopra - com’è essere illuminato in un corpo fisico? In questo momento, almeno in questo momento la mente non riesce neppure a immaginarlo, proprio no. Voi potete immaginare, direi che potete farlo con il vostro creativo, il vostro cuore e le vostre sensazioni, ma la mente non riesce davvero a immaginarselo. A questo punto accade che la mente, la parte umana inizia ad aver paura, a farsi delle domande e a indietreggiare.

Miei cari amici, non potete più tornare indietro, davvero. Voi avete fatto una scelta molto conscia e quindi tutto è in movimento. Con ciò che sapete ora, non riuscireste proprio a ritornare a essere un essere addormentato - non potreste, anche se ci avete provato, ci avete provato eccome ma non ci riuscite. Sapete troppo e ora siete consapevoli di troppe cose.

Voi potete rimandarla. Potete distrarvi e state diventando esperti nel farlo, oppure potete solo fare quel respiro profondo senza nessuna paura.

Miei cari amici, ve l’ho detto in uno Shoud recente: che siano 5 o 1000 non importa, ma anche solo pochi esseri umani che restano nel corpo fisico essendo illuminati farà una differenza incredibile non solo su questa Terra, ma su tutti i reami. Non è facile, proprio no.

Le Energie In Entrata

In questo momento le energie sono molto intense e le sentite arrivare da ogni parte e oltre a tutto ciò - sto per lanciare una piccola bomba; sì, le energie sono molto intense, questo è il venti-dodici, il 2012 naturalmente - ma in aggiunta a tutto questo, il 10 maggio inizia un’onda energetica del tutto nuova che entrerà e durerà circa una settimana. Sarà estremamente intensa; voi ne avete già attraversate alcune e quindi so che potete farcela ma sì, per circa una settimana ci saranno energie davvero molto intense.

La cosa interessante su queste energie è che non si tratta di onde solari e neppure onde elettromagnetiche; vi dico solo che si tratta di veri e propri bombardamenti energetici interdimensionali che raggiungeranno questo pianeta e quando arriveranno entreranno in profondità nella Terra e la Terra rilascerà qualcosa. Vecchia energia, una storia molto bloccata. (qualcuno tra il pubblico mormora) Immaginate questo trem… oh, non c’è nulla da temere! (Adamus ridacchia) Si tratta solo di essere consapevoli.

Immaginate l’arrivo di queste energie intense che entrano in collisione con l’energia bloccata nella Terra. Immaginate cosa accadrà. (qualcuno dice “Terremoti”, qualcun altro dice “Cambiamenti terrestri”) Hhmmm… non necessariam… è possibile, è possibile. Sarà intenso sul vostro corpo fisico e inizierà tra una settimana circa.

Che cosa fate? (il pubblico risponde “Respiriamo”)

MARTY: Non fate paracadutismo.

ADAMUS: Sì, non fate paracadutismo! (ridacchia) Bene, bene. Oggi mofo è in piena forma, sì. Oh… o forse…(qualcuno dice “Beviamo”) andate a fare paracadutismo. (Adamus ridacchia il pubblico lo segue) Bevete, dice qualcuno - sì. Forse è arrivato il momento di uscire da ogni tipo di nascondiglio. Forse questo è proprio il momento di andare a fare paracadutismo o qualcosa che sia un po’ folle, qualcosa che vi porta fuori dalla mente.

Lo sentirete davvero nel vostro corpo e lo sentirete tutt’intorno a voi. Forse anche gli altri, ma forse no. La Terra lo sentirà e potrebbero esserci cose come terremoti e vulcani. Non per forza, non per forza potrebbe essere così quando c’è questo livello massiccio d’energia in entrata. Sarà molto interessante vedere quali saranno stati gli effetti quando ci riuniremo per il nostro prossimo Shoud.

Tutto ciò contiene una metafora o un’analogia. Quando queste energie entrano e colpiscono la Terra, colpiranno anche il vostro corpo fisico. Com’è in questo momento il vostro corpo fisico? (il pubblico borbotta un po’) Hhhhmmm, hhmmmm, qualche dolorino, qualche disturbo. Vi sentirete disorientati, quindi che fate? Respirate. Vi radicate. Amate il vostro corpo. Nutrite il corpo (qualcuno urla “Yay!) Sì, nutrite di nuovo il corpo perché questo non è certo il momento adatto per abusare del corpo; non è il momento adatto per pensare di dover perdere peso o morire di fame. Mangiate. Mangiate con il cuore. Sì.  (Adamus ridacchia)

Ecco, miei cari amici, sarà molto intenso. Tutto rientra nello sviluppo di questo pianeta, nell’evoluzione di questo pianeta e quando a volte diciamo che stanno entrando grandi energie e le persone dicono, “Oh! Nascondiamoci sottoterra! Scappiamo!” voi sapete che qualsiasi cosa accada dovete capire che tutte queste energie sono qui per una ragione specifica e bella.

Ciò che vi accade in questo momento non è casuale, non vi accade e basta e non accade - com’è il proverbio - succede qualcosa…

DAVID: La merda capita.

ADAMUS: Vedete, l’ha detto lui, non io.

SART: Fa parte delle stronzate.

ADAMUS: Sì! Sì, fa parte della vostra ascensione, della vostra illuminazione.

Per questo facciamo un respiro profondo.

Diamo il benvenuto a queste energie. Il 10 maggio, inizieranno ad arrivare il 10 maggio. Grandi. Di sostegno - per voi!

Ora, nella vostra vita ci sono cose che sono al limite e qui si tratta di spingerle da una parte o dall’altra. Non è bello? (qualcuno dice “Sì”; una persona dice “No”)  No. (Adamus ridacchia e il pubblico ride) Oggi il pubblico è davvero, davvero tosto.

Lo Shoud Sacro

Ora parliamo per un attimo. Questo è lo Shoud sacro - io pensavo che fosse uno Shoud sacro. (risate) Faceva parte del mio messaggio di apertura - lo Shoud sacro - e guardate cosa avete combinato, ma si tratta comunque di uno Shoud sacro. Shoud è una parola che Tobis ha usato per primo: si tratta di un termine ebreo antico, molto antico e Shoud significa una riunione sacra, una riunione ispirata.

Ecco che abbiamo questo Shoud molto sacro e in questo Shoud sacro possiamo ridere e indossare magliette con scritte volgari. (Adamus ridacchia) Possiamo fare tutto ciò che vogliamo: possiamo sorseggiare caffè, bere vino, ridere, piangere, essere noi stessi, indossare abiti interessanti e ballare - se ne abbiamo voglia. Resta comunque uno Shoud sacro perché riguarda il lavoro collettivo di voi - di tutti gli Shaumbra - della vostra energia. Si tratta di Cauldre e Linda che aggiungono la loro, di Aandrah e On che aggiungono la loro come tutti quelli che in questo momento ci guardano online. Chiunque sia connesso a questo materiale anche in un secondo momento, aggiunge le sue energie a questo Shoud sacro. 

Oggi tratto questo tema perché voi, miei cari amici, vi trovate in uno stato dell’essere molto delicato, bello ma molto fragile. State transitando da umano a divino umano. State transitando fuori dall’era mentale, l’era della mente, l’era di voi per passare a un’era creativa-mentale-divina. Le cose lasciano la vostra vita ed entrano nuove cose, cose inaspettate. È un momento molto, molto fragile è un’ottima cosa che possiate ridere. È delizioso che possiate ridere perché sento uno di voi che dice, “Sì, se non rido, piango.”  La vera delizia è che possiate ridere di tutto questo.

Si tratta di una combinazione unica di tutte le nostre energie e si può fare solo qui - e si può fare solo così.

Per il rispetto che provo per voi e perché so ciò che state passando in questo momento, accade solo qui e da nessun’altra parte. Questo è un messaggio per quelli che dicono di canalizzare nel nome e altri che affermano di fare gli Shouds - non è opportuno. È solo qui. È questo gruppo. È il messaggero. È questa squadra. È questo staff che mette tutto insieme. Tobias e Kuthumi non avevano le stesse esigenze, perché lavoravano con un' energia un po’ diversa.

Quando sono arrivato, nel mio primo messaggio ho detto, “Sarà questo.” Un messaggero, un gruppo con cui io parlo - nessun altro.  Chiunque altro, mi spingo a dire che in una giornata buona si sentirà confuso e in una giornata cattiva sarà delirante o falso e basta. Wow...hhmm.. (qualcuno dice ”Amen”) e questo è solo l’inizio. (Adamus ridacchia)

Ora, capisco che Cauldre e Linda sono un po’ stanchi a causa del loro recente viaggio che mi sono goduto davvero. Oh! HHmm! La Francia e l’amore e il vino - cos’altro avrei potuto volere? Capisco che sono un po’ esauriti da questo viaggio, quindi oggi faremo un piccolo cambiamento: porteremo dentro più energie vostre, come avete già dimostrato e ci sarà anche un po’ più della mia energia, così Cauldre e Linda possono fare un passo indietro. Questa fusione è già in atto, stiamo solo modificando leggermente le proporzioni.

Mentre procediamo, la domanda è: oggi come lo volete? Lo volete schietto e controverso? (il pubblico urla “Sì!”) o lo volete gentile e nutriente? (Tra i presenti la maggioranza dice “No”) Edith lo vuole gentile e nutriente. Aspetta un attimo, fammi controllare una cosa. Mi spiace, Edith, oggi abbiamo finito la gentilezza e il nutrimento! (risate) Vuoi scegliere qualcos’altro dal menù? (Adamus ridacchia) Schietto e controverso - e così sia. Saremo molto diretti sulle cose.

In realtà c’è solo un punto che voglio trattare in tutto questo Shoud e mi serviranno 5 minuti, ma mi piace parlare, mi piace essere qui con voi, mi piace godermi il processo di uno Shoud dove riuniamo tutto insieme.

Allora, di cosa parliamo oggi. Potete spostare la lavagna da questa parte? (David sposta la lavagna nella zona della musica dal vivo) Sì, la musica.

Le Domande

Facendo una stima veloce delle energie in questo Shoud, dico, “Cosa succede?” Cosa sta accadendo a Shaumbra proprio ora? Come sono tutte le sensazioni? Quali sono le domande? A parte quelli che definisco le problematiche quotidiane, quali sono le grandi domande? Linda, mia cara, sii gentile e scrivi sulla lavagna.

1.“Come sto?”

La domanda numero 1 che arriva ultimamente è, “Come sto?” Non parlo di come sto io - io sto molto bene - ma di come state voi. “Come sto?” ed è interessante, perché molto è cambiato. In passato c’erano domande di altro tipo, ma ora chiedete, “In questo momento come sto?”

E’ una buona domanda. Come state? Eccezionalmente bene, considerando le circostanze - eccezionalmente bene. Siete ancora in questo corpo fisico e questa è una gran cosa. Siete ancora qui e questo è un bene. È un processo molto difficile da affrontare ed è dura per la biologia. E’ tutto in rifacimento, è tutto in via di ricostruzione quindi è piuttosto facile uscire dal corpo.

