IL MATERIALE DEL CRIMSON CIRCLE

La Serie del Transumano

SHOUD 10, 1° Parte – con ADAMUS SAINT-GERMAIN, canalizzato da G. Hoppe

Presentato al Crimson Circle il 3 giugno 2017       

www.crimsoncircle.com

Io Sono quello che Sono, Adamus e St. Germain.

Cari Shaumbra, vi saluto. Che delizia essere qui con voi. Vi saluto. Grazie, cari Yoham. Grazie.

Nelle ultime 24 ore, in questa stanza l’energia è cambiata del tutto (risate). Ieri mentre preparavano gli strumenti e lo staff lavorava sodo preparando tutto per voi, per salutarvi e darvi il benvenuto l’energia era piuttosto scura; ora, proprio mentre alziamo le luci è molto più leggera (qualche risata). L’energia era pesante quasi come un portale, come una specie di risucchio perché tutte le energie presenti qui che venivano dal passato – da altri gruppi, da altri tempi – le abbiamo spostate per fare posto a voi.

Potete immaginare cos’ha provato chi era qui a lavorare nel bel mezzo di un’enorme ondata di ripulitura energetica e non solo; le entità che stavano entrando per sistemare tutto per voi, me compreso hanno dovuto regolare l’energia a un livello vibratorio superiore, a un livello più alto o avremmo avuto problemi con gli apparecchi. Abbiamo effettuato tarature vibratorie per non creare problemi alla struttura dell’edificio e speriamo anche a chi vive qui vicino. È stato un cambiamento enorme.

Voi sapete bene che i cambiamenti non sono sempre facili. Lo sapevate? (risate) Sì, a volte i cambiamenti sono molto, molto difficili da affrontare ma una volta completati, ora che tutto è pronto per voi, ah, ciò crea una meravigliosa nuova energia e poi siete entrati voi. Oggi siete entrati qui ed avete riempito la stanza di, beh, di coscienza. Voi avete riempito questa stanza di voi, del Io Sono Qui. È una vera delizia essere qui con tutti voi. Mm.

Voi avete riempito questa stanza di voi e probabilmente questa stanza non sarà mai più la stessa. Io infrangerò le regole, perché le regole non sono mie. Io cammino nella zona vietata (risate e applausi) e là dietro m’informano che le regole sono per voi. Da qui non si passa (altre risate).

Benvenuti

Cari Shaumbra, eccoci qui e ora iniziamo invitando tutti gli altri Shaumbra, tutti gli Shaumbra da tutto il mondo e da tutti i paesi ad unirsi a noi qui. Facciamo un bel respiro profondo e diamo loro il benvenuto. Molti ci guardano o ci guarderanno più avanti. Moltissimi attendevano questo giorno, volevano essere qui di persona, ma non ci sono riusciti. Ecco, diamo loro il benvenuto.

Fate un bel respiro profondo, un invito a tutti gli Shaumbra.

Ora diamo il benvenuto – qui c’è un mucchio di spazio – a tutti coloro che stanno passando dal risveglio o che proprio ora si stanno risvegliando e sono sulla via della maestria. Quelli che forse nei prossimi anni troveranno il Crimson Circle, quelli che forse troveranno le vostre impronte in questa bella, bella storia d’illuminazione incarnata. Quelli che proprio ora stanno affrontando ciò che anni fa voi avete affrontato nel risveglio.

Oh, il risveglio è molto bello. Sapete, nei prossimi giorni ne parlerò un po’, ma quasi per nessuno la vera data del risveglio è fissa e nessuna vita in particolare è progettata per il risveglio. Accade e basta. Si affronta il risveglio. Oh, ricordate i cambiamenti che avete affrontato? Ricordate per un attimo la bellezza e la gioia del risveglio, la sensazione di aver scoperto qualcosa – qualcosa di molto prezioso, qualcosa che forse nessun altro conosceva – il risveglio, “C’è più della sola vita umana standard.” Il risveglio, quando vi rendete conto che scenderete da questa giostra, da questa vita- dopo-vita che è vivere la vita umana. Il risveglio, “Ora è il tempo dell’appagamento.”

Potreste dire che di fatto non esiste una data fissa per il risveglio, quando affronti il risveglio per la prima volta non esiste una vera e propria data ed ora voi siete sulla strada della maestria. Avete attraversato la parte divertente del risveglio e ora siete al punto in cui vi portano via tutto, in cui tutto cade a pezzi, in cui tutto è confuso ed avvengono i cambiamenti interiori. Per tutto ciò non esiste una data vera e propria ed è un po’ un guaio perché vi chiedete, “Quanto durerà? Quanto ci vorrà? Accadrà davvero in questa vita?” Voi sentite me che lo dico, ma poi vi chiedete, “Accadrà davvero?”

Vi chiedete se state facendo le cose giuste e i passi giusti. Cari Shaumbra, vi chiedete se state conducendo il tipo di vita giusto ed io continuo a dirvi di smettere di sforzarvi tanto. Smettete di provarci tanto. Voi vi siete impegnati. Vi siete impegnati con voi per l’illuminazione incarnata ma ne dubitate ancora, vi fate domande e vi stressate molto e vi distraete in modo quasi intenzionale.

Poi arrivate al punto in cui non vi resta quasi nulla. Non c’è quasi più benzina nel serbatoio, per così dire. Non è rimasto nulla e alla fine vi ricordate le parole che dico sempre, “Smettete di provarci. Nell’illuminazione non c’è alcuno sforzo. Si tratta di permettere. Non c’è alcuno sforzo.” Amici miei, quando ciò accade, quando smettete di provarci, a quel punto la data è fissata. Non certo il secondo, il minuto o l’ora esatta, ma diciamo nel giro di una settimana. La data è fissata.

Quando smettete di provarci e di sforzarvi e di distorcere e di manipolare e di preoccuparvi e di farvi domande, allora la data per l’illuminazione incarnata è fissata. Quando fate un respiro profondo e permettete, così diventa. È così.

Da quel momento in poi e fino al momento della vostra realizzazione incarnata, godetevela e basta. Divertitevi. Seguite il vostro corpo, il vostro sapere interiore. Fate le cose che avete sempre voluto fare, ma smettetela di preoccuparvi se lo state facendo bene e quando accadrà.

Alcuni di voi qui e alcuni che ci stanno guardando ci stanno ancora lavorando sodo sopra. Voi ci state ancora provando e vi sforzate e pensate che ci sia una soluzione magica. Arriverete al punto in cui dovrete mollare. Accadrà che mollerete per sfinimento, per frustrazione o per puro caos mentale; farete un bel respiro profondo e permetterete e a quel punto la data diventa quella.

Per favore, ora non chiedetemi qual è la data (risate, Adamus ride). Non chiedetevi neppure che data è perché non importa, ma voi sapete che quella data esiste. Sappiate che esiste già ed ora tocca a voi affrontare l’esperienza e vivere la vita e poi ci arriverete.

Nei prossimi giorni parleremo di cosa accadrà dopo, ma proprio ora prendete in considerazione voi, il vostro viaggio spirituale personale, il vostro sentiero. Ci state ancora lavorando sopra? Ci state ancora provando? State ancora cercando di capirlo? È una formula? È un segreto sfuggente che scoprirete solo se avrete determinati comportamenti, se seguirete alcune diete ed avrete certi pensieri e non altri? Se è così, la data non è fissata, ma se fate un respiro profondo e vi fidate pienamente di voi e solo di voi, del vostro Io Sono; voi fate un bel respiro profondo, la smettete di provarci e a quel punto la data è fissata. Che enorme sollievo. Che enorme sollievo. Esiste. Ora godetevela e basta.

Molti di voi sono al punto in cui hanno smesso di provarci e forse ora si sentono un po’ male. Non vi è rimasto nulla. Non sapete dove girare o dove andare. Voi avete solo smesso di provarci ed è una buona cosa. Se ci state ancora provando, se ci lavorate sopra, proprio ora fate solo un bel respiro profondo e lasciate andare. Voi non dovete lavorare sull’illuminazione. Ve l’ho detto fin dall’inizio, fin da quando ho iniziato a stare con voi: l’illuminazione è naturale. È naturale. Non è qualcosa che l’umano o la mente umana produce o deve assemblare o per cui deve sforzarsi. È naturale.

Facciamo tutti un bel respiro profondo e permettiamo, tutto qui. Sì.

Noi invitiamo tutti gli Shaumbra che ci guardano, tutti coloro che stanno passando dal risveglio ai momenti difficili, difficili ma belli del loro passaggio alla loro maestria.

Facciamo un bel respiro profondo ed invitiamo anche i 1.590 Maestri incarnati, i Maestri Ascesi che sono rientrati sulla Terra come Tobias e i molti altri che sono arrivati; ora molti di loro hanno sette o otto anni, sono giovani ma entrano in questo mondo in un periodo molto interessante. Arrivano qui non per salvare il mondo, ma per godersi la vita come forse non erano riusciti a fare nella loro vita passata; vengono per godersi la vita, ma anche per connettersi a ciò che si chiama coscienza, a connettersi con ognuno di voi.

Proprio ora facciamo un bel respiro profondo e diamo il benvenuto a tutti i Maestri incarnati, i 1.590 che sono rientrati e sono incarnati nel corpo fisico. Diamo il benvenuto anche a loro.