Ciò non significa per forza la morte, ma solo che non vivete nel vostro corpo. Continuate ricordarvi di essere presenti, di essere nel corpo e in realtà è interessante notare - comunque sì, questa è una specie di pagella - è interessante notare che in realtà cominciate ad amare quel corpo. Oh, è stato un percorso lungo in cui non vi siete piaciuti, siete stati critici con il vostro corpo in ogni modo possibile ma ora cominciate a - guardate - vestirvi bene! (guarda il travestimento di qualcuno) Amate il corpo! Amate l’essere in cui state camminando e danzando.

È il momento di ballare? (si rivolge a Lulu che indossa un bellissimo vestito scintillante) Balliamo. E’ il Cinco de Mayo. (una festività messicana) E’ uno Shoud. E’ il compleanno di Budda, quindi balliamo. Prego. (Lulu arriva sul palco e il pubblico applaude) Bel vestito e tu sei bellissima oggi. Wow.

LINDA: Wow! (il pubblico applaude e fischia)

LULU: Posso ballare qui?

ADAMUS: Sì. Hai bisogno di una superficie dura?

LULU: Non me l’aspettavo, quindi devo solo…

ADAMUS: Fai un respiro profondo.

(Lulu fa una specie di danza tip-tap e riceve l’approvazione e gli applausi da Adamus e dal pubblico)

Grazie, grazie. Ah, solo a uno Shoud. Solo a uno Shoud.

Torniamo al “Come sto?” Bene, eccezionalmente bene, considerate le circostanze. Il fatto che siete riusciti a tenervi insieme, anche se è stato difficile è davvero ammirevole. Bene, molto bene - in questo momento siete un po’ troppo preoccupati e pieni di dubbi.  Ce ne occuperemo più tardi perché vi preoccupate davvero troppo.

State andando eccezionalmente bene! Potreste fare un bel respiro profondo e rendervene conto? Molti altri hanno percorso questa strada ma non sono arrivati fino a questo punto; molti altri hanno rinunciato -hanno rinunciato a questa vita e in particolare hanno rinunciato a tutto il processo d’illuminazione - ma voi siete ancora qui e ridete, ridete davvero! Questo è incredibile! Sfidate le cose e anche questo va bene. Voi sfidate i vecchi sistemi di credenze dentro di voi, nelle organizzazioni, proprio qui nel Crimson Circle. Ciò è ammirevole.

Allora, come state? Eccezionalmente bene. Io vi darei - io vi darò un 10 - ma certo! (il pubblico approva e applaude) Chi sono io per dare dei 10, ma è proprio così, è proprio così.

2.“Cosa Dovrei fare in modo diverso?”

L’altra domanda che vi fate è: “Cosa dovrei fare in modo diverso? Cosa dovrei fare diversamente?” Ve lo sentiamo dire spesso, “Proprio ora, cosa dovrei fare in modo diverso?” Chiederò a Linda che è tutta presa a scrivere di uscire tra il pubblico e chiederlo. Cosa pensate di dover fare in modo diverso per rendere più semplice e un po’ più gradevole o meglio per permettervi di trarre vantaggio davvero da cose come le energie che stanno entrando? Cosa dovreste fare in modo diverso? Alzati per favore. Sì.

CAROLIN: Io ho solo bisogno di mollare.

ADAMUS: Cosa?

CAROLYN: Tutto ciò che, sai, pensavo fosse importante nella mia vita, tutte le cose cui, sai, sono rimasta attaccata come per esempio il tentativo di fare tutto alla perfezione. Cerco solo di… non riesco a essere ciò che sono davvero perché penso di dover essere tutte queste altre cose.

ADAMUS: E perché non molli e basta?

CAROLYN: Non lo so! Non lo so.

ADAMUS.: Ti stai almeno godendo queste cose?

CAROLYN: No!

ADAMUS: No?

CAROLYN: No. Non molto.

ADAMUS: No, ma allora ci sono ancora.

CAROLYN: Sì.

ADAMUS: Allora c’è ancora qualcosa che ti piace in quelle cose. C’è qualcosa che ti…

CAROLYN: È qualcosa cui restare attaccati.

ADAMUS: …cui restare attaccata. Serve uno scopo, altrimenti te ne saresti già andata.

CAROLYN: Sì.

ADAMUS: Già.

CAROLYN: Allora devo farlo e basta, non è vero?

ADAMUS: Beh, renditi conto di quali sono queste cose e perché godi ancora nel fare la cosa giusta, nel seguire le regole e nel fare le cose per gli altri.

CAROLYN: Forse, sai, mettono troppa enfasi su ciò che potrebbero pensare gli altri.

ADAMUS: Sì, bene. E quando te ne libererai?

CAROLYN: Allora posso essere me e basta.

ADAMUS: Sì, e gli altri potrebbero…

CAROLYN: E mollo tutto.

ADAMUS: …prenderti in giro o ridere di te, ma lo sono già loro e quindi non importa. (risate) Sì.

CAROLYN: Voi tutti, non ridete di me. (risate)

ADAMUS: Bene.

Allora, cos’è: quando dite cosa dovreste fare diversamente, cosa dovreste fare diversamente?

JOYCE: (donna) Liberarmi delle vecchie abitudini.

ADAMUS: Sì, del tipo?

JOYCE: Tutte le cose che penso di dover fare.

ADAMUS: Dimmene una.

JOYCE: Oh, tenere pulite le cose e tutta la routine quotidiana.

ADAMUS: Sì. Perché hai questo problema?

JOYCE: Mi hanno insegnato molto bene.

ADAMUS: Sì. Ciò che sento davvero in questa domanda riguarda più il mollare molti dei dettagli umani, la programmazione, il condizionamento che hai a fare determinate cose. Sono queste le cose che ti bloccano.

JOYCE: É vero. Per me sono un peso.

ADAMUS: Sono un peso per te.

JOYCE: Me ne sono accorta di recente.

ADAMUS: Trascorri un’incredibile quantità di tempo - non solo tu, ma tutti voi - sprecate moltissimo tempo semplicemente lavorando sui piccoli dettagli della vita. I dettagli della vita e in realtà non c’è alcun bisogno di farlo. Io ho una teoria: a volte penso che lo fate perché è una distrazione. A volte le ho fate perché pensate che se non lo fate poof! sparirete dal pianeta. In altre parole, è qualcosa che vi fa stare qui.

JOYCE: Beh, la coscienza di massa ce ne butta addosso parecchio.

ADAMUS: … e la coscienza di massa, ma certo. Tutti voi state arrivando al punto in cui non v’interessa molto della coscienza di massa. Questa è una cosa buona, una cosa buona.

Il prossimo. Cosa dovreste fare di diverso?

EDITH: Dovrei affittare una donna per le pulizie.

ADAMUS: Aiutami a capire. Vuoi qualcuno che pulisca i tuoi casini?

EDITH: Esatto.

ADAMUS: Bene, bene. La pagherai bene?

EDITH: Bene.

ADAMUS: Bene. La tratterai bene?

EDITH: Sì.

ADAMUS: Bene, bene. E perché non l’hai fatto prima?

EDITH: Sono povera.

ADAMUS. Tu sei cosa?

EDITH: Ho bisogno di portare dentro la mia abbondanza. Lasciami riformulare la frase.

ADAMUS: No, non hai bisogno di portarla dentro. C’è già

EDITH: Beh, allora devo disseppellirla.  (risate e Adamus ridacchia)

ADAMUS: Hai solo bisogno di capire che c’è già. Sì. Hai bisogno di capire che in realtà non devi fare nulla - tra poco vi guiderò a fare un esercizio – hai bisogno di capire solo questo.

Non puoi augurarti l’abbondanza. Non puoi pensare… non puoi pensare la tua via verso l’abbondanza. È già qui, cara Edith. Quando ne sarai consapevole?

EDITH: Bella risposta.

ADAMUS: Quando …

EDITH: Puoi farmi vedere dove? (risate)

ADAMUS: Dopo, mia cara. Si tratta di rendersene conto, è un punto metafisico, spirituale e psicologico di base. Tutto è già pronto dentro di voi, entrambe le dualità. Voi avete l’abbondanza e la mancanza di abbondanza. Sono entrambe qui. Per una qualche ragione, stai scegliendo la mancanza. Sì, a un certo punto te ne stancherai e la supererai. Ma certo.

L’abbondanza è più naturale della mancanza di abbondanza. Ceto, bene.

L’abbondanza - ti guardo dritto negli occhi - l’abbondanza è direttamente proporzionale al vostro desiderio di vivere. (qualcuno dice “Wow”) Wow. É direttamente proporzionale al vostro desiderio di vivere, quindi non dovrebbe essere un mistero che moltissimi di voi hanno problemi di abbondanza. Perché?  Non siete sicuri se volete restare qui. Ci arriviamo tra un attimo.

Decidete di volere stare qui davvero, decidete di voler essere e di colpo avete l’abbondanza. Tutte le energie si precipitano dentro.

Proprio ora le energie vi servono alla lettera Se non siete davvero sicuri di voler essere su questo pianeta, restate seduti sul recinto in attesa che una brezza arrivi e vi spinga da una parte o dall’altra per potervela prendere con la brezza senza assumervi alcuna responsabilità, questo è l’esatto livello di energia che entrerà per sostenervi. Non è molta, giusto quella che serve per sopravvivere, giusto abbastanza per vivere, per tirare sera e molti di voi si trovano a questo punto. Non tanto perché non avete capito l’abbondanza, ma perché non avete scelto se volete stare qui o no! (scuote Joe) Non ce l’ho con nessuno in particolare, qui. (risate)

Si potrebbe dire che riguarda l’impegno preso con voi stessi, l’impegno di essere qui senza se e senza ma. Non dire - questo è il mio preferito - che “Se vinco alla lotteria, allora vorrà davvero restare qui. Rimarrò.” No, no, no. Non funziona in questo modo. Scegliete di restare; solo dopo vincerete al lotto, capite? Ecco come. in realtà l’abbondanza è semplicissima, davvero molto semplice ed è collegata alla gioia di vivere. Sì, bene. Quali altre cose vorreste fare diversamente in questo momento?

LUCIA: Beh, penso che dovrei davvero fidarmi - fidarmi davvero - intendo dire fidarmi davvero di me. Avere fiducia in me.

ADAMUS: Sì, e perché non è così?

LUCIA: Beh, ho i miei alti e bassi. Quando mi fido davvero di me, posso realmente vedere come funziona l’energia e come le cose sono davvero cambiate.

ADAMUS: Perché mai un essere dovrebbe… (si mette di fianco a lei e insieme guardano dritti nella telecamera) Perché un essere non dovrebbe fidarsi di se?

LUCIA: Beh, perché…(ridacchia) Ti rende davvero responsabile, è la vera responsabilità.

ADAMUS: Non ti fa paura? (lei ridacchia) Terribile. (Adamus ridacchia) Perché… risponderò io alla domanda.

LUCIA: Sì.

ADAMUS: Perché ci sono state situazioni che apparentemente sono andate storte.

LUCIA: Sì.

ADAMUS: Hai fatto cose e ti sei giudicata per averle fatte male o in modo sbagliato. Ti sei lasciata andare nel passato e anche se ti aprivi e ti esprimevi, di colpo cos’è accaduto? (qualcuno dice “Ti hanno tagliato la testa.”) Sì, ti hanno tagliato la testa, proprio così o ti hanno bruciata o qualcosa del genere. Ecco, ci sono queste memorie, queste memorie molto vecchie sono ancora presenti.

È arrivato il momento di lasciarla andare. È proprio così perché in fondo si tratta solo di avere fiducia in sé.

LUCIA: Sì.

ADAMUS. Sì, e quando lo farai, le cose cambieranno. Oh, gli altri reagiranno e molti ti diranno che sei diventata arrogante, piena di te ed è allora che tu farai un respiro profondo e mostrerai loro la tua maglietta (risate) e dirai, “Sì, hai ragione.”  Bene, c’è altro?

LUCIA: Devo mostrare loro la mia maglietta? (ridacchia)

ADAMUS. Sì, infatti.

LUCIA: Di fronte alla telecamera.

ADAMUS: Sì, bene. Che altro?

LINDA: Guarda cosa fanno queste belle ragazze italiane. Mm Hmm. Mm hmm.

ADAMUS: Sono orgoglioso.

LINDA. No, parlo della maglietta.

ADAMUS: Sì.

CAROLE: Vivere la lista del secchio.

ADAMUS: Vivere la lista del secchio.

CAROLE: Sì.

ADAMUS: Cos’è la lista del secchio?

CAROLE: Le cose che hai sempre voluto fare.

ADAMUS: Bene. Cosa vuoi fare?

CAROLE: Viaggiare, viaggiare.

ADAMUS: Viaggiare. Bene, bene. Dove? (qualcuno sussurra “Francia”)

CAROLE: Egitto! (risate)

ADAMUS: Dopo la Francia vai in Egitto.

CAROLE: Dopo la Francia! Ok.

ADAMUS: Bene, allora fallo.

CAROLE: Hmm…

ADAMUS: Perché esiti?

CAROLE: L’abbondanza.

ADAMUS: Ohh! Ohh! Ohh! Datemi un secchio in cui vomitare. (risate)

CAROLE: L’abbondanza.

ADAMUS: Vedi cosa succede?

CAROLE: Mm, hmm.

ADAMUS: Eccoti qui che sogni di andare in Egitto, di viaggiare - è una gran cosa - andare in Egitto, oh, è un’esperienza meravigliosa. Allora vacci! E quando te l’ho detto, tu - “Huuh!”  ti sei tirata indietro. Cos’è successo? É scattata la mente.

CAROLE: É vero.

ADAMUS: Ne parleremo oggi. Poi arriva la paura ed è così - ho bisogno qualcuno cui appoggiarmi (si appoggia a Linda) Ne sono degno? Ne sono degno?   

CAROLE: Ne sono degna?

ADAMUS: Ho abbastanza denaro?

CAROLE: Giusto.

ADAMUS: Giusto e oohh, forse sarà così diverso e strano che non riuscirei a gestirlo.

CAROLE: Questo è vero. (ridacchia)

ADAMUS: Sì, sì  sì -  e se l’aeroplano cade?

CAROLE: Oh, questo non mi preoccupa. (ridacchia)

ADAMUS. Oh, invece dovrebbe perché è quello che… molte risate. Tutto ciò che sa tirare indietro ed è come dire perché? Vai in Egitto! Va in Egitto. Goditela in modo assoluto. Portati dietro il suo spirito. Portati dietro i tuoi aspetti e scoprirai che alcuni di loro sono già là perché ci sono andati prima di te.

CAROLE: Farò i debiti.

ADAMUS: Perché? Perché indebitarsi?

CAROLE: Non ho ancora la mia abbondanza.

ADAMUS: Ma sì che ce l’hai! Sì, è proprio lì. Vedi quanto è folle tutto questo? Sai, in un certo senso hai scelto l’ascensione e l’illuminazione. Nella tua vita tutto si concentra su questo tema e resta in attesa di sostenerlo perché vuole entrare eppure c’è ancora questa parte umana… (qualcuno starnutisce) Tirerai giù dalla croce Gesù con quello starnuto. (molte risate)

Ecco…Cauldre si è svegliato di colpo! È tornato indietro! Vedi Cauldre? Te ne vai e guarda cosa succede?!

Dunque, tutto di te lavora sull’illuminazione; fa parte dell’illuminazione, anche la lista del secchio e fare le cose che hai sempre voluto fare e invece buuum! Di colpo, “Io non ho l’abbondanza.” Sì, tu ce l’hai, ce l’hai eccome. Nella vita provi gioia e questa è abbondanza. Hai qualche desiderio appassionato di vivere che dice, “Dannazione! Andrò in Egitto!” E’ incredibile e all’improvviso l’abbondanza c’è, perché risponde e reagisce alla passione, alla scelta e alla gioia di vivere.

Se ogni mattina vi sedete sulla sedia e vi chiedete cosa fare, vi preoccupate di com’è l’illuminazione e vi domandate come farete a pagare le fatture o persino a sopravvivere per il resto della vostra vita, questa è esattamente l’energia che vi arriverà e vi sosterrà a livello letterale.  E’ proprio bello perché è come dire, “Non so cosa fare” ed è esattamente ciò che vi ritroverete, cioè un mucchio di “Io non so.”

È abbondante, come vi direbbe Aandrah - riceverete l’abbondanza di nulla! (risate) Riceverete una grande abbondanza di, “Mi siedo qui e ci penso sopra” o l’abbondanza di, “Ho una lista del secchio ma non sono in grado di attualizzarla.” Oh! Siete abbondanti ed è incredibile che facciate esattamente ciò che state scegliendo.

Quando, per così dire, vi liberate delle scarpe, quando superate questa storia mentale e basta, quando vi godete il fatto di essere qui sarete illuminati, vi godrete nei fatti l’esperienza incredibile di essere umano e ancora di più di essere un divino umano illuminato e poi le energie inizieranno a riversarsi su di voi.

Queste energie che entreranno tra circa una settimana, invece di mettervi al tappeto vi eleveranno. Sì.

CAROLE: Ok, buona idea.

ADAMUS: Sì, grande idea e non è solo una buona idea - è un’idea fantastica! È un’idea semplice.

CAROLE: Giusto.

ADAMU: Bene, grazie.

CAROLE: Grazie.

ADAMUS: Puoi scommetterci. Avrei dovuto fare il motivatore. (risate) Ne ho abbastanza di questo lavoro spirituale.

LINDA: Tu sei un parlatore che motiva.

ADAMUS: Il prossimo. Cosa faresti di diverso? Che cosa dovresti fare in modo diverso?

PETE: Direi non fare.

ADAMUS: Non fare.

PETE: Non Fare.

ADAMUS: Bene.

PETE: Intendo dire che ho un piano per la mia ascensione o illuminazione e rinuncio davvero.

ADAMUS: Bene!

PETE: E in realtà… ce n’è una esterna che è ancora meglio della mia e arriva da me quando rinuncio a tutte le mie idiosincrasie.

ADAMUS: Sì.

PETE: Sì.

ADAMUS: Esattamente. Di nuovo, Pete, ecco dove stiamo andando esattamente oggi con questa concentrazione. Qui non si tratta più di fare. Faremo un esercizio per superare proprio questo. Bene, grande. Il prossimo.

ALIYAH (bimba): Io andrà in Giappone.

ADAMUS: Ci andrai. Perché il Giappone?

ALIYAH: Perché c’è mio fratello.

ADAMUS: Beh, è un’ottima ragione. Quando ti piacerebbe andarci?

ALIYAH: Oggi. (risate)

ADAMUS: Bene, proprio bene. Che cosa faresti in Giappone? È un bel paese.

ALIYAH: Dormirei (risate)

ADAMUS: Proprio come Shaumbra! (risate) Raggiungeranno l’illuminazione e andranno a dormire. (Adamus ridacchia) Bene, grazie. Ancora qualcuno.

PAULA: Io voglio tornare per un attimo al tema della fiducia.

ADAMUS: Bene.

PAULA: Esco allo scoperto. Ogni volta che arriva quel punto, ho questa fantasia in cui mi tagliano la testa.

ADAMUS: Sì.

PAULA: Ok, di nuovo…

ADAMUS: Fantasia?

PAULA: Beh, sì! Voglio dire, esco un’altra volta allo scoperto. Lei c’è, è tangibile ed è una specie di… è un muro e sono sicura che non è opera mia.

ADAMUS: Sì.

PAULA: Ma tu ne hai parlato e quando l’hai fatto mi è successo, oh mio Dio.

ADAMUS: Sì.

PAULA: Sai, cosa faccio?

ADAMUS: Cosa fai? Beh, fai un bel respiro profondo ti rendi conto che l’illuminazione, l’appagamento è la cosa più importante. Puoi sempre tornare in un’altra vita con un’altra testa. (risate e Adamus ridacchia)

PAULA: Beh, sai, so che ha qualcosa a che fare con questo perché quando ne hai parlato… deve aver a che fare con il mio passato.

ADAMUS: Oh, certo, certo che sì.

PAULA: E non ho mai messo insieme le due cose.

ADAMUS: È proprio così e lo è al punto che tu e altri Shaumbra avete avuto l’esperienza - siete stati bruciati al palo, vi hanno tagliato la testa, vi hanno torturato, vi hanno tagliato la lingua; questa l’ho sempre odiata, tagliar via le lingue - tutti questi tipi di torture, quindi quando…

SART: Sì!

ADAMUS: Ah, è accaduto a moltissimi dei presenti, quindi quando cominciate ad aprirvi e a diventare voi, naturalmente quella paura affiora. Che cos’è? Che cos’è?

LINDA: Un aspetto.

ADAMUS: É un aspetto. Cosa fate con gli aspetti?

PAULA: Li invitiamo e li amiamo, li invitiamo alla festa e poi possono fare le loro cose.

ADAMUS: Esatto. Voi date loro il bentornato a casa. Ora avete creato uno spazio sicuro per loro nella vostra realtà. Gli aspetti hanno bisogno di percepire il senso di essere accolti di nuovo a casa, con o senza testa.

PAULA: Ok.

ADAMUS: Bene, grazie.

PAULA: Grazie.

ADAMUS: Sì.

STEPHANE (donna): Credo, beh, lo so - la salute.

ADAMUS: La salute. E allora?

STEPHANE: La voglio, ma per qualche ragione nelle mie creazioni preferisco il dramma.

ADAMUS: Sì e di nuovo, perché tutto ciò? Perché il tema salute al momento vale per tutti?

STEPHANE: Oh ragazzi, solo per vivere davvero in pieno. Voglio dire, eccome…

ADAMUS: Ma prima di tutto perché c’è - c’era - un problema di salute?

STEPHANE: Perché?

ADAMU: Sì.

STEPHANE: Beh, questa è una domanda da 1 milione di dollari.