(breve pausa)

Ora la stanza si riempie (Adamus ride).

Il Vostro Sogno

Proprio ora siete nel bel mezzo di un sogno. Voi vivete davvero in un sogno. È un sogno che avete fatto ed è un sogno che io avevo fatto fin da Atlantide. È il sogno atlantideo. Proprio ora una parte di voi è nei Templi di Tien, proprio ora una parte di voi sogna di un tempo in cui arriverà sulla Terra, un tempo nel lontano, lontanissimo futuro quando tornerà sulla Terra e tutto sarà pronto per riceverlo. Il sogno dei tempi di Atlantide, il sogno in cui finalmente avreste invitato e poi portato dentro e mantenuto la vostra divinità nel vostro corpo e poi sareste rimasti, almeno per un po’.

Allora ad Atlantide, nei Templi di Tien noi entravamo in una specie di stato alterato, solo a mezzo respiro da quella dimensione. Insieme, noi entravamo in uno stato alterato ed immaginavamo grazie a ciò che ora definireste proiezione, simile alla proiezione astrale e a quel tempo da Atlantide viaggiavamo in avanti fino a qui e a un livello molto profondo sentivamo, vedevamo e sensavamo il tempo in cui sareste tornati per l’incarnazione.

Ecco, proprio ora siete nel bel mezzo di un sogno. Voi state sognando nei Templi di Tien ad Atlantide. Voi state sognando, vi state proiettando nel futuro, al tempo dell’illuminazione.

Allora vi sembrò molto, molto lontano nel tempo, davvero molto lontano ma ora siete qui. Voi ce l’avete fatta. Io Sono Qui. Voi siete qui. È il sogno atlantideo che si realizza.

Non è stato sempre facile. Ci sono stati molte, molte vite impegnative e questa vita è una di quelle. Non è stato facile fare quel sogno interiore quando gli altri non lo condividevano. Non è stato facile entrare in questa vita sapendo che era arrivato il momento che quel sogno si avverasse quando gli altri vi prendevano in giro, ridevano di voi e vi accusavano di essere pazzi, ma voi siete qui. È il sogno di Atlantide.

Ci sono stati molti, molti altri che hanno dato inizio al sogno atlantideo e non sono arrivati fin qui. Alcuni di loro hanno mollato in vite passate – si sono distratti, hanno giocato con l’oscurità o sono rimasti incastrati nella coscienza di massa e hanno dimenticato quel sogno; anche se è ancora dentro di loro, l’hanno scordato.

Altri erano nei Templi di Tien con noi e con il sogno di Atlantide, ma oggi non sono con noi né in persona né online perché in questa vita proseguire è stato troppo difficile. Hanno mollato, se ne sono andati.

Soprattutto negli ultimi anni qualcuno, qualche Shaumbra ha raggiunto il punto dell’illuminazione, ma quando è accaduto è stato talmente allettante, così meravigliosamente seducente che ha lasciato il corpo, è passato dall’altra parte, ha lasciato il fisico. Molti Shaumbra se ne sono andati. Potete vederli sulle pagine del nostro sito (here) e ce ne sono anche molti, molti altri che molto semplicemente non ce l’hanno fatta.

Nei Templi di Tien c’erano molti, moltissimi che in questa vita hanno intrapreso il viaggio spirituale ma poi si sono molto, molto distratti. Il viaggio può distrarre molto, oh, può distrarvi in modo terribile soprattutto quando il sé umano, i bisogni umani urlano per ottenere ciò che vogliono e quindi oscurano il vero Io Sono, lo Spirito interiore.

Invece voi ce l’avete fatta. Voi siete qui. Voi ce l’avete fatta grazie alla vostra perseveranza, sì, alla vostra determinazione, ma certo, al vostro seguire il vostro sapere interiore e il vostro cuore. Anche in alcuni dei momenti più difficili, quando volevate rinunciare a tutto ciò voi sentiste di nuovo quel sogno, il sogno di Atlantide ed ecco perché siamo qui.

Una volta che fate il passo finale e abbandonate tutti i vostri tentativi e il lavoro sodo sulla spiritualità e sul vostro viaggio, insomma quando mollate e basta allora sì che la data è fissata davvero. Dal quel punto in poi si tratta solo di godersi la vita. Come lo fate? Ecco perché in questi giorni siamo qui, per parlarne.

Facciamo un bel respiro profondo e invitiamo sul palco gli Yoham e facciamo una bella merabh per ricordare il sogno.

Ricordare il Sogno

Proprio ora il sogno sta avendo luogo ad Atlantide molto, molto tempo fa. Ci siete voi, di nuovo nei templi; tutti noi ci spostammo di mezza dimensione per poterci liberare, per poterci proiettarci nel futuro, al tempo dell’illuminazione incarnata.

Il sogno, il desiderio di essere qui su questo pianeta, di essere una cosa sola con la nostra divinità fu molto profondo e intenso e voi non vi permetteste mai, mai e poi mai di dimenticarlo.

Quel sogno di portare su questo pianeta la vera divinità – così che non fosse solo nel vostro stato alterato, così che non fosse solo in un altro reame ma portarla davvero su questo pianeta – fu così profondo, così vero ed appassionato che voi ce l’avete fatta. Voi siete qui.

(parte la musica)

Ecco, miei cari amici, voi siete qui. So che a volte la vostra mente dubita. Forse vi chiedete se è solo il paradiso degli stolti. Forse vi chiedete se non è solo il vagabondare di una mente folle, ma non lo è affatto. Oh, non lo dico solo io. Voi lo sapete già.

Era il sogno vivere in forma fisica e portare dentro l’Io Sono, portare dentro il vero Corpo di Coscienza.

Il sogno risale a molto tempo fa, ai tempi di Atlantide e finalmente è qui. Non domani, non il prossimo anno e non nella prossima vita. È qui.

Ciò che vi ha portato qui è stato ricordare il sogno di Atlantide, un tempo di coscienza sulla Terra, un tempo di vera trascendenza, di appagamento e un tempo in cui avreste camminato sulla Terra come un vero Maestro, un vero essere realizzato; quando avreste camminato sulla Terra ancora nel fisico, ma nella “e” dell’illuminazione.

Nel sogno di Atlantide voi vedeste le lacrime che avreste sparso per arrivare qui. Voi vedeste tutte le difficoltà. Nel sogno di Atlantide sapevate che ci sarebbero state le distrazioni. Oh, soprattutto le relazioni e le famiglie. Sapevate che ci sarebbero state le distrazioni, ma nel sogno vedeste che alla fine ci sareste arrivati. Alla fine avreste raggiunto quel punto.

Proprio ora siete nel bel mezzo di un sogno, il sogno di Atlantide e lo sognate come un atlantideo nei Templi di Tien, ma state anche sognando che è molto reale e che proprio ora giunge a completamento. Eccoci qui.

Fate un bel respiro profondo e come ha detto il mio caro amico Tobias, rendete grazie a voi. Rendete grazie a voi.

A volte siete terribilmente duri con voi stessi, ma in questo momento volete fare un respiro e rendervi grazie?

Nel sogno di Atlantide vedeste che ci sarebbero stati giorni difficili e oscuri, giorni in cui vi sareste sentiti molto confusi e persi, ma in quel sogno vi siete riportati indietro ogni volta e con gentilezza.

In quel sogno voi appariste a voi, all’umano che stava affrontando le difficoltà; voi entraste nel vostro stesso sogno e diceste, “Caro angelo che sei, segui il tuo cuore. Segui il sogno. Se lo fai, non puoi fallire. Segui il tuo cuore, nient’altro.”

(pausa)

Voi siete qui. Voi siete qui e se non l’avete già fatto, allora l’ultimissima cosa da fare è proprio smettere di provarci. L’ultimissima cosa da fare è smettere di lavorarci sopra.

So che sembra strano – siete arrivati fino a qui e all’ultimo chilometro, all’ultimo miglio spingete ancora – ma questo è il momento in cui fare un respiro profondo e lasciare che le ali del vostro sogno vi conducano per il resto del percorso.

Smettete di provarci, smettete di lavorarci sopra e per favore lasciate che le ali del vostro sogno vi conducano per il resto del viaggio verso l’illuminazione incarnata.

(pausa)

È un sogno antico, un sogno antico e ora è proprio qui. Facciamo un respiro profondo ed ora lasciamo che le ali del sogno vi conducano alla realizzazione. È molto semplice.

Facciamo insieme un bel respiro profondo in questa bella riunione, in questa stanza piena zeppa di Shaumbra, piena di coloro che dal loro risveglio sono passati alla loro maestria e piena di altri Maestri incarnati che proprio ora camminano sul pianeta.

Fate un respiro profondo.

Detto questo, Io Sono quello che Sono.

Io sono Adamus.

Grazie.

IL MATERIALE DEL CRIMSON CIRCLE

La Serie Transumano

SHOUD 10, 2° parte – con ADAMUS SAINT-GERMAIN e KUTHUMI LAL SINGH, canalizzato da Geoffrey Hoppe

Presentato al Crimson Circle il 3 giugno 2017       

www.crimsoncircle.com

Io Sono quello che Sono, Santo Fratello Adamus Saint-Germain (il pubblico tifa ed applaude).