ADAMUS: È solo un problema di natura? Hai problemi di salute solo perché vivi in un corpo fisico?

STEPHANE: Non lo so. Voglio dire, ho affrontato il cancro quattro volte.

ADAMUS: Sì, troppe. Davvero troppe.

STEPHANE: Sembra proprio che ci sia qualcosa in più della semplice…

ADAMUS: Più di che…

STEPHANE: …combinazione.

ADAMUS: …una sfortuna a livello statistico.

STEPHANE: Giusto.

ADAMUS: Sì, certo. Allora, cos’è quando c’è un problema di salute? Molto semplice, sì. (David dice “Amarsi”)

STEPHANE: Amarsi.

ADAMUS: Sì. (qualcuno dice, “È una scusa per non vivere”) E’ una scusa per non vivere.

STEPHANE: Giusto. 

ADAMUS: Possono essere molto coraggioso e diretto con te?

STEPHANE: Ma certo.

ADAMUS: Davvero?

STEPHANE: Sì.

ADAMUS: Davv-… te lo chiederò tre volte, davvero davvero?

STEPHANE: Sì, certo, davvero.

ADAMUS: Ok, bene. Stai attenta.

STEPHANE: Sì.

ADAMUS: Attenzione. Fai molta attenzione. Non giudicarti. Non è una cosa cattiva. Voi tutti l’avete fatto, ma tu così ottieni molta attenzione. E’ un’attenzione che non hai ricevuto prima, un’attenzione che hai sempre dato agli altri senza riceverla mai. Ora hai un problema di salute e quindi ottieni molta attenzione. Si tratta di nutrimento energetico - non nutrimento malvagio - ma guarda cosa sta succedendo. Alla fine otterrai tutta l’attenzione da te stessa, ma quanto dolore e quanta sofferenza devi affrontare.

Non te lo meriti. In generale il cancro è collegato all’odio - alle energie dell’odio prima di tutto verso sé stessi - quindi tu le accetti e il cancro continua a tornare finché non ti ami in modo implicito, senza condizioni e smetti di ottenere attenzione da chi ti circonda. L’attenzione potrebbe arrivare da un medico, da Shaumbra e dalle persone che in questo momento stanno dicendo, “Oh, mi dispiace moltissimo per lei, perché ha avuto il cancro.”

STEPHANE: Beh, credo che in parte sia dovuto al fatto che mio padre era un medico ed è morto presto.

ADAMUS: Sì.

STEPHANE: Questo è stato il mio modo di… voglio dire, ho avuto il cancro per la prima volta a 19 anni e ho sentito che era il mio modo per cercare di riaverlo.

ADAMUS: Esatto, proprio così. Bell’osservazione, ma non ne vale la pena.

STEPHANE: No.

ADAMUS: Infatti. È l’inferno.

STEPHANE: Oh, lo è davvero.

ADAMUS: É l’inferno. Ti stanca e quando hai una cosa del genere, non riesci a goderti davvero la vita. Ecco, con qualche bel respiro molto profondo e l’attenzione verso di te, ti disconnetti da ciò che stai ottenendo da chiunque altro. Rifiutalo. Non te lo offrono in modo conscio, ma lo fanno comunque. Dì di no: la otterrai da te stessa.

C’è questa cosa che definisci la tua anima, il tuo divino, il tuo Sé che vuole darti quell’amore e quell’attenzione. Non hai bisogno di ottenerla da nessun altro. È già qui, ma soprattutto, tu in realtà te la meriti proprio. Hai già affrontato abbastanza.

STEPHANE: Mm hmm.

ADAMUS: Respira in modo profondo e se hai problemi a respirare, per favore parla con Aandrah.

STEPHANE: Lo farò.

ADAMUS: Torna nel tuo corpo. Chi ha avuto il cancro ha paura; in teoria pensi che è proprio il corpo che ti ha tradito. Come puoi fidarti, quando il tuo corpo ti tradisce? È un tema complesso, ma il punto centrale è ottenere quell’attenzione, quell’amore da te stessa e naturalmente ‘te stessa’ significa il tuo spirito, la tua anima, il tuo divino. Ecco cosa vuole davvero darti amore. Bene, grazie.

STEPHANE: Grazie.

LULU: Non lasciarsi coinvolgere nella storia o nel dramma degli altri.

ADAMUS: Dramma, storie. Sì.

LULU: Vedere e ignorare.

ADAMUS: Sì, ma come fai? Come lo dice agli altri? È così seducente restare coinvolti nelle loro storie. È seducente in modo meraviglioso, è bello ed è… ci caschi dentro e sai che cascarci è la cosa sbagliata, ma ti fa sentire decisamente bene.

LULU: Lo so. Beh, ciò che faccio è che vado dentro di me e dico, “Non m’interessa.”

ADAMUS: Suona come mancanza di compassione.

LULU: Non sono interessata alla tua storia personale. Voglio dire…

ADAMUS: Oh, suona molto egoista.

LULU: Bene, ma non m’interessa! (ridacchia) Mi spiace!

ADAMUS: Bene. Bene. Bene.

LULU: Perché se mi lascio coinvolgere mi lascio coinvolgere, divento emotiva e non ne ho alcun bisogno.

ADAMUS: E ti distrae da te.

LULU: Sì.

ADAMUS: Tratto questo tema perché le persone vi diranno che se non restate coinvolti nella loro spazzatura allora siete egoisti, indifferenti e insensibili. Oh, incolperanno anche me. Hah! A me non importa, perché non m’interessa. Incolperanno il culto cui avete aderito e tutto il resto, perché è così che si nutrono. Loro vogliono coinvolgervi nel dramma.

Di per sé il dramma è molto, molto noioso, quindi cercate di coinvolgere altre persone. Gli altri coinvolgono voi e in particolare quando irradiate come in questo momento fate tutti, quando avete un livello d’energia più alto e un livello di consapevolezza superiore siete uno importante da coinvolgere nel dramma. Sapete, è un po’ come un attore davvero molto espressivo: lo volete nella vostra commedia. Qui gli umani vogliono Shaumbra nelle loro commedie, ma non ce n’è alcun bisogno.

LULU: No. Con i miei figli, loro sentono di continuo queste parole - “Non m’interessa.”

ADAMUS: Sì, sì. Bene.

LULU: E dicono sempre, “Cosa?” Mi spiace, non m’interessa.

ADAMUS: Sì. L’hai creato tu e ci devi convivere.

LULU: E ora lo accettano con facilità.

ADAMUS: Bene.

LULU: Del tipo, “Ok. Quella è la mia mamma.”

ADAMUS: Sì. (lei ridacchia) Si tratta anche di portarli ad assumersi la responsabilità di ciò che fanno e poi capiranno e rispetteranno anche il tuo dominio sovrano.

LULU: Sì.

ADAMUS: Bene…

3. “Dovrei Restare o Dovrei Andarmene?”

Ecco l’altra gran domanda che ricevo in questi giorni da Shaumbra - quella grossa! “Dovrei restare o dovrei andarmene’” - non è anche una canzone? Potresti suonarla (si rivolge a Marty) Dovrei restare o andarmene? Sì, sì.

È una gran domanda e se la fate a me, io risponderò per voi e a quel punto negozierete. Volete un piccolo consiglio? “Beh, dimmi,” ma dentro di voi la vera gran domanda, la domanda è “Perché dovrei restare? Perché dovrei restare?” e poi volete i fatti e le cifre.   

“Bene, ma com’è quando si transita? Fa male?” Questa è sempre la prima domanda - se farà male. “Com’è dall’altra parte? Sarò felice? Vedrò tutti i miei parenti?” Beh, se sarete felici, probabilmente non vedrete tutti I vostri parenti. (molte risate e applausi)

Miei cari amici, devo dirvi che tutto questo tema - lo approfondirò tra un attimo - ma in tutto questo tema avete fatto tutto incredibilmente bene quando vi siete chiesti, “Come sto?” perché avete imparato che la vostra famiglia biologica non è più il ring su cui combattere.

Avete imparato che vi hanno messo al mondo, si sono assunti una responsabilità, voi avete avuto una storia d’amore con loro, molto amore, molta condivisione ma ora vi state liberando di quelli che definirei gli aspetti più negativi. Il vecchio karma, la vecchia spazzatura, la spazzatura che vuole che facciate la vostra parte nel perpetuare questo squilibrio ancestrale. Molto spesso va avanti da generazioni e generazioni e generazioni e dopo un po’, persino a livello spirituale non ci si ricorda più dov’è iniziato tutto: questa follia, una persona nello sfondo familiare che fa qualcosa che è molto sbilanciato. Gli altri se lo dimenticano e continuano a metterlo in scena. Ecco, vi state liberando di tutto ciò e state imparando che la vostra famiglia… sono altri esseri umani da onorare e verso i quali provare compassione, ma voi non siete più legati a loro. Questa è una realizzazione grande, davvero grande, grande.

Certo, ora ci sarà qualcuno che dirà che sono anti- famiglia. In un certo senso è così, perché la famiglia crea alcuni degli squilibri più importanti a livello karmico, biologico e di equilibrio mentale. Se non fate altro che galleggiare nel fiume del karma familiare seguendolo e basta, è sicuramente così. Non voglio parlarne troppo, va bene così.

Ecco, “dovrei restare o dovrei andare?” È una gran domanda ed è legata all’abbondanza e a tutto ciò che sta accadendo nella vostra vita.

La buona notizia, credo, è che potete farvi questa domanda. Quanti umani se la pongono, davvero? Resterebbero sbalorditi se vi alzaste davanti a loro dicendo, “Vuoi vivere o morire?” Probabilmente chiamerebbero subito la guardia medica. Pochissimi umani si sono fatti davvero questa domanda ed è una domanda molto importante.

È importante che vi chiediate perché volete restare. Perché? Vi fornite un sacco di scuse per non volerci restare. Là fuori è tosta. Ci sono energie pazzesche, davvero pazzesche. Siete stanchi di vivere con la malattia o la mancanza di abbondanza o i membri della famiglia che vi esauriscono o semplicemente con la confusione.

C’è questo concetto, questo pensiero che se non siete qui, se lasciate il corpo, di colpo diventerete davvero intelligente e conoscerete le risposte. Mi dispiace. In realtà è molto più semplice capirle qui che non lassù, là fuori o dovunque sia. È molto più semplice affrontare i processi qui piuttosto che aspettare di arrivare dall’altro lato, prima di tutto perché non avete il corpo e quindi non avete quei problemi, ma là non è tangibile e fisico come qui - e non è altrettanto reale. Qui potete davvero influenzare il cambiamento della coscienza in modo molto, molto veloce se restate concentrati. Negli altri reami, invece, non fate altro che aspettare di tornare sulla Terra, di ritornare qui per farlo di nuovo pensando che vi ricorderete cosa fare. Pensate, “So esattamente come vivrò la mia vita” ma poi tornate qui e vi dimenticate quasi tutto.

In questo momento è una domanda enorme ed io ne parlo oggi perché è collegata alle energie che entreranno la prossima settimana e le energie spingeranno questo tema dentro di voi, se ve lo state ponendo proprio ora. Tutto ciò non ha nulla che fare con… questi non sono pensieri di suicidio, non hanno niente a che fare con loro. La domanda “Voglio davvero stare qui?” riguarda più la passione, la direzione e ciò che farete per portare dentro le energie.

Qui ora farò un’affermazione molto diretta. Se nella vostra vita le cose non stanno accadendo e vi sembra che in un certo senso tutto sia in sospeso e riuscite solo a chiudere la giornata ma tutto resta comunque sospeso, è perché voi siete in sospeso: non sapete se volete restare o andarvene.

In questo momento prendere un impegno per stare qui, impegnarsi a restare è una cosa enorme e molti di voi non vogliono farlo. Voi avete un approccio del tipo, “Vediamo cosa accadrà dopo.” Ciò che accadrà è nulla, se non molta attesa per vedere cosa accadrà in futuro.

In questo momento, qui si tratta di prendere un impegno con voi, con la vostra anima, con tutti gli aspetti; l’impegno che rimarrete, che vivrete alla grande perché proprio in quel momento cominciate a pensare, “E questo? E quello? E la mia salute, la mia abbondanza, le relazioni?” e tutto il resto.

Ciò che accade è che voi intendete solo aspettare. “Ci penserò domani, quando mi sentirò un po’ meglio” capite? E a quel punto le energie sosterranno letteralmente quell’atteggiamento.

E’ una gran domanda, “Dovrei restare o dovrei andarmene?” Io non posso darvi la risposta, perché non c’è una risposta giusta né una sbagliata. L’unica cosa che posso dirvi è: per favore fate una scelta in un senso o nell’altro perché la zona di mezzo, questo restare sospesi è proprio ciò che farà impazzire molti di voi. Restare in sospeso senza sapere davvero.

Sentitelo per un attimo. Non pensateci sopra, sentitelo solo per un attimo. Volete restare - e perché? (pausa)

Non per i vostri figli. No, no, no - non funziona così.

Non perché non volete morire - neppure questo funziona, perché c’è molta paura di morire che porta le persone a restare qui.

Non perché volete aspettare di vedere cosa accadrà in futuro.

Sentitelo un attimo. Perché volete stare qui? Davvero, qual è la passione? Che cosa c’è? Perché dovreste voler restare? Non c’è risposta giusta o sbagliata, perché in effetti non importa. Perché dovreste voler restare? (pausa)

EDITH: Perché il sesso è migliore. (risate, Adamus ridacchia)

ADAMUS: Sentitelo per un attimo. Sentitelo e basta. Niente parole. Quella che vi fate è una domandona legata a come riuscirete a gestire le energie in entrata. “Perché voglio restare?”

Per favore non ditemi per i vostri figli, per vostro marito, per vostra moglie o per chiunque altro perché volete stare qui? (pausa)

Non lo sapete? Non siete sicuri? Solo perché…?

LUCIA: Per essere in un corpo con un’anima. Per avere questo… per sentirlo davvero, per essere in questa danza…

ADAMUS: Linda ti porterà il microfono.

LUCIA: Non so bene come dire in inglese, ma ci provo.

ADAMUS: Eh, puoi dirlo in italiano.

LUCIA: Posso dirlo in italiano, perfet… No, ci provo in l’inglese. Si tratta di sentire davvero cosa significa percepire l’anima in un corpo qui. Davvero, io voglio fare davvero quest’esperienza.

ADAMUS: Ed io non voglio mettere le parole in bocca a nessuno e neppure nelle vostre menti, proprio no perché questa è una decisione davvero personale. Moltissimi di voi potrebbero non essere in grado di articolarla, ma dopo molte vite d’integrazione e di comprensione del divino siete arrivati fino a questo punto. Ci siete arrivati così vicino. È l’undicesima ora, il cinquantanovesimo minuto e il cinquantanovesimo secondo. Perché no?! Perché non vedere com’è essere illuminati e divini e umani tutto nello stesso momento?! ( il pubblico applaude) Sì, sì.

LUCIA: Esatto.

ADAMUS: Questa è una ragione valida? Ma certo! Certo che sì. Perché no? Poi potrete girare per tutto il cosmo e raccontare agli altri com’è stato. Potrete dire, “Io l’ho fatto!” perché potete fare quest’esperienza qui, perché questo è davvero ciò che avevate pianificato e che aspettavate. Sì, Vince?

VINCE: Io questa volta ho scelto di tornare perché voglio essere qui. Io voglio ottenere il riconoscimento per essere qui.

ADAMUS: Bene, bene.

VINCE: E voglio anche la maglietta con la scritta “Io c’ero” Io c’ero!

ADAMUS: (ridacchia) Io c’ero! Ma certo. Vince, lo farai?

VINCE: Oh, puoi scommetterci!

ADAMUS: Bene, bene, bene. Ok, bene.

4. “Ora Cosa Dovrei fare? “

La prossima domanda che arriva è questa: “Che cosa dovrei sapere?” o in modo più specifico voi chiedete: “Quali consigli potrei avere? Cosa dovrei fare proprio adesso?” È una gran domanda, “Cosa dovrei fare proprio adesso?”

(Linda si dirige verso il pubblico) No, risponderò io!  (Adamus ridacchia) Ora iniziamo a mettere insieme le cose.

Nel nostro ultimo Shoud vi ho detto che state uscendo dalla struttura mentale e questo è un grandissimo progresso - molto, molto importante. Vi confonde ed è difficile da affrontare, ma state letteralmente iniziando a integrare le energie creative e persino ciò che definite la vostra intelligenza divina. In questo momento lei sta facendo a pezzi i sistemi mentali che non sanno più come gestirla.

Nel processo state iniziando a fare qualcosa che è decisamente unico: state creando per voi una nuova dimensione dello stato di sogno. È vostra e basta.

I sogni sono molto, molto interessanti e avvengono su molti livelli e dimensioni diverse. Di notte potete fare sogni multipli - accade già - e persino se non ve li ricordate da svegli, continuate a sognare. Durante la notte non c’è mai un singolo momento in cui dormite senza avere sogni multipli.

In questo preciso momento, anche se pensate di essere nella vostra consapevolezza umana e usate I vostri sensi fisici state facendo molti sogni e tutti accadono proprio ora. È molto, molto interessante e può distrarvi, ma a un certo punto sarete in grado di essere davvero consapevoli dei vari sogni in corso e ne capirete anche la ragione.

Avete creato questo nuovo stato di sogno in cui andate e invece di pensare ai vostri problemi, cominciate a sognare le soluzioni. Invece di preoccuparvi… voi tutti fate sogni in cui vi preoccupate e vivete realtà che vi preoccupano, ma siete abituati a preoccuparvi delle cose concentrando su di loro la vostra energia mentale. In realtà affrontate la situazione nella vostra mente, nel vostro stato di veglia ma anche nel vostro stato di sogno dove pensate a un problema.

Prendiamo per esempio il denaro, i conti e la situazione finanziaria. Siete preoccupati e vi chiedete, “Come pagherò questa fattura? Come farò a fare più soldi? Come farò a sopravvivere, sopravvivere e basta, riuscire a guidare la macchina e avere un po’ di cibo?” Ecco, c’è questo processo mentale che si trasforma in una preoccupazione e consuma moltissima della vostra energia senza essere particolarmente efficace, perché questo modo tradizionale di preoccuparsi non vi permettete di vedere altri potenziali. La vostra concentrazione è davvero molto limitata, del tipo,“Bene, per poter avere più cibo non posso spendere molto denaro per qualcos’altro, oppure devo affidarmi a qualcun altro o trovarmi un lavoro part-time per far quadrare i conti.” Ecco come la mente cerca di capire ed è molto, molto limitata.

Nel vostro stato di sogno prendete quella stessa preoccupazione, la portate dello stato di sogno ma in essenza fate lo stesso: ve ne preoccupate e basta, solo che lo fate dormendo. Non c’è alcuna risoluzione e la soluzione è limitata e inoltre vi stanca molto perché in fondo non vi ha portato un nuovo livello di abbondanza.

Ora qualcosa sta cambiando.

Mentre combinate il mentale e il creativo, in questa bella fusione il mentale capisce i particolari di ciò che si deve fare nella vostra realtà di tutti i giorni e il creativo porta dentro le soluzioni e le energie. Il creativo vi permette di vedere alcuni dei potenziali che prima non vedevate e ciò si applica al denaro, ai problemi fisici o di relazione - usate molta energia mentale per preoccuparvi del problema senza ottenere una soluzione reale.

Ora cominciate ad avere una dinamica diversa e oggi, qui, voglio concentrarmi su questo punto per qualche minuto.

Diciamo che avete un problema e la vostra mente comincia a preoccuparsene. Pensate a qualcosa che c’è nella vostra vita proprio ora - può essere grande o piccolo, non importa. Un qualsiasi problema specifico. 

(pausa)

Un problema di tasse o di pianificazione. Qualsiasi cosa, anche di tipo medico, proprio qualsiasi cosa.

Di solito ve ne preoccupate e basta e la vostra mente continua… si preoccupa di tutti i dettagli ma ora, mentre il mentale e il creativo si riuniscono potete fare un bel respiro profondo e… è difficile da spiegare, ma smettete di pensarci e di preoccuparvene.

La situazione è ancora presente, ma invece di preoccuparvene in realtà la rilasciate. La rilasciate, non vi concentrate sui dettagli e a questo punto chiamate dentro le energie creative.

(pausa)

Sono voi. Sono le vostre energie creative, ma voi permettete che entrino.

(pausa)

Invece di preoccuparvi del problema a livello mentale - torniamo di nuovo al punto della fiducia - permettete che le energie creative lo lavino via e basta, ci fluiscano sopra e fluiscano con il problema.

(pausa)

Non vi concentrate sul mentale. Non cercate di pensare a tutti i piccoli dettagli di cui dovete preoccuparvi, perché questa è la cosa mentale. Non cominciate neppure a preoccuparvi delle conseguenze dei vostri pensieri e delle vostre decisioni.

Fate un respiro profondo… tutto ciò somiglia davvero molto al Nuovo Pensare di cui ha parlato Kuthumi.

Fate un respiro profondo e permettete che entri l’energia creativa.

(pausa)

Poi restate lì per un attimo. E’ molto, molto semplice. Restate solo lì per un momento.

(pausa)

Cercate davvero di evitare di fare molta attività di pensiero mentale sul problema. In realtà quel pensare mentale fino a un certo punto vi è servito ma in realtà vi ha limitato, ha limitato i potenziali e sicuramente ha limitato il risultato e inoltre preoccuparvi dei problemi ha consumato una quantità incredibile della vostra energia. In fondo vi dico che non avete bisogno di preoccuparvene.

Ciò non significa affatto sfuggire al problema, ignorarlo o nasconderlo. Significa solo che potete sedervi in questo momento - Mary, puoi fare un respiro profondo, qualsiasi problema tu abbia… e lasciare che entri l’energia creativa.