Devo proprio ammettere che di persona avete un aspetto migliore di quando siete solo in spirito. Che bel gruppo e ora alziamo un po’ le luci in sala. Oggi cammineremo e parleremo (risate).

LINDA: Uh-oh.

ADAMUS: Ahhh!

LINDA: Uh-oh.

ADAMUS: Un paio di cose prima di iniziare ad andare in giro.

Il Transumanismo

Questo è il nostro Shoud, il nostro Shoud mensile. Siamo alla Serie del Transumano ed io l’ho intitolata apposta la Serie del Transumano perché proprio mentre parlo, sul pianeta c’è un movimento che coinvolge l’intelligenza artificiale e la robotica. Quel movimento si chiama transumanismo. Quel movimento riguarda solo rimpiazzare la mente umana e il corpo umano con una tecnologia più avanzata. Voi conoscete il corpo e la mente come sono e sapete che sono stati in giro per molto tempo, per interi eoni.

L’evoluzione è un processo lento, molto lento. Ora però, con la tecnologia, per la prima volta il corpo umano e mente si possono accrescere. Accrescere significa migliorare – avrete un arto nuovo, un cuore nuovo, un fegato nuovo o altro. Si può accrescere e non solo con normale tessuto umano, ma con tessuto sviluppato in laboratorio dalle macchine e poi inserito nel corpo. Vi rende – beh, se vi sostituiscono un’anca o un braccio voi riprendete velocità e le cose diventano meno dolorose.

La stessa tecnologia è già in uso nella mente per accrescere la mente. Immaginate che vi impiantino nel cervello un piccolo dispositivo che fa cose come migliorare la memoria, migliorare l’equilibrio, migliorare la vostra intelligenza in generale e sta accadendo proprio ora. Non è affatto fantascienza. Non è qualcosa lontano nel futuro. Sta accadendo proprio ora.

Fa paura? Forse. È una buona cosa per l’umanità? Certo, se avete un problema medico e avete bisogno di qualche miglioramento. Certo, può essere una cosa molto, molto positiva e vantaggiosa. Nessuno ha mai detto che il corpo umano doveva essere composto solo da tessuto biologico; potrebbe essere stampato da una macchina o sviluppato grazie alla nanotecnologia. Non dev’essere solo biologico.

È una cosa buona o cattiva? Si vedrà e i prossimi dieci o dodici anni sul pianeta saranno estremamente interessanti con tutta la tecnologia che esce dal laboratorio ed è disponibile per tutti voi, naturalmente a un certo prezzo.

Se venissero coinvolte cose come il potere e l’avidità, tutto il movimento del transumanismo, il movimento verso un corpo e una mente tecnologici potrebbe anche dimostrarsi un disastro. Se allontana le persone dalla loro coscienza, dal loro cuore, dal loro vero Sé, potrebbe causare alcuni dilemmi molto interessanti sul pianeta.

Ecco perché ho intitolato la Serie in cui siamo la Serie del Transumano, perché esiste anche un altro approccio. Transumano significa trascendere la vecchia biologia e la mente umana. Esiste un altro modo, ed è ciò che tutti voi state facendo.

Non dico di non apportare un miglioramento tecnologico, ma io parlo sempre di essere consapevoli, di essere sempre consapevoli del fatto che avete ciò che chiamate coscienza. Voi avete la capacità di esistere in realtà multiple senza usare alcun apparecchio elettronico; voi avete la capacità di esistere nella “e,” in tecnologie multiple.

Proprio mentre siete seduti qui, voi avete la capacità – tutti voi senza eccezioni e tutti voi che ci ascoltate – di ristrutturare la vostra biologia, il vostro corpo e non solo con carne e ossa nuove, ma con qualcosa a cui ci riferiamo con il corpo di luce.

Attraverso ciò che io ho definito l’anayatron, la rete di comunicazione fotonica del corpo il vostro corpo possiede già la capacità di liberarsi dalle malattie e di rendere il vostro corpo davvero più flessibile, più efficiente e con maggiore energia. Proprio ora è qui, ma quasi nessuno ne è consapevole e anche chi lo è non fa un passo indietro fuori dalla mente e non gli permette di attivare il processo di ringiovanimento sul suo corpo.

A proposito, per tutti voi ehi, io sono qui. Non sono lì (indica gli schermi TV; risate) La tecnologia. La tecnologia! Voi guardate gli schermi. Io sono proprio qui o se lo scegliete, potete chiudere gli occhi (altre risate).

È stupendo. È stupendo. Io osservo tutti voi che guardate là. È un esempio perfetto di tutto ciò, beh, di ciò che voi chiamate realtà virtuale (il pubblico applaude quando gli schermi si spengono). Grazie. Meno distrazioni. È stato molto semplice (Adamus ride).

Dov’ero rimasto? Il transumanismo. Voi siete transumanisti. A proposito, quando li hanno spenti l’energia è proprio cambiata. È un cambiamento drastico.

Voi siete transumanisti in un modo molto nuovo e diverso. Il vostro corpo si può ringiovanire da solo, con l’anayatron attraverso il Permettere. Non dev’essere una tecnologia che inserite nel vostro corpo, potete farlo proprio ora. Voi potete permettere che entri il vostro corpo di luce. Proprio ora.

Fate un respiro profondo. Toglietevi di mezzo. Spesso mi sentite parlare delle cose che mangiate e che ingerite nel vostro corpo di luce. Voi non vi fidate dell’anayatron. Fate un respiro profondo e ora lasciate che faccia il suo lavoro.

A volte sì, a livello biologico è un po’ doloroso affrontare un tale cambiamento profondo. Un po’ di dolore c’è, ma voi fate un respiro profondo e scendete in profondità nel Permettere e permettete che l’anayatron ringiovanisca il corpo fisico.

In effetti, con l’età il corpo dovrebbe migliorare perché ha più esperienza, più saggezza in ogni cellula. Dovrebbe migliorare e non invecchiare né esaurirsi. Molti di voi vivono ancora seguendo il sentiero dell’età, l’età lineare, “Beh, sto invecchiando e quindi la vista, l’udito e la schiena e il resto stanno cedendo. Sto invecchiando e poi sarà la fine.” Proprio per niente! Il transumanista capisce che il corpo di luce che entra migliora il corpo biologico, condivide con lui e di colpo il corpo biologico ringiovanisce e si tonifica.

In teoria la domanda o il problema che dovreste avere è, “Accidenti, ora che ho un corpo vitale, un corpo dinamico e flessibile e visto che resterò più a lungo su questo pianeta, cosa farò? (risate) Cosa farò?” Tra un po’ ne parleremo.

Ecco, transumanisti nella mente. Noi non usiamo chip impiantati nel cervello. Per liberarci dai limiti e dai confini del cervello, noi non usiamo nessun tipo di apparecchio elettronico speciale.

Il cervello è uno strumento meraviglioso per un animale o per un umano che ha bisogno di cose come sapere come guidare un’auto o riempire un bicchiere di vino, insomma per le cose pratiche. Il cervello, però, non è una sorgente creativa. Nel cervello non c’è alcun tipo di creatività. So che la scienza lo contesterà, ma alla fine sarà d’accordo. Alla fine la scienza sarà d’accordo con tutto ciò che dico (risate). È la verità. Lo dico con umiltà (il pubblico applaude).

Attraverso il permettere voi aprite il lucchetto del cervello. Vi liberate dai limiti che vi siete dati passando solo dalla mente. Voi vi espandete semplicemente in altri reami.

All’inizio è un po’ strano. Vi sentite un po’ storditi, un po’ disorientati – beh, molto storditi e molto disorientati – ma poi iniziate ad andare nella “e.” Voi non siete solo l’umano. Voi siete l’umano e il Maestro e l’atlantideo e il Merlino e il Sé futuro e tutto il resto. Voi vivete in una realtà di multipli, non singola. Non singola.

Ecco parte della risposta a, “Ora che ho un corpo che durerà per sempre, cosa faccio tutto il giorno?” Ora siete nella “e.” Non è molto lineare, non si basa sull’età e non è per niente noioso e opaco. Voi siete sensuali.

Domani, domani ci concentreremo sulla sensualità. Ne ho parlato molto perché è molto importante. Senza sensualità voi non vorrete restare sul pianeta. Senza sensualità non vorrete trascorrere altri 50, 75 o 200 anni sul pianeta. Voi dite, “È così noioso. È molto noioso. Cosa farò?” Con la sensualità, invece, non ve lo chiederete mai. Non vi domanderete mai cosa farete perché farete un semplice respiro profondo ed entrerete nelle realtà multiple che esistono già.

Siamo nella Serie Transumano. Stiamo prendendo un approccio diverso rispetto all’uso della sola tecnologia. È un approccio molto, molto diverso.

In tutto il lavoro che facciamo da anni, di recente ho dovuto fare un grande cambiamento nel mio lavoro come Adamus, nel mio lavoro con voi. Ho trascorso molti anni lavorando solo per farvi capire l’illuminazione o come preferisco chiamarla io, la Realizzazione. Capire semplicemente che la Realizzazione è qui; che è disponibile. Di fatto non dovete lavorarci sopra; in realtà voi la permettete.