(pausa)

Non ci pensate. State in queste energie e basta. Non pensateci sopra.

(pausa)

Ci respirate dentro per un po’. Lo sentite dentro di voi.

Nel momento stesso in cui la vostra mente comincia a mettersi al lavoro sui dettagli, sulle preoccupazioni, su di sé e sugli altri… come avete sentito prima, la nostra amica ha detto che voleva andare in Egitto e poi all’improvviso è saltata dentro la mente e ha cominciato a preoccuparsi dei dettagli. No. Egitto! Egitto!

Ecco, lo respirate dentro di voi e invece di, “Non ho soldi, non so se ho tempo, non so se sarò al sicuro,” lo respirate dentro. Sentite la vostra passione e di colpo ciò porta dentro un flusso, una corrente di quest’energia creativa - il creativo risolve i problemi. Il creativo apre nuove porte. Il creativo porta dentro la passione e l’energia, quindi invece di preoccuparvi o di pensare ai dettagli - cosa che la mente può fare in un secondo momento - ora potete respirare dentro quel creativo. È davvero l’integrazione del mentale/creativo in questo momento.

È una specie di merabh, un cambiamento energetico che non coinvolge il pensare. Niente stress, niente lotta. Se sentite che c’è un qualsiasi tipo di lotta mentale, siete di nuovo nella mente.

È molto semplice e, miei cari amici, è dove arriverete.

Tutto ciò richiede fiducia, certo. La richiede, ma una volta che la mettete in pratica e ci giocate, di colpo vedrete come le cose cominciano a risolversi da sole. Voi non dovete lavorare per… nella vostra vita non dovreste, non dovreste proprio. Sì, sì fino a un certo punto ci sono energie esterne, altre persone e a volte serve lavorarci sopra, ma non dovreste lavorare per la vostra vita e non dovreste pensare a come viverla né dovreste preoccuparvi di lei. Non dovreste avere tutti questi nastri del tipo, “Cosa c’è di sbagliato in me” che continuano a girare. Non dovreste lottare né stressarvi perché se lo fate, se lo fate si tratta di una vecchia programmazione, è perché siete ancora chiusi a chiave nel mentale.

Voi ricevete questo flusso di energie creative che lavorano in armonia, lavorano in tandem con il mentale; ricevete quel flusso e all’improvviso è facile. Di colpo è davvero facile.

Domande, per favore con il microfono.

ELIZABETH: Non per essere analitica su questo tema, ma in che modo è diversa da gnost? Da come la porti dentro... voglio dire, per me hai appena descritto gnost.

ADAMUS: Ma certo, certo. Gnost è energia creativa. Certo, ora l’applichiamo. Non solo un concetto, non solo pensarci, ma applicarla davvero. Ma certo, è la stessa cosa.

ELIZABETH: Grazie.

ADAMUS: E’ lo stesso. La definizione di Gnost è la soluzione creativa. La soluzione creativa.

Il punto è che state iniziando ad arrivarci, ma siete ancora molto timidi. Iniziate a usare davvero la gnost o mentale/creativo, ma vi chiedete ancora se è la cosa giusta da fare. Sì, bene.

Vi preoccupate ancora molto e vi stressate ancora molto per le cose. Lottate molto e non dovrebbe essere così. Le vostre vite - ecco dove ci porta questa discussione - voi state creando una nuova generazione e non solo per voi; una nuova generazione di umani. La state creando voi. E’ un modello per gli altri e qui si tratta di superare il karma famigliare e le connessioni famigliari o cose come portare dentro il creativo e avere la soluzione invece di preoccuparsi e stressarsi.

Si tratta di portare dentro le energie da dentro di voi, in profondità piuttosto che dagli altri; energie che vengono dal cosmo e dalla Terra piuttosto che sottrarle agli altri. In fondo si tratta di portare dentro il divino, di permettere al divino di far parte della vostra vita quotidiana. É un modello del tutto nuovo, un modo di vivere del tutto nuovo senza la lotta, senza lo stress.

Vite Multiple

Un’altra cosa che state facendo tutti è vivere vite multiple nello stesso corpo fisico, bypassando la morte fisica. Allora, quante vite hai già vissuto in questo corpo? Aandrah, ti prego.

AANDRAH (Norma Delaney): Io …

ADAMUS: Bene. Alzati. Quante vite?

AANDRAH: (ride nervosamente) Oh, non ho un numero ma sono infinite, così mi sembra.

ADAMUS: Almeno una dozzina, direi.

AANDRAH: Esatto.

ADAMUS: Almeno una dozzina. Qual è la differenza tra un semplice cambiamento di vita e cambiare vita restando nello stesso corpo?

AANDRAH: Hm. Oh, è così profonda, così ricca, è squisita.

ADAMUS: Ti fa venire voglia di cambiare nome.

AANDRAH: Sì.

ADAMUS: Lo fa, lo fa davvero. Davvero.

AANDRAH: No! E’ proprio così, davvero. E’ più semplice diventare Aandrah una volta che ti muovi in quei reami.

ADAMUS: È quasi come passare a un’altra vita restando nello stesso corpo fisico, è quasi come non riconoscersi più.

AANDRAH: No. Questa è la cosa brillante.

ADAMUS: Quasi quasi ti chiedi se eri davvero tu.

AANDRAH: Bene, sembra proprio un’altra vita.

ADAMUS: Sì.

AANDRAH: Sì e mi chiedo quale vita era la vera me.

ADAMUS: Sì. Étipico di tutti voi; in quest’incarnazione fisica avete attraversato circa 6 vite. E’ proprio così. Avete attraversato 6 di quelli che definirei 6 cambiamenti quantici. In realtà negli ultimi 10 anni ne avete attraversate 3 o 4, alcune ancora prima.

E’ interessante. In questa nuova generazione di umani che state contribuendo a creare, potete avere una nuova vita e restare nello stesso corpo fisico. E’ un concetto affascinante.

Ora, la cosa interessante è rendersi conto - è un po’ difficile da capire – ma alcune di quelle vite… anzi, nessuna…come ve lo dico? Non siete responsabili per queste vostre altre vite. Non siete responsabili per nessun’altra vita.  Ad alcuni questa mia affermazione non piacerà perché sentono ancora che era loro; qualcosa che hanno fatto a 24 anni e si portano ancora in giro quella croce. Se volete potete farlo, ma non dovete farlo. Questo è un’affare incredibile.

Moltissimi di voi si portano ancora in giro cose avvenute cinque anni fa, forse un anno fa e si trascinano dietro quel peso dicendo, “Devo ancora imparare la lezione. Se non me lo porto sulle spalle, continuerò a fare cose orribili.” La nuova generazione capisce - il nuovo voi capisce che non era voi. Quella era un’altra vita.

C’è ancora la tendenza a portarsi in giro il senso di colpa e la vergogna ma immaginatevi - immaginate solo per un attimo, fate un respiro profondo e immaginate - le cose che definireste cattive o negative o con qualsiasi altro termine nella vostra vita in una vita passata in realtà non sono vostre. Non sono vostre, davvero. Immaginate una tabula rasa, non vi portate dietro nulla. Non sto dicendo di rinnegare qualcosa, ma non dovete portarvelo in giro.

Immaginate che in questo momento si tratti solo dell’Io Sono.

(pausa)

È qualcosa che potete fare? (qualcuno nel pubblico dice “Sì!”)  Tendete a volerci restare attaccati, in parte per salvaguardare la vostra identità e in parte per contribuire a mantenere quell’identità, ma in questa nuova generazione di umani, in questo umano da Nuova Energia potete liberarvi in modo assoluto di tutto ciò e di tutte le cose collegate a questa situazione. Potete farlo.

Per questo, fate un respiro profondo. Hm. Sì.

(pausa)

Può Essere Facile

Cari amici, ora farò il riassunto e sarò felice di accettare qualche domanda; oggi volevo mantenere tutto semplice. Dovrebbe essere semplice, davvero. Le questioni e i temi che Tobias ha trattato molto tempo fa: i quattro pilastri principali legati alla salute, all’abbondanza, alle relazioni e all’autostima.

Prendete qualsiasi problema che avete e inseritelo in una di queste scatole.

Invece di stressarvi, invece di preoccuparvene potete usare gnost e  respirare nelle energie creative che in questo momento sono qui.

La settimana prossima arriverà ancora più energia e altri avvenimenti accadranno nel corso di tutto l’anno. Sarà molto intenso, ma questo è davvero un periodo molto bello per fare questi cambiamenti quantici, per cominciare davvero a vivere su questo pianeta come un umano da Nuova Energia.

Domande&Risposte

Detto questo, sarei felice di accettare qualche domanda, se ce ne sono. Qualche domanda.

ALI: Adamus, mi hai detto che il dolore alle ginocchia era dovuto ad aspetti che fanno l’autostop; l’ho capito e ci credo.

ADAMUS: Sì.

ALI: Ho ordinato loro di andarsene.

ADAMUS: Bene.

ALI: Di entrare in tutto il mio essere o di raggiungere le altre dimensioni. Non se ne vanno.

ADAMUS: Sì, sono molto…(pausa) Sono molto difficili. Ah, voglio sentire la tua voce.

ALI: Okay!

ADAMUS: Voglio sentire come glielo dici, come glielo ordini - e questa volta senza microfono. Sì, vieni qui davanti. So che ti fanno male le ginocchia. Sì, sì, altrimenti non sarebbe divertente. Se a qualcuno  dispiace perché ha delle difficoltà a camminare, dovrò picchiarvi con questo microfono. Parlo seriamente.

ALI: Io non voglio proprio che nessuno…

ADAMUS: Ma certo, quella è una cosa terribile.

ALI: Terribile.

ADAMUS: Sì, per quante difficoltà tu abbia a camminare, esiste il potenziale per una completa e assoluta… sì, va bene.

ALI: Lo so.

ADAMUS: Okay. Ora io…no, sarà Linda a recitare il ruolo di uno di questi aspetti che fanno l’autostop con le tue ginocchia. (risate)

LINDA: Wow, sono fortunata!

ADAMUS: Onorata! Onorata!

LINDA: Whoa!! Posso avere l’onore?!

ADAMUS: Avete già visto il Teatro di Adamus. Tutto ciò che devi fare è recitare come se stessi facendo l’autostop con le sue ginocchia. (Linda finge di “agganciarsi” ad Ali) Ecco, partiamo. Sei troppo ‘carina’.

LINDA: Oh! (afferra la maglietta di Ali e il pubblico ride)

ADAMUS: Okay. Bene. Bene. Ora impartisci l’ordine. Impartisci l’ordine.

ALI: Io dico che siete benvenuti a entrare nell’amore di tutto il mio essere o raggiungere le altre dimensioni, ma andatevene! Non siete benvenuti nel mio spazio!

ADAMUS: Eh, non sei molto convincente. Mi dispiace, mi dispiace ma non sei molto convincente. Hai avuto grandi difficoltà a trovare le parole che arrivavano da qui (indica il collo) e non da qui (indica la pancia). Avevi molta paura delle tue stesse parole, tu stessa avevi paura di sentire la tua voce, capisci? Ultimamente sto lavorando Cauldre non solo sulla sua voce, ma sulle energie che escono con la voce; in effetti non devi parlare per forza ad alta voce ma almeno dovresti avermi convinto. Forse hanno fatto  un piccolo passo indietro, ma…

LINDA: Devo aggrapparmi di più?

ADAMUS: (ridacchia) Va bene, per ciò che facciamo qui va bene.  Com’è davvero… voglio dire, vuoi davvero che queste energie se ne vadano?

ALI: Io voglio che se ne vadano.

ADAMUS: Quanto lo vuoi?

ALI: Io … più di ogni altra cosa.

ADAMUS: Allora ordina loro di andarsene.

ALI: Io vi ordino di abbandonare il mio spazio!

ADAMUS: Eh, non sei molto convincente, mi dispiace. Mi dispiace proprio. Ti darò… ecco. Mi tieni questo? (passa il microfono a qualcun altro) Tienilo tu, grazie. Tu hai questi aspetti che fanno l’autostop - io li chiamo così. Si tratta di aspetti che non fanno altro che nutrirsi di te e della tua biologia e ciò complica le cose. IO VI ORDINO DI ANDARVENE! (urla) Vedi, così. (risate e alcuni applausi) E’ proprio semplice, proprio così ma devi farlo con tutto il cuore e parlando sul serio! Qui non si tratta neppure di avere un vocione. Sei seria o no?

ALI: Sono seria!

ADAMUS: Non lo sento ancora. Mi dispiace. Deve venire da tutto il tuo essere.  IO VI ORDINO DI ANDARVENE. ANDATEVENE!

ALI: Io vi ordino di lasciare il mio corpo!

ADAMUS: Non sei convincente, non ancora. Stai migliorando, ma…é per tutti voi, tutto ciò non riguarda solo Ali, ma tutti voi-qui si tratta di essere il vostro essere autentico. Tu pensi ancora che ti piacerebbe che se ne andassero. Ci stai pensando, ma qui si tratta di dire basta, si tratta di IO VI ORDINO DI ANDARVENE! Sì!

ALI: IO VI ORDINO DI ANDARVENE.

ADAMUS: Sì, stai migliorando, sei a metà strada, a metà strada. Ora, ti serve un po’ di rabbia? Sì, ma che cosa succede? Che la tua rabbia si collega con le tue emozioni e a quel punto sei già sconfitta.

ALI: E poi mi sento un’inetta.

ADAMUS: Ti sentì un’inetta!

ALI: Sono delusa e inizio a piangere.

ADAMUS: Esatto e poi, “Cosa c’è di sbagliato in me? Come mai non riesco a farlo bene?”

ALI: Esatto!

ADAMUS: Sii molto chiara con quegli aspetti, tutto qui. Aandrah sa come si fa. Come dici a un aspetto… dispiacerebbe? Tu hai una… hai la tua nuova voce. (risate)  Hai la tua nuova voce. Come funziona?

AANDRAH: A parte il fatto che questa non sei tu. (indica la maglietta) Ecco qual è la chiave. Possiamo fare il gioco “questo è un gioco divertente” ma questa non sei tu. Quando vai da chi sei, non parleresti mai così…

Allora, se sei pronta vieni qui. (le tocca la pancia) Vedi, tu respiri qua (indica il petto) Ora scendi fin qui e sentimi, sentimi. Tu sei qui in alto, cara.  Ok (Aandrah sale sul piede di Ali)  Garret lo faceva di continuo, mi saliva sul piede. Lo senti?

ALI: Sì.

AANDRAH: Ok. Devi scendere fino a qui, è come essere in profondità nelle tue viscere… avanti… no, no stai risalendo di nuovo. Davvero, questa è una delle cose chiave che posso… vuoi che mi prenda del tempo per farlo?

ADAMUS: Mm hmm.

AANDRAH: Va bene. Spingi la mia mano, spingimi. (insegna ad Ali ad appoggiare la mano sulla pancia mentre respira) Avanti, incazzati con me, avanti, spingimi, spingimi fuori dal tuo… ecco così! Ora scendi, scendi giù…non iperventilare, piuttosto scendi giù. Questo è il punto centrale, questa è casa. “Al diavolo e fuori di qui.” Senti questa via che scende verso il basso. Senti che scende? Scende in basso. “Uscite subito da casa mia.” Sì, lo senti?

ALI: Sì.

AANDRAH: E’ molto diverso, non è vero?

ALI: Sì.

AANDRAH: Devi scendere fino in basso. “Niente scarafaggi in casa mia. Niente topi in casa mia. Niente autostoppisti in casa mia.” Hai capito? Devi andare davvero in profondità ed essere davvero chiara. “Questa è casa mia.” Capito?

ALI: Questa è casa mia.

AANDRAH: Sì, ci stai arrivando. Hai capito? Va bene.

ADAMUS: Voglio che notiate anche la voce di Aandrah - chiara, ferma, non deve urlare. Era chiara e ferma. Ecco che cosa voglio…

AANDRAH: Sì, questa è la chiave e devi andare davvero in profondità.

ADAMUS: Aandrah ha imparato a usare la voce dopo essersi arrabbiata.

AANDRAH: Sì, è andata così.

ADAMUS: E’ vero, è vero. Lei non ha sempre avuto questa voce. C’è voluta un’arrabbiatura - grazie, cara - è stato necessario che si arrabbiasse con se stessa - mi dispiace - una furia dentro di lei che riguardava la sua vita e ciò che faceva. Alla fine quella furia l’è uscita attraverso la voce e da allora la sua voce è stata chiara. Non è un problema di volume e neppure di voce alta o bassa, ma piuttosto è la chiarezza. Io volevo che vedeste e ascoltaste Aandrah che parla ai suoi aspetti o ai vostri e che usa sempre la chiarezza e loro si tolgono dai piedi.

Ali, ecco cosa ci vuole - impartire un ordine, non tirarsi indietro e non c’è bisogno di diventare furiosa come ha fatto Aandrah molti, molti anni fa. Ora non devi più trovarti in quello stato dell’essere, ma piuttosto essere chiara e assertiva. Tutti voi - una volta o l’altra voglio lavorare con voi sulla voce - la voce dice moltissimo di voi e di ciò che affiora in voi. Voi parlate da qui (indica il collo) o da qui (indica la testa) ma quando iniziate a usare quella voce e le energie escono in modo chiaro, ciò influenza il cambiamento, davvero. Al momento sto lavorando con Cauldre non per forza sul tono o sul volume, ma nel porgere quantità enormi di energia attraverso la voce. Proprio attraverso la voce come stiamo facendo in questo momento. Sì.

VINCE: Hai parlato così proprio qui anche al Nephilum, nel gennaio dell’anno scorso.

ADAMUS: Sì.

VINCE: Fermo.

ADAMUS: Fermo.

VINCE: Basta così, tutto qui.

ADAMUS: Basta così. Sì, basta così. Finito, finita la storia.

La voce esce seguendo vie diverse. Irradia letteralmente dalla pancia verso l’esterno. L’energia può anche uscire attraverso gli occhi e le vostre espressioni, ma in questo momento la voce - probabilmente la voce è la chiave per impartire ordini all’energia, per scegliere ciò che volete. Ali, non dovresti vivere un altro giorno della tua vita con i problemi alle ginocchia - non dovresti proprio e neppure con uno qualsiasi degli altri tuoi problemi. È proprio così: smettila di pensarci. Bene.

Il prossimo. Sì?

SHAUMBRA 1 (donna): Credo di dover ordinare alle formiche di uscire da casa mia (ridacchia)

ADAMUS: Sì!

SHAUMBRA 1: In realtà la mia domanda è un’altra, è l’altra che c’era sulla lavagna e cioè “Cos’altro dovrei fare ora?”

ADAMUS: Giusto.

SHAUMBRA 1: Ero felice e contenta, componevo le mie canzoni con  Kuthumi e quando mio marito è morto mi sentivo molto libera, come un uccello nel cielo. Solo di recente ho avuto un’idea o mi è arrivato un messaggio, “Potresti meditare” e anche se so di non aver bisogno di alcuna meditazione, volevo provarci. Si chiama la meditazione della piramide e quindi mi sono costruita una piramide con i quattro lati e il sole centrale che mi scendeva lungo la spina dorsale, nella terra, in Gaia. Ero grata…

ADAMUS: Dove ci porta tutto questo?

SHAUMBRA 1: Sì e…cercavo di arrampicarmi sul tubo di luce per incontrare te!

ADAMUS: Ah! Ah!

SHAUMBRA 1: Voi ragazzi! Adamus, Kuthumi e …

ADAMUS: Beh, divertente. Io ero sottoterra.

SHAUMBRA 1: E poi sono venuta qui e ho detto va bene, posso incontrare anche te, ma ora mi manca Kuthumi.

ADAMUS: Sì, è molto occupato.

SHAUMBRA 1: La mia domanda è: dov’è Kuthumi? (risate) per farci ridere un po’.

ADAMUS: (ridendo) Vi dirò qualcosa sul caro Kuthumi. Lui tende a lavorare con voi a livello personale e pieno di compassione, ma non si fa vedere troppo spesso perché non è abbastanza diretto e non è abbastanza tosto, quindi si fa vivo di quando in quando giusto per essere pieno di compassione e di amore. Ora è arrivato il momento di liberarci di un po’ di makyo, di un po’ di stronzate e di tutte le cose mentali che vi bloccano, parlare di ciò che state passando e fornirvi degli strumenti per rendere tutto più facile. Certo, ma gli dirò che l’hai salutato.

SHAUMBRA 1: Ok. Grazie.

ADAMUS: Grazie. Ancora due domande veloci.

Fermiamoci qui per un attimo e facciamo proprio ciò di cui abbiamo parlato prima. Usciamo dal mentale e lasciamo che entrino queste energie creative. Dentro di voi, proprio ora stanno avvenendo grandi, grandi cose per alcuni dei problemi che avete avuto di recente, alcune delle cose di cui abbiamo parlato qui. Ora l’applichiamo e basta, senza lo stress e senza l’energia mentale.

(pausa)

Solo quel flusso creativo, quella gnost.

(pausa)

Bene, bella domanda.

SHAUMBRA 2 (donna): Ciao Adamus, vorrei tornare…

ADAMUS: Ti spiace alzarti in piedi?

SHAUMBRA 2: Vorrei tornare alla voce, perché sento di averne moltissima in me ma non riesco a farla uscire per esprimermi.

ADAMUS: Chiudete tutti gli occhi per un attimo. Ok, ora. Oh, resta in piedi perché non abbiamo finito. Passale il microfono, per favore. Allora, mi ripeti qual è il problema?

SHAUMBRA 2: Io voglio condividere ciò che c’è dentro di me ma sento che nessuno lo coglie.

ADAMUS: Ok, fermati proprio qui. Ora, senza neppure pensare alle parole, qual era l’energia nella sua voce? (il pubblico dice “Timida”) Timida! Timida, hai paura di te ! Mi spiace di prendermela con te.  