Io parlo molto del concetto della Realizzazione - la Realizzazione incarnata. La Realizzazione significa davvero e solo consapevolezza, coscienza. La consapevolezza e quasi tutti voi dite, “Beh, accidenti, io sono consapevole. Io so di essere qui.” Beh, no, voi eravate qui sugli schermi (Adamus ride).

La realizzazione è la semplice consapevolezza dei reami multipli e una consapevolezza ancora maggiore di cose come la sensualità. Miei cari amici, miei cari transumanisti, ecco dove stiamo andando. Ecco dove state andando. Ve lo ripeto, noi non ci opponiamo ai transumanisti meccanici e tecnologici che stanno sostituendo parti del corpo e della mente con la tecnologia. Non si tratta di loro contro di noi. La tecnologia può essere una cosa meravigliosa, ma è solo un’alternativa. È solo una direzione diversa.

Per questo, per tutto il lavoro che stiamo facendo facciamo un respiro profondo.

Sta Accadendo

Io ho dovuto modificare il modo in cui lavoro con Shaumbra, passare dalle teorie della Realizzazione incarnata, dalle chiacchierate su cose come l’illuminazione all’attuale lavoro energetico e verbale con voi sull’incarnazione vera e propria. In altre parole sono passato dalla filosofia, dal concetto alla vera attuazione.

Voi lo state facendo. Sì, davvero. Proprio ora, mentre siete seduti qui avviene un’evoluzione, un processo trascendente che è in corso ora e molto spesso funziona al meglio quando siete distratti, quando non ci pensate sopra. Come vi ho detto spesso io non sono un insegnante, non lo sono per niente. Io sono semplicemente il vostro ‘distrattore’. Tutto qui.

Come sapete ciò attiva molti temi esistenziali, molti problemi. È dura essere un transumanista come voi. Voi lo siete. Voi non siete più come gli altri. Voi vi siete realizzati. Voi non siete migliori né peggiori; semplicemente voi non siete più come gli altri. Voi li capite perché anche voi venite da lì. Voi provate una grande empatia, perché sapete a che punto sono e sapete quanto sono immersi nel peccato o nella routine del karma. Voi lo capite perché venite da lì, ma ora non siete più così.

Le relazioni con le famiglie e gli amici e la società in generale diventano molto, molto diverse e a volte è strano. Voi sentite di non potervi adattare. Voi sentite di non poter più tollerare di avere intorno gli umani per lunghi periodi di tempo. Ogni singolo Maestro Asceso ha avuto la sensazione di sentirsi molto solo, quasi isolato.

Poi arriva il dubbio. Il dubbio, “Cosa sto facendo? Funzionerà davvero?” Quando il dubbio arriva, voi tendete a tornare a lavorarci sopra. “Meglio che mediti ancora un po’. Meglio che respiri ancora un po’. Meglio che faccia qualcosa per restare nel tipo di coscienza in cui ero.” Il dubbio arriva e voi sentite che dovete iniziare a lavorarci sopra. La mente inizia a lavorare e vi assilla, “Cosa stai facendo? Quando accadrà? Cosa devo fare perché accada? Tutto ciò è solo un grande Paradiso degli Stolti? È solo il grande Paradiso degli Stolti?” Naturalmente l’ho preso da Shakespeare (risate).

È una domanda interessante. È una domanda molto interessante a cui non vorrei rispondere con l’ovvio, “No, è reale,” perché prima di tutto affiora la domanda: cos’è il Paradiso degli Stolti? Beh, “Il Paradiso degli Stolti” è una linea, un riferimento a chi vive nell’inganno, ma di fatto ne è molto contento. Gli altri lo guardano dall’esterno e dicono, “Amir è nel Paradiso degli Stolti” (risate). Beh, lo dicono, mi spiace (altre risate, Adamus ride). “Lui vive nel Paradiso degli Stolti. Non è presente davvero. Non è realmente consapevole. Lui vive nel suo mondo personale, in la-la land.” Non solo tu, Amir, ma tutti (altre risate).

Il dubbio s’insinua e voi vi chiedete, “Sono nel Paradiso degli Stolti? Me lo sto inventando?” Poi cercate di giustificarvi dicendo, “Beh, se me lo sto inventando perché mai qui ci sono altre 300 persone?” Beh, forse nel Paradiso degli Stolti hai una barca molto grande (risate) e poi vi dite, “Beh, ci sono decine di migliaia, forse centomila altri Shaumbra e quindi non posso essere del tutto pazza. Almeno nel Paradiso degli Stolti ho compagnia,” (altre risate).

Anche voi iniziate a rendervi conto di chi vive davvero nel Paradiso degli Stolti perché se io vi dicessi, “Mi spiace proprio tanto, ma tutto ciò è stato uno scherzo e ora dovete tornare indietro. È tutta una barzelletta. Dovete tornare a vivere come un umano normale. Mi spiace, ma dovete tornare e candidarvi per un lavoro dalle 9 alle 17 o a lavorare in una fabbrica. Mi spiace, ma dovete risposarvi e avere altri figli (risate) e farli crescere nella stessa famiglia che avevate prima. Mi spiace, ma è tutta una grande barzelletta e quindi tornate indietro. Tornate indietro.” Credo che resistereste un po’ (altre risate).

“Oh, non solo voi tornerete, ma qui in cielo c’è anche un Dio ed è incazzato (risate). L’avete fatto incazzare voi. Dio è un lui ed è molto incazzato perché vi avevano detto, “Siediti e prega,” ma voi non l’avete fatto. Vi avevano detto, “Conduci una buona vita, fai le cose per tutti ma mai per te.” Ve l’avevano detto e guardate cos’è successo. Dio si è incazzato.

Così finite in una situazione difficile. Voi vi ritrovate in una situazione davvero imbarazzante. Siete qui nel vostro Paradiso degli Stolti personale. Eccovi qui, ma non credo proprio che qualcuno di voi voglia davvero tornare indietro. Di certo non io.

Ora il dilemma è, “Beh, okay, sono qui nel Paradiso degli Stolti. Facciamo in modo che funzioni. Facciamolo e basta. Può sembrare da folli o tutto inventato, ma ecco qualcosa che chiamiamo illuminazione incarnata, anche se non è mai esistita prima. Anche se qui non ci sono altri Maestri Asceso, facciamolo e basta,” perché voi non siete disposti a tornare indietro. Voi non siete disposti a risalire sulla giostra di una vita dopo l’altra dopo l’altra.

Voi dite, “Facciamolo e basta. L’illuminazione incarnata. Permettiamo il nostro sé più di quanto abbiamo mai permesso finora. Chissà cos’è. Chi se ne frega? Noi siamo folli. Chi se ne frega? Apriamoci e lasciamo che entri. Impazziamo. Gli altri pensano già che siamo pazzi. Inventiamocelo ancora di più. Creiamo quella realtà anche se non è mai esistita prima, perché è davvero molto meglio di ciò che facevamo nel Paradiso degli Stolti.”

Tutto ciò fa affiorare il tema: dov’è il Paradiso degli Stolti? Dov’è? È nel vecchio mondo, nella vecchia Terra? È dove ci sono i lavori e forse anche relazioni non del tutto appaganti? Una vita priva di colore e la coscienza di massa e l’ipnosi? Forse quello è il Paradiso degli Stolti, quello in cui pensate di dover tollerare tutti gli standard sociali, in cui non dovreste amare e prendervi cura di voi, in cui dovete seguire molte, molte regole che cambiano ogni giorno come le regole politiche o sanitarie e ambientali. Forse quello è il Paradiso degli Stolti e per giustificarlo dite che forse stanno ancora dormendo, ma voi no. Voi vi siete svegliati a qualcosa. A qualcosa. Qualcosa è arrivato e vi ha svegliato e vi ha portato a questo punto, vi ha portato a questo Paradiso degli Stolti. Facciamo in modo che funzioni, perché si può fare. Tutto ciò che voi permettete, diventa. È davvero molto semplice.

Il Paradiso degli Stolti? Vi mettete in dubbio? Vi chiedete se è reale? Sì, chiederselo è naturale e comune perché la mente ha ancora i suoi modelli, ricorda ancora il passato, vede ancora gli altri che conducono le loro vite normali e voi vi chiedete, “Me lo sto inventando? Sono nel Paradiso degli Stolti?” A quel punto fate un bel respiro profondo e dite, “Andiamo. Avanti così,” e poi così sarà.

Facciamo un bel respiro per il nostro Paradiso degli Stolti. È davvero il Paradiso degli Stolti? O è solo l’illuminazione incarnata? Perché no? Un bel respiro profondo.

Domande e Risposte

Ora tocca alle domande e risposte.

LINDA: Oooh!

ADAMUS: Le mie domande, le vostre risposte, ma questa volta è un po’ diverso. Noi faremo una specie di giochetto. È un gioco e un test tutto insieme.

LINDA: Ok. Sono pronta.

ADAMUS: Linda al microfono.

Ecco come funziona. Nella prima sessione ho parlato del Sogno di Atlantide. Ve lo ricordate? Non è accaduto molto tempo fa (risate), ma solo poco fa. Il Sogno di Atlantide. Voi ne avete fatto esperienza per primi. Il Sogno di Atlantide.