SHAUMBRA 2: No … sono … sono sincera.

ADAMUS: Hai paura di te. Non ha nessuna determinazione! Quel vento non muoverebbe la vela di una nave! Dentro non c’è nulla e nelle tue parole ci sono più domande che affermazioni. Anche ignorando ciò che hai detto, in fondo dici, “Non sono sicura di cosa fare riguardo a nulla. Non sono sicura di dove andare o di cosa fare” e per favore, riguarda anche molti di voi. Ora dimmi qualcosa - voi chiudete gli occhi - dimmi qualcosa.

SHAUMBRA 2: Eh, quando parlavamo di ciò che dovremo fare, è come niente. Solo ciò che stiamo facendo e che ciò che sentiamo giusto e amare il nostro se è per quello.

ADAMUS: Bene. Ci credi?

SHAUMBRA 2: Sì.

ADAMUS: Bene, bene. Che cosa ti darebbe gioia?

SHAUMBRA 2: Intendo dire, cosa me la dà?

ADAMUS: Sì, cos’è la gioia per te?

SHAUMBRA 2: Beh, non so come rispondere. Voglio dire ciò che mi dà gioia, perché voglio essere qui è che amo la Terra.

ADAMUS: Sì.

SHAUMBRA 2: E vorrei condividere ciò che ho con gli altri.

ADAMUS: No. No.

SHAUMBRA 2: Non dovrei farlo?

ADAMUS: No. No. No. (Adamus ride) Non parlo solo a te, mi rivolgo a tutti voi. Superate quel makyo, per favore! Per favore! Avremo momenti davvero difficili con tutta questa storia dell’illuminazione se dite che lo fate perché lo volete condividere con gli altri. Non funziona così! Mi dispiace!

SHAUMBRA 2: Ok, beh, è perché io…

ADAMUS: Lo faremo dopo. Dopo l’illuminazione torneremo e parleremo di condividere con gli altri.

SHAUMBRA 2: Ok. Forse è perché non voglio sentirmi sola?

ADAMUS: Non lo so.

SHAUMBRA 2: Voglio dire, sarebbe una risposta che va bene? (ride) Visto che la prima non lo era.

ADAMUS: E’ una programmazione, una vecchia programmazione. Non riesci a farlo per te, quindi devi farlo per poterlo condividere con gli altri.

SHAUMBRA 2: Ok.

ADAMUS: Sì. Nel Terzo Cerchio non c’è condivisione.

SHAUMBRA 2: Ok, quindi per tornare al tema non devo fare nulla. (risate) Non ho bisogno di fare nulla. Non ho bisogno di condividere.

ADAMUS: Suona da egoisti. Allora, cosa ti fa gioire?

SHAUMBRA 2: Cosa?

ADAMUS: Cosa ti dà gioia?

SHAUMBRA 2: Uscire e fare cose.

ADAMUS: Bene.

SHAUMBRA 2: Mi piace.

ADAMUS: Grande.

SHAUMBRA 2: Per me è una passione.

ADAMUS: Bene, bene, bene. Entra in quella voce, perchè tutti hanno sentito che c’era della timidezza. Tu lasci che le altre cose t’influenzino… ti fanno muovere e ti tengono lontana da ciò che vuoi davvero.

SHAUMBRA 2: Ok.

ADAMUS: Sì, e ogni volta che qualcuno si alza in piedi, parla a nome di tutti. C’è ancora la timidezza. Sei degna di quest’ascensione? Riesci ad accettare tutte le energie che stanno entrando? E se davvero privassi d’energia gli altri? (risate) Esatto, esatto.

SHAUMBRA 2: Quindi continuo ad aver bisogno di conferme da parte degli altri quando condivido ciò che sento? O è proprio quello il bisogno che ho?

ADAMUS: Davvero, non credo che tu sia chiara su ciò che vuoi, per dirlo con molta franchezza, ma oggi hai voluto che fossi così.

SHAUMBRA 2: Sì, chiara.

ADAMUS: Penso che tu non sia davvero chiara.

SHAUMBRA 2: Ok.

ADAMUS: Confusa.

SHAUMBRA 2: Ok.

ADAMUS: Va tutto bene, ma la chiarezza dà risultati.

SHAUMBRA 2: Ok.

ADAMUS: Dovremmo scriverlo sulla lavagna: la chiarezza dà risultati.

LIDNA: Sissignore.

ADAMUS: Bene, ora resta solo una domanda - oh, due. Sì?

ANISHA: Io ho lo stesso problema. Penso di avere paura di me.

ADAMUS: Oh, certo.

ANISHA: Sai, anch’io ho molti problemi, ciò che definisci makyo e continua a essere franco. Voglio dire, io sono…

ADAMUS: (ride) L’ha detto lei!

ANISHA: No, parlo sul serio. Forse ne ho proprio bisogno, ho bisogno di una sveglia perché mi sono appena persa.

ADAMUS: Sì.

ANISHA: Penso che sto per arrivarci e poi faccio due passi indietro.

ADAMUS: Giusto. Perché?

ANISHA: Non sento di meritarmelo.

ADAMUS: Sì. Non ho avuto bisogno di essere franco perché tu lo sei stata e parecchio con te! (risate) Perché - aiutami a capire - perché non dovresti meritartelo? Sei una ragazza cattiva?

ANISHA: A volte.

ADAMUS: A volte. Sì…lo sei stata (risate e Adamus ridacchia) ma forse perché gli altri ti dicevano che non avevi alcun valore. Forse c’erano problemi con la coscienza di massa, altri problemi per cui ‘in primo luogo non dovresti averla.’

ANISHA: Giusto, sì.

ADAMUS: Allora è così e hai paura, sai, di ciò che accade quando apri quella porta. Ciò che accade davvero, sì. Allora, cosa farai?

ANISHA: Non lo so.

ADAMUS: Ah, proprio così ed è esattamente ciò che otterrai - non lo so - e poi dici che sei persa e confusa. Certo, se non ti senti degna di qualcosa, cosa fai?

ANISHA: Beh, in questo momento sto lavorando sull’amarmi e sull’accettare chi sono.

ADAMUS: (Adamus tossisce e beve qualcosa; alcuni ridono) Sono felice che non fosse già nella bocca di Cauldre, altrimenti l’avrei spruzzata tutta su Edith! Sì, questo è un meraviglioso makyo. (risate)  tu lo sai e io lo so. Lo sappiamo tutti. È come una scoreggia in ascensore. (risate) Sai che è accaduto, ma tutti fingono di non esserci - eppure è così. (risate) E’ makyo.

Prima di tutto, non lavori per amarti: o lo fai o non lo fai. Ti ami e basta, ti dai quell’amore.

Secondariamente, riguarda - oh, è una storia lunga -  gli altri che si nutrono di te e tu che ti senti indegna. Tu dici no e basta. “Basta così. No, non lo tollererò più. Io sarò chi scelgo di essere.” È proprio così semplice, sentiamo la tua voce.

ANISHA: (fa una pausa poi sussurra) Non riesco a farlo.

ADAMUS: (sussurra) Io non credo! Sì, sì ce la fai.

ANISHA: Io posso farcela.

ADAMUS: Ok, bene. Impartisci l’ordine.

ANISHA: Sì.

ADAMUS: Sì, bene. Quello che vuoi… dacci la tua voce.

ANISHA: Cosa dico?

ANISHA: Io Sono Quello che Sono. (Adamus fa il police verso e il pubblico è d’accordo) Ok, Io Sono quello che Sono. ( con un tono più alto) No?

ADAMUS: E senza microfono.

ANISHA: Ok. E’ difficile.

ADAMUS: (ride) Non proprio. (lei fa una pausa e qualcuno le dice di respirare nella pancia) Sì, respira dentro. Immaginati Aandrah proprio qui. (lei fa di nuovo una pausa)

ANISHA: Io Sono quello che Sono. (lo dice molto in fretta) No?

ADAMUS: No. Vedi - lo voglio usare di nuovo come esempio - tu pensi alle cose. Ti preoccupi delle cose. Ti fai delle domande sulle cose. È arrivato il momento di cominciare a impartire ordini alle cose. Io Sono Quello che Sono è un’affermazione che ti fai che sei degna, che sei presente e sei pronta a vivere. Allora, con quella voce non convincerai te stessa, meno che meno gli altri. Quindi?

(pausa)

ANISHA: Io sono degna e Io Sono Quello che Sono. No?

ADAMUS: No. No. Mi spiace, serve la determinazione. (lei fa per sedersi) Oh, non ti sgancerai così facilmente. (risate) Io Sono Quello che Sono. (lo pronuncia con grande naturalezza) Vedi? Io Sono quello che Sono. Io ho preso un impegno. Io Sono Quello che Sono. Sì, a volte serve proprio che quella rabbia venga a galla e ci sono tutte queste voci degli altri che dicono, “Tu non sei degna. Tu devi essere in questo modo o nell’altro.” Persino i tuoi aspetti entrano e dicono che “Non sei ancora pronta. Non sei pronta per l’ascensione. Non sei pronta per l’illuminazione.”

No, hai ancora molta strada da fare. Sei solo una ragazzina…

ANISHA: No!

ADAMUS: Ah, vedi ? Ah! Ah ahhh! Ah ha! Quello era un bel no.

Ora, vale per tutti voi - il mese prossimo lavorate su quella voce. So che parlo molto della voce, ma si tratta della vostra energia. È la vostra firma energetica. Ascoltatevi. Da dove viene? Da quassù? Ha paura? Forse, nel prossimo Shoud Aandrah potrebbe raccontarci la sua storia sulla rabbia e su come ha trovato la voce. Quando ora usa quella voce che è ancora in via d’evoluzione e di apertura, lei è chiara. È davvero chiara. È arrivato il momento che siate chiari con voi.

Detto questo, facciamo un respiro profondo.

Torniamo in questa meravigliosa energia creativa che fluisce, che apre nuove possibilità e potenziali.

(pausa)

Quest’onda che entra il 10 di maggio durerà per circa una settimana. Che cosa ne farete? Lascerete che vi soffi via?

SART: Ci ridiamo sopra.

ADAMUS: Ci riderete sopra. Sì, le direte di servirvi. Sì. Sì.

EDITH: La utilizzeremo.

ADAMUS: Sì. Per questo, facciamo un bel respiro profondo. Quest’onda stimolerà la mente e il corpo e in potenza porterà dentro le energie per ringiovanire il corpo, perché se rimarrete vorrete avere un corpo che sia in buona salute. Se rimarrete, vorrete una mente acuta. Se rimarrete, vorrete essere in grado di entrare nella vostra prossima vita forti, sovrani, pieni di energia e abbondanti - in modo assoluto - e gioiosi.

Facciamo un respiro profondo.

Ogni volta che vi assale un qualsiasi dubbio, ora conoscete le parole famose. Fate un respiro profondo e dite: tutto è bene in tutta la creazione.

Detto questo, è stato un onore.

Io Sono Quello che Sono - Io Sono Quello che Sono! - Adamus al vostro servizio. Grazie!