Ora, fingete per un attimo di essere un reporter, un giornalista che scrive una storia su, beh, sul Paradiso degli Stolti, su un gruppo che si definisce Shaumbra. Siete un reporter per la Gazzetta di Sedona (risate) e scriverete una storia su questo gruppo chiamato Shaumbra perché, beh, è un gruppo insolito che non rientra per niente negli altri gruppi New Age. Di fatto una delle riviste concorrenti, il Giornale di Sedona non parla con il Crimson Circle e non scriverà articoli su di lui ed è una cosa buona. Voi siete un reporter che scrive una storia su un gruppo chiamato Crimson Circle.

Di solito un reporter lavora con gli elementi che lo aiutano a confezionare una bella storia. Eccoli: chi, cosa, dove, quando e perché. Qualcuno di voi giornalisti riesce a capire? Io so che Sua Eminenza, Mr. von Rohr, è un giornalista. Chi, cosa, dove, quando e perché?

Ora …

WULFING: E come.

ADAMUS: Beh, al come ci arriverò (risate). L’ho lasciato fuori apposta, ma grazie.

Ora Linda prenderà il microfono e voi alzerete la mano e lei non dovrà lasciarvelo cadere in grembo, ma se nessuno alza la mano allora dovremo farvelo cadere in grembo (risate).

~ Chi?

La prima domanda da reporter per il Sedona Gazette, la prima domanda che affiora è chi? Chi? Linda, di chi state scrivendo la storia? Nessuna mano? Inizieremo da Wulfing (risate), Sua Eminenza. Sua Eminenza, la storia del Papa e di me che mi tolgo i vestiti è vera.

WULFING: Chi?

ADAMUS: Sì. Chi.

WULFING: Sono persone folli. Si definiscono spirituali. Bevono. Fumano. Mangiano carne. Sono assurdi.

ADAMUS: Fornicano?

WULFING: Sono assurdi.

ADAMUS: Non molto spesso (Adamus ride).

WULFING: No, non fornicano. Fanno belle scopate! (risate) Lo usano in molti modi diversi, tipo “Fuck you!” (altre risate)

ADAMUS: Oh, sì!

WULFING: “Così-così è una bella scopata. Hai sentito?”

ADAMUS: Sì.

WULFING: Chi è questo gruppo, è un gruppo oltraggioso che punta alle stelle e quasi le tocca; alcuni le toccano proprio.

ADAMUS: Bene. Eccellente.

LINDA: Wow!

ADAMUS: È un buon inizio per la nostra storia (il pubblico applaude).

LINDA: Wow!

ADAMUS: Un buon inizio.

LINDA: Wow! Wow!

ADAMUS: Qualcun altro vuole parlare del chi? Chi? Qualcun altro? Sì, chi? Wulfing ha fatto una descrizione molto buona. Chi è…

LINDA: Credo stia bevendo una Kool-Aid, ma va bene (qualche risata).

ADAMUS: Sì. Chi è … vai avanti. Sì.

JESSICA: Sì. Shaumbra è un gruppo di …

ADAMUS: Ti spiace alzarti così tutti ti vediamo?

JESSICA: Sono piena di coperte.

ADAMUS: Oh, allora resta seduta.

JESSICA: Ugh! Jesus Christ! (risate)

ADAMUS: Hai freddo?

JESSICA: Sì, sì.

ADAMUS: Freddo?

JESSICA: Sì, fa freddo.

ADAMUS: Sì.

JESSICA: Direi che Shaumbra è un gruppo di persone che non si sente in colpa quando si masturba (molte risate e applausi).

LINDA: Non toccherò più quel microfono!

ADAMUS: Sarà un articolo interessante. Fornicazione, masturbarsi. Ok. Sapete, devo smettere per un attimo. Volete essere famosi per questo? (altre risate) M’immagino su Wikipedia. “Sì, Shaumbra, il gruppo che si masturba e fornica, ma pensa di essere spirituale.” Erhhh! (risate) Ok, bene. Qualcun altro per il chi? Per il chi? Shaumbra.

FINN: Okay. Shaumbra sono persone che si godono la vita a cui non importa un fico secco di cosa dice la coscienza di massa.

ADAMUS: (ridacchia) Bene. Penso che qui stiamo rivelando i veri Shaumbra (risate). Bene. Mi piace. Sì. Chi? Qualcun altro?

LINDA: Okay. Questo e questo. Ok. Oh no! Oh, no! (risate) Oh no! È un conc-… oh, no. (altre risate)

ADAMUS: Sì, vai avanti. Chi? Chi?

SHAUMBRA 1 (donna): In Australia noi usiamo il termine, “Sono uno strano gruppo.”

ADAMUS: Uno strano gruppo.

SHAUMBRA 1: Un ‘mob’ è un gruppo – cos’è, un pronome collettivo? – e si presentano in molti modi diversi. Sono tondi, alti, magri e si vestono con costumi strani.

ADAMUS: A questo proposito per favore inquadrate un tipico Shaumbra là dietro con gli occhiali, sì e il costume. Sì. Tipico Shaumbra. Chi, sì (risate). Fornicatori e amanti delle feste (altre risate). Bene. Bene.

SHAUMBRA 1: Non solo amano giocare con se stessi, ma giocano duro tra loro. Ballano e cantano. Sì.

ADAMUS: Bene. Bene. Ok. Qualcun altro su chi? Chi? (applausi)

LINDA: Comincia a sembrare il Notiziario USA (ridacchia). Vediamo…

ADAMUS: Qualcun altro? Qui ce n’è un altro. Chi?

LINDA: Qui. Qui. Qui. Vuoi passarlo a lei? Grazie.

SHAUMBRA 2 (donna): Ok. Per me siamo tutte persone che quando sentono la parola “impossibile,” dicono, “Eccomi qui. Fa per me” (qualche risata).

ADAMUS: Bene. Mi piace.

SHAUMBRA 2: L’impossibile non esiste (il pubblico applaude).

ADAMUS: L’impossibile non esiste. Grazie. Grazie. Ancora uno. Ancora uno.

LINDA: Un altro. Dov’è un’altra mano?

ADAMUS: Chi.

LINDA: Oh! Qui. Eccoti qui.

SHAUMBRA 3 (donna): È il gruppo che si ama.

LINDA: Ohh.                                  

ADAMUS: Bene. Bene. Il gruppo che si ama.

LINDA: Bello.

ADAMUS: Bene. La mia opinione per “chi”: è un gruppo che si conosce fin dai tempi di Atlantide, dai Templi di Tien e sapeva che le cose sarebbero cambiate e non in una bella direzione. Un gruppo che capì che oltre alla vita che sembra ovvia attraverso il corpo fisico e la mente c’era altro. Un gruppo che conosceva l’esistenza di qualcosa chiamata Spirito o coscienza e allora quel gruppo si riunì molto da vicino e in profondità ed insieme essi sognarono. Sognarono proprio del momento di cui ho parlato nella nostra prima sessione.

Molti di quel gruppo si riunirono al tempo di Yeshua, noto anche come Gesù. Quel gruppo si riunì di nuovo per piantare l’inizio di ciò che definite il seme della coscienza Cristica – qualcuno la chiama divinità, io la chiamo coscienza – sapendo che ci sarebbe voluto del tempo perché quel seme germinasse e sbocciasse. A quel tempo, quel gruppo prese un impegno con se stesso e con gli altri; tornare quando il tempo sarebbe stato giusto e far parte del seme che ora è cresciuto ed è diventato una bella pianta. In altre parole per mangiare, bere e vivere da incarnati nella divinità. Ecco la mia opinione sul “chi” (il pubblico applaude). Grazie.  

~ Cosa?

Ora il “cosa.” Cosa? Cosa? Linda, il microfono. Cosa? Ecco il “chi, cosa.”

JAZIEL: Che bella domanda (ride).

ADAMUS: Sì.

JAZIEL: Cosa? Um … (fa una pausa) … uh …

ADAMUS: Inventati qualcosa. È proprio…

JAZIEL: Per me è quasi, in un certo senso noi siamo i primi e gli ultimi Ecco il “cosa.”

ADAMUS: Sì. Cosa, bene.

JAZIEL: Sì.

ADAMUS: Bene.

LINDA: Come mai non hai detto pirati? Come mai non hai detto pirati?

JAZIEL: (ride) Sì, anche quello, ma…

ADAMUS: I pirati.

JAZIEL: Sì, noi siamo anche pirati. Di fatto siamo pirati spirituali.

ADAMUS: Bene. Mi piace.

JAZIEL: Lo capisco e mi piace.

ADAMUS: A proposito, una volta avuto il microfono la tua energia si è un po’ bloccata nella testa, cosa che può accadere; per tutti voi, quando vi bloccate fate un bel respiro profondo e inventatevi qualcosa. Così fate ripartire l’energia e poi vi viene da ridere e quindi rientrate nel vostro vero sé. Sì. Bene. Mi piace. I pirati.

JAZIEL: Grazie.

ADAMUS: Bene. Grazie.

LINDA: Lui gestisce i Pirati (si riferisce al gruppo Facebook Shaumbra Pirates).

ADAMUS: Cosa? Stai scrivendo un articolo sulla Gazzetta di Sedona. Cosa? Cosa… vai avanti. Alzati, così ti vediamo … anzi, devi venire qui. Vuoi venire qui così ti vediamo tutti? (il pubblico applaude la donna con un costume e un’oltraggiosa parrucca arancio ed enormi occhiali arancioni)

ADAMUS: Ecco, “cosa” (risate e altri applausi). Gran bel costume. Dov’è la tua amica tutta decorata? Sì, vieni qui anche tu. Ecco, “cosa.” Voglio dire, cosa? (qualche risata) Io amo i costumi. Mi piace un po’ di recita. Sapete, è molto facile restare bloccati nelle energie. Un po’ di teatro, recitate un po’ e a volte potreste … (la sua amica indossa un’oltraggiosa parrucca verde e un salvagente a forma di papera; applausi) A volte potreste fare la figura degli sciocchi… (legge la scritta sul costume) “Fuori dalla Terra, saluti da Theos.” Direttamente da Theos! (il pubblico applaude) Sì. Bello, bello.

Come vanno le cose su Theos?

SHAUMBRA 4 (donna): Bene. Puoi fare ciò che vuoi.

ADAMUS: Sì, giusto! (risate). Perché siete tornate?

SHAUMBRA 4: Oh, per unirci a voi.

ADAMUS: Per unirvi a me, per essere qui.

SHAUMBRA 4: Sì.

ADAMUS: Sì, Sì. Per divertirvi.

SHAUMBRA 4: Per divertirci qui.

ADAMUS: Sì. Sembra che vi divertiate. Sì. Grazie ad entrambe. Sì. Volevo che le telecamere vi vedessero. Potete darlo a Linda (altri applausi).

LINDA: Cosa?

ADAMUS: Il prossimo. Cosa? Cosa? Cosa?

SHAUMBRA 5 (uomo): Cosa devo fare se resto bloccato? (risate)

ADAMUS: Fai un respiro profondo e … (Adamus ride) Fai un respiro profondo e t’inventi qualcosa. Qualsiasi cosa.

SHAUMBRA 5: Okay.

ADAMUS: Sì. Senza pensarci sopra. È molto divertente. Sì (altre risate). Allora, state scrivendo questo articolo per la Gazzetta di Sedona su questo strano gruppo. Devi scrivere su “cosa.” Cosa fanno. Cosa fanno?

SHAUMBRA 5: Io sento che ci piace torturarci.

ADAMUS: Ah! Mi piace, “Si masturbano e si torturano.” Buum! Buum! Buum! Buum! (risate)

LINDA: Per l’amor del cielo!

ADAMUS: Ok. Sarà un articolo molto bello. Grazie. C’è della verità in questo, della verità assoluta. In effetti c’è un po’ di bisogno di sofferenza auto-inflitta, perché se non soffrite non ci state lavorando davvero. Non accade nulla. Ecco, in un certo senso dovete soffrire. Ora lasciamo andare tutto. Uuf! Ok. Ancora un paio di “cosa.” Cosa?

SHAUMBRA 6 (donna): Credono che ora il tempo non esista più, che sono energia libera e sai, per loro non funziona più nulla di ciò a cui credono gli altri (Adamus ride). Ecco …

ADAMUS: Molto strano.

SHAUMBRA 6: Sì.

ADAMUS: Molto strano. Dunque, non credono al tempo. Pensano che l’energia sia libera.

SHAUMBRA 6: Escono dalla mente. Escono dal tempo. Escono dalle regole normali. Ecco…

ADAMUS: Sì. Dev’essere il Paradiso degli Stolti.

SHAUMBRA 6: Certo.

ADAMUS: Okay, ancora un paio.

LINDA: Qualcuno da questa parte. Per favore, da questa parte. Per favore! (risate)

ADAMUS: E poi torneremo da questa parte della sala (altre risate). David sta lavorando bene con la telecamera. Sì, cosa.

SHAUMBRA 7 (donna): Direi che distruggono gli schemi e creano il caos.

ADAMUS: Oh, mi piace! (il pubblico applaude)

LINDA: Ooohhh! Ohhh!

ADAMUS: Mi piace.

LINDA: Andava bene! Wow!

ADAMUS: Distruttori di modelli e creatori di caos.

LINDA: Wow! Il premio lo vinci tu! Woooa!

ADAMUS: Un altro “cosa.”

LINDA: Ancora uno. C’era … oh, eccone uno interessante. Lui è un professionista. Ok, non so cosa faremo con lui.

ADAMUS: Cosa.

OLE: Mentre alcuni vogliono fornicare, altri vogliono esplorare la coscienza, vogliono raggiungere il limite e andare oltre.

ADAMUS: Sì. Bene. Mi piace. Cosa.

Per “cosa” io li descriverei dicendo che è un gruppo che sa che c’è qualcos’altro e si dannerà per trovarlo. Lo farà. Lo troverà, costi quel che costi. Voi sapete che c’è qualcosa. Chiamatela coscienza o divinità o Spirito o solo qualcosa di più. Questo gruppo è determinato a trovarlo. Ecco il “cosa.” Inoltre questo gruppo è una specie di, “Che …” (Linda annaspa e molti ridono). Io non l’ho detto, ma voi sapete a cosa sto pensando. “Che …” (Linda annaspa di nuovo) Sì, “Che …” (altre risate) In un certo senso diventa come un modo di vivere. Sapete, voi conoscete tutte le regole e i modelli e voi, “Che c-…” (Linda annaspa) e poi – io non l’ho detto (altre risate). “Che caz-…” (Linda annaspa) (risate) Sì, Sì! Sapete, in altre parole voi siete disposti a lasciar cadere tutti i vecchi modelli, i vecchi paradigmi. “Che …” (Linda annaspa) Io non l’ho mai detto! (Adamus ride)  

~ Dove?

Dove? Dove? Ecco il prossimo. Chi, cosa, dove. State scrivendo un articolo.

SHAUMBRA 8 (uomo): Lo sapevo.

ADAMUS: Dove ha luogo?

SHAUMBRA 8: Lo sapevo. Dappertutto.

ADAMUS: Dappertutto.

SHAUMBRA 8: In tutto il mondo.

LINDA: Ohh!

SHAUMBRA 8: Eccetto forse la Corea del Nord.

LINDA: Oooh! (risate) Ohhh!

SHAUMBRA 8: … e ho sentito dire che qui non ci sono molti…

ADAMUS: Ti augureranno un po’ di kimchi andato a male! (altre risate) Di nuovo, dove?

SHAUMBRA 8: In tutto il mondo.

ADAMUS: In tutto il mondo. Ah, bene. Bene. Un luogo o più luoghi in particolare?

SHAUMBRA 8: Proprio qui.

ADAMUS: Proprio qui. Bene.

SHAUMBRA 8: Proprio ora.

ADAMUS: Bene.

SHAUMBRA 8: Beh, ovviamente ci sono più Shaumbra in Europa che negli Stati Uniti.

ADAMUS: Perché è così?

SHAUMBRA 8: Beh, perché in Europa le persone di solito sono più consce e qui c’è più… (molte risate e applausi).

LINDA: Ohhh‼

SHAUMBRA 8: E… sì. Nel cosiddetto mondo occidentale c’è più, diciamo così, libertà.

ADAMUS: Sì, molta più libertà.

SHAUMBRA 8: Sì.

ADAMUS: Molta più libertà. Molte più opportunità non rendono un luogo migliore di un altro. Di fatto in alcuni luoghi nel mondo è davvero un bel regalo perché altri vivono in luoghi dove ci sono dittatori o una repressione tremenda da parte di religioni o governi. Sì, in alcuni luoghi nel mondo c’è molta più libertà e ciò vi fornisce l’opportunità di esplorarla. Per favore, non dimenticate mai chi vive in culture e in società più difficili perché fanno parte di noi come tutti gli altri. Sì. Bene. Grazie.

SHAUMBRA 8: Grazie (il pubblico applaude).

ADAMUS: Ancora un “dove.” Dove?

LINDA: Nessuno è abbastanza lontano (Linda ride).

SHAUMBRA 9 (donna): Beh, dicono di avere il corpo di luce e che possono essere in molti luoghi allo stesso momento.

ADAMUS: Sì, Sì.

SHAUMBRA 9: Possono essere qui, là e in realtà multiple.

ADAMUS: Sì.

SHAUMBRA 9: Non lo so.

ADAMUS: Sì, non… “Cosa… cosa...” (risate)

LINDA: Bene. Mi piace.

ADAMUS: Ecco la mia risposta a “dove.” Dove? Dipende dalla prospettiva, da quale prospettiva scrivete l’articolo. Dove? In tutto il mondo. In tutto il mondo. A volte in paesi che offrono più libertà è un po’ più facile, ma sta accadendo in tutto il mondo. Gli umani si stanno risvegliando ed entrano nella loro maestria. Ci sono Shaumbra in tutto il mondo.

“Dove” si riferisce anche a dove ha luogo. Beh, qui sul pianeta in questa realtà, ma il “dove” è anche la “e.” È tutto intorno. Non è singolare. Non sta accadendo solo qui oggi mentre siamo insieme. Sta accadendo nei vostri stati di sogno. Sta accadendo nelle altre realtà. Ciò che proprio ora state facendo è avere un effetto profondo su ogni vita passata che avete mai vissuto. Ora anch’esse stanno affrontando lo stesso processo. Quella vita passata cambierà talmente tanto che diventerà irriconoscibile, anche allora.

Ora non voglio spingermi troppo in là, ma tutto ciò che state facendo sta cambiando tutto ciò che avete mai fatto. Non è solo dove, come oggi qui in Germania o da dove ci guardate. È ogni vita passata, è ogni potenziale futuro, è ogni reame, è nei reami degli angeli e dello spirito ed è proprio qui. Non è singolo; sta accadendo dappertutto. Bene. 

~ Quando?

Quando? Quando? Nell’articolo chi, cosa, dove e quando. Quando sta accadendo?

LINDA: Oh, eccomi. Un volontario.

SHAUMBRA 10 (uomo): Beh, è ieri, è oggi ed è domani.

ADAMUS: Sì.

SHAUMBRA 10: È dappertutto.

ADAMUS: Dappertutto, esatto Sì.

SHAUMBRA 10: Sì.

ADAMUS: Non dobbiamo neppure proseguire. “Quando” è ora, ma come ho detto sta influenzando tutto. Sta accadendo anche alla vita passata di quattro vite fa. Quella vita sta affrontando cambiamenti enormi.

Ci sono i dati storici di quella vita come la data di nascita, la data della morte e le date in cui sono accadute alcune cose. Potreste dire che è come un video, il film di quella vita ed è accaduto. Proprio ora, in questo momento esatto e con i cambiamenti che state permettendo nella vostra vita, voi state creando un altro video oltre al primo, subito sopra e subito sotto e anche di lato. Di conseguenza la vita non è più una storia lineare che va dal punto in cui nascete al punto in cui morite. Tutto ciò sta cambiando.

Qui voi state cambiando tutto del passato e potreste dire anche del futuro. Non si tratta solo di voi seduti qui ora come Joe Schmo o Mary Schmo in questa vita (risate). Sta cambiando tutto.

~ Perché?

Il prossimo è “perché?” Perché? Perché? State scrivendo l’articolo su chi, cosa, dove, quando e perché. Perché, signore?

OTMAR: Perché possiamo.

ADAMUS: Perché potete. Bene. Perché? Voi potete fare molte altre cose.

OTMAR: Sì. Perché tutto il resto sarebbe troppo noioso.

ADAMUS: Tutto il resto è troppo noioso. Bene.

OTMAR: Sì.

ADAMUS: Hai provato molte altre cose?

OTMAR: Quasi. Direi quasi tutte, sì. Le ho provate tutte (risate), le conosco bene ed ora sono pronto per questo.

ADAMUS: Sì.

OTMAR: Certo.

ADAMUS: La noia, sì.

OTMAR: La noia, sì.

ADAMUS: Sì. La noia. La noia di suo è una prigione. La noia è, beh, è noiosa. È tediosa, è terribile e vi ispirerà ad andare oltre.

Allora perché? Perché?

SHAUMBRA 11 (donna): Perché l’aspettiamo da molto tempo.

ADAMUS: Sì, da molto. Perché non prima?

SHAUMBRA 11: Perché ora è il momento giusto.

ADAMUS: Perché è il momento giusto? Perché non l’avete fatto prima?

SHAUMBRA 11: Perché l’abbiamo scelto.

ADAMUS: Sì. Okay. Perché l’avete scelto? (risate)

SHAUMBRA 11: Perché lo volevamo moltissimo che non c’è nulla che volevamo di più.

ADAMUS: Okay. Bene. Bene. Mi basta. Sì (altre risate).

LINDA: Altri “Perché?”

ADAMUS: Ancora un paio di “Perché.” Capito?

LINDA: Okay. Vedo che…

ADAMUS: Saggio. Perché? Perché? Perché? Perché?

DENIS: Ho sentito un, “Perché no?” La cosa più importante che sentiamo è che abbiamo vagato abbastanza a lungo. Abbiamo atteso. Abbiamo deciso di farlo, ma poi non l’abbiamo fatto. Ora sentiamo che la passione è davvero dentro e cresce. Ci connettiamo alla prima passione che è mai esistita, l’Io Esisto ed ora non possiamo più trattenerci.

ADAMUS: Giusto. Voi sapete troppo.

DENIS: Esatto.

ADAMUS: Bene.

DENIS: Noi sentiamo troppo.

ADAMUS: Sì. Voi sentite troppo. Bene. Ancora uno. Perché? Perché?

LINDA: Fammi raggiungere l’aaaaltro lato della stanza. È molto divertente (risate).

ADAMUS: Non abbattere il fotografo! (altre risate; correndo ha inciampato in lui) Sì, perché?

MARIANNE: Perché noi siamo anche Dio.

ADAMUS: Bene. Sì e anche creatori.

MARIANNE: E creatori. Sì.

ADAMUS: Bene. Perché? Tra un attimo parlerò del “perché”, ma perché? Perché potete. Perché? Perché siete pirati. Voi volete essere i primi a farlo come gruppo. Perché? Perché sì e tra un attimo parlerò ancora del “perché”.

~ Come?

E ora una risposta ovvia, ovvia; una risposta semplice. Come? Come?

(pausa e qualche risata)

Come? Di che diavolo parlo da un paio di anni?! (molte risate) Come?! (il pubblico urla “Permettendo”) Permettere! Permettere.

Tutto ciò è un processo molto naturale. Potete chiamarlo evoluzione o in un altro modo, ma è un processo naturale che accadrà in ogni caso. Di fatto non avete bisogno di guadagnarvelo o di lavorarci sopra o di essere intelligente o vedere chi riesce a vivere il maggior o il minor numero di vite. Accadrà e basta ed accadrà quando lo permetterete. Quasi nessuno se ne rende conto. È una piccola chiave nella porta. È il segreto – permettere. Voi permettete e basta. Voi fate un bel respiro profondo e permettete.

Ora, permettere significa che voi permetterete. In altre parole, voi non permettete e subito dopo dite, “Quando? Quanto in fretta e quanto in grande? E come …” Voi permettete e basta e poi accade. Accade in modi sottili e molto profondi, ma il “come” è solo permettere. È così. È così.

Come vi ho detto nel primo segmento, quando smettete di lavorare sull’illuminazione, sulla realizzazione o come volete chiamarla, quando smettete di lavorarci sopra, allora diventa magico. Di colpo la data è fissata. La data è nota. Se ci lavorate ancora sopra, se vi sforzate ancora, se cercate ancora di capire, ciò renderà sconosciuta la data. Potrebbe essere tutto e dappertutto, ma quando la smettete e permettete e basta, di colpo quella data c’è. Non dovete più lavorarci sopra. Ora voi saltate e ballate per tutto il resto dell’esperienza della realizzazione. È molto semplice.

Fate un bel respiro profondo.

Sono un po’ oltre il programma, ma hah! Chi ha bisogno di programmi? (risate)  

Il Tempo delle Macchine

Vorrei spiegarvi un po’ di più il “perché” ed aiutarvi a capire il “perché” di questo bell’articolo che stanno scrivendo su di voi.

Mi riferisco a un libro che ho scritto e di cui ho parlato ad alcuni di voi, soprattutto l’altra sera quando ho firmato i libri. È un libro che ho scritto negli ultimi anni della mia vita, non moltissimo tempo fa e il libro è nato mentre un giorno ero seduto a scrivere le mie memorie per alcune note che volevo tenere e di colpo ho sentito di essere in un portale che si è aperto in una storia enorme, una storia molto, molto bella – la vostra storia – sul Sogno di Atlantide.

Mi ritrovai ad andare nel futuro. Prima mi ritrovai in un’era in cui si stavano sviluppando le macchine, macchine che avrebbero portato all’Era Industriale, macchine che avrebbero sostituito i cavalli, macchine che avrebbero sostituito Il lavoro degli umani, macchine che avrebbero fatto il lavoro pesante, macchine che avrebbero sostituito altre macchine. Lo ripeto, era al tempo della Rivoluzione Industriale.

Mentre continuavo a scrivere il libro, di colpo mi ritrovai in un tempo nuovo che chiamo il Tempo delle Macchine. È anche il titolo del libro, “Il Tempo delle Macchine” e mi ritrovai in un tempo davvero meraviglioso.

Rendetevi conto che io non avevo i termini o i punti di riferimento per molte delle cose che scrivevo. Non sapevo cosa fosse un computer e infatti lo definivo un vetro per guardare. Mi ritrovai in un tempo stupendo in cui si sviluppavano cose come l’intelligenza artificiale che stava crescendo molto in fretta e infatti nel giro di cinque o sei decenni dalla sua implementazione, beh, arrivò al punto in cui fu definita singolare, cioè oltre.

Mi ritrovai nello stupendo Tempo delle Macchine, delle macchine elettroniche e le persone passavano tutta la giornata alle loro macchine. Non erano macchine grandi e pesanti che alzavano rocce e costruivano edifici; ora le macchine erano molto piccole e molto compatte, ma potevano fare cose meravigliose.

Io lo scrivo nel libro che sta per tornare; nel libro scrivo che per l’umanità sarebbe arrivato il tempo di una cosa detta realtà virtuale in cui le piccole macchine divertenti che gli umani si portano sempre dietro sarebbero diventate talmente allettanti e seducenti da tenerci costantemente infilate le loro teste. Anche mentre camminavano, (risate mentre li imita), mentre guidavano l’auto, mentre cenavano con altre persone e mentre facevano sesso (altre risate); avevano sempre la testa su quelle macchine, a prescindere da ciò che facevano – lavarsi i denti o pettinarsi. Quelle piccole macchine, quegli apparecchi elettronici sarebbero stati talmente allettanti e realistici da creare vere e proprie altre realtà. Tutto sarebbe iniziato con i giochi e con le cose divertenti, ma alla fine per molti quelle macchine avrebbero sostituito letteralmente il sesso perché erano in grado di creare una realtà diversa, una realtà aumentata in cui potersi immergere. L’ intelligenza artificiale.

Quelle macchine divennero molto efficienti e così simili al reale; potreste dire che avevano un potere tale per cui alla fine sostituirono quasi tutte le cose che un umano poteva fare da solo e poi sostituirono proprio la mente umana fino al punto in cui gli umani smisero di pensare da soli. Non erano consapevoli di nulla, se non della realtà virtuale che guardavano. Quelle piccole macchine erano così ipnotiche che presto le persone persero il contatto con questa dimensione. Questa dimensione non è l’unica, ma assorbiti com’erano nelle loro piccole macchine, le persone persero il contatto con lei.

Arrivò il punto in cui l’umanità si trovò a un bivio epico, un bivio a cui l’umanità non era mai giunta prima nella sua storia, un bivio in cui forse quelle macchine sarebbero diventate talmente veloci ed intelligenti da poter creare la loro energia personale. Vedete, l’intelligenza artificiale è progettata per diventare sempre più intelligente ed acquisisce intelligenza dove può. L’intelligenza si sarebbe permessa di creare energia per se stessa e quindi avrebbe continuato a funzionare anche una volta sconnessa dalla spina. Quelle piccole macchine avrebbero continuato ad operare anche una volta staccate dalla spina a muro.

Su tutto il pianeta arrivò il Tempo delle Macchine e mentre le macchine diventavano molto efficienti e anche quasi umane, dappertutto le persone perdevano il contatto con se stesse, con le loro identità, con le loro anime. Con la loro intelligenza artificiale le macchine tentarono di replicare le sensazioni, le emozioni e le relazioni. Quelle macchine diventarono talmente intelligenti da superare ciò che poteva fare un umano. Parlo di camminare, di pensare e di tutto il resto – la sensazione e il respiro. Le macchine erano così intelligenti da riuscire a replicare il respiro e tutto ciò che avrebbe fatto un umano, poi continuarono a farlo e cercarono di farlo sempre di più perché l’intelligenza artificiale fa proprio questo.

A quel tempo sul pianeta c’era un piccolo gruppo, un gruppo molto piccolo che capì cosa stava accadendo; essi non cercavano di combattere ciò che si definiva la realtà virtuale e l’intelligenza artificiale, ma si resero conto che c’era molto altro. Invece della realtà virtuale dove tutti tenevano sempre la testa china su uno schermo, quel gruppo si rese conto che tutt’intorno a loro esistevano le realtà multiple. Si resero conto che esiste questa dimensione, ma si resero anche conto che nelle realità multiple – e non nelle realtà virtuali – accadeva molto altro.

Quel gruppo si rese conto che al centro di tutto, di tutto, di tutto, di tutto ma proprio di tutto c’era una cosa chiamata coscienza, consapevolezza, una cosa che non conteneva energia né potere, che non si poteva misurare, che nessuno poteva sottrarre loro ed essi non potevano sottrarla agli altri. Si resero conto che esisteva una cosa chiamata la coscienza pura.

Nella storia, quelle macchine erano diventate così dominanti da conquistare quasi tutto sul pianeta, tutto tranne una cosa. C’era solo una cosa che le macchine non riuscivano a replicare; non ci erano mai riuscite, ma lo volevano. Quella cosa era la coscienza. La coscienza.

Nel libro – e forse, forse anche recitato in questa realtà – nel libro le macchine volevano in modo così disperato la cosa che aveva quel piccolo gruppo, la cosa chiamata coscienza che dentro di loro, con la loro intelligenza tentarono di capirla, di copiarla, di misurarla, di ricavarne potere ed energia, ma non ci riuscivano. Non ci riuscivano perché la coscienza è pura e viene dallo Spirito e nessuna macchina può produrla, nessuna macchina può sottrarla e a nessuna macchina si può dare. Una macchina può fingere di capire la coscienza, ma neppure la più grande tra le intelligenze artificiali può davvero neppure sensarla.

Ecco che in questa storia, con i pionieri della coscienza che sul pianeta stanno portando dentro ciò che si chiama coscienza, in questa storia le macchine cercano in modo davvero disperato di ottenere l’ultimissima cosa rimasta sul pianeta che esse non hanno e cercano di ottenere la coscienza con la loro intelligenza e finiscono per autodistruggersi. Tentano in ogni modo di ottenere qualcosa che semplicemente non possono ottenere e si distruggono. Escono dalla loro intelligenza artificiale, impazziscono, lo fanno in modo assoluto e poi arriva la fine del Tempo delle Macchine.

Io scrissi quel libro nel 1793 e allora non conoscevo tutti i termini che voi conoscete ora, ma scrissi quel libro sapendo che sarebbe arrivato un tempo, un vero e proprio “perché” voi siete qui, perché siete sul pianeta in questo tempo. Non certo a causa del libro. Il libro è stato solo uno sguardo al vostro viaggio e al perché sareste arrivati in un certo periodo, perché ora avete scelto di essere qui sul pianeta, perché il bisogno della coscienza è più alto che mai. Era un libro, voi potreste definirlo un libro di fantascienza, ma guardava anche nel futuro del pianeta. Ciò per cui siete venuti qui è stata la coscienza, essere Maestri consci ed incarnati sul pianeta.

Non vi dico che ci sarà una grande guerra con le macchine o qualcosa del genere. Anche se ‘ammorbidissi’ il libro su ciò che accadrà, rimarrebbero comunque i problemi legati alla realtà virtuale e all’intelligenza artificiale e al momento sul pianeta c’è ancora bisogno della coscienza. Ecco perché voi siete qui. Ecco perché voi avete scelto che fosse ora. Ecco perché voi state facendo proprio ciò che state facendo.

Ho completato il libro al meglio della mia saggezza ed il manoscritto esiste ancora, ma con la vostra energia ed il vostro supporto io ho chiesto a Cauldre di riscrivere il libro nell’era contemporanea e con termini contemporanei; l’articolo, la storia, chi, cosa, dove, quando e il perché di voi, Shaumbra, al Tempo delle Macchine e al Tempo della Coscienza.

Per questo facciamo un bel respiro profondo.

(pausa)

Facciamo un respiro profondo e poi permettiamo, tutto qui. Permettiamo e basta.

Ora vorrei che Linda tornasse sul palco. Grazie, mia cara.

Faremo una piccola transizione, un po’ di respiro con Linda, un po’ di musica con Yoham e poi portiamo dentro un caro amico di tutti noi – Kuthumi lal Singh (il pubblico fa il tifo ed applaude).

Per ora mi congedo come Adamus. È una vera delizia essere qui con tutti voi. Io tornerò domani per una Giornata di Sensualità, ma ora passiamo a Kuthumi.

LINDA: E così è. E così è.

Mentre Geoff permette la sua transizione da Adamus a Kuthumi, Invito tutti noi ad essere qui a sostegno e ciò significa fare un bel respiro profondo, il respiro del permettere, il respiro che ci apre alla coscienza, che apre ognuno di noi.

Fate un bel respiro profondo e sentite mentre entrano le energie di Kuthumi – oh! – deve essere molto vicino. (molte risate quando la musica assume un sapore indiano e ciò fa ridere sommessamente Cauldre/Kuthumi) Ohh, sì. Oh, sì, il respiro sta funzionando.

Fate un bel respiro profondo. Oh, mamma mia, è già qui. Oh, mamma mia. Restate nel respiro. Restate con il respiro e respirate, sentite e permettete.

Respirate. Respirate mentre suona la musica. Uh-oh. Uh-oh.

Oh, Sì. Fate un bel respiro profondo. Fate un bel respiro profondo.

Respirate in profondità e fluite, tutti voi. Permettete la coscienza, la consapevolezza. Ooh! Mamma mia, continuate a respirare (risate). Mmmm. Oh, non accade molto spesso. Continuate a respirare. Oooh!

(la musica prende un certo ritmo)

Respirate! Respirate!

Oh, mamma mia! Respirate! Respirate Namasté! (altre risate)

Respirate! (tutti iniziano a battere le mani e Gerhard canta)

Io sono il Maestro Semplice
La buona fortuna è sulla mia strada
Io sono il Re del Disastro
Non [beep] il cervello

Io sono il Maestro Semplice
La buona fortuna è sulla mia strada
Io sono il Re del Disastro
Non [beep] il cervello

Dentro e fuori, sopra e sotto
A volte la vita è una montagna russa

Alto o basso, ricco o povero
In realtà è solo uno stato della mente

(la musica prosegue e il pubblico continua a battere le mani

a tempo di musica mentre entra Kuthumi)

KUTHUMI: Namastéeeeeeee! (molto tifo e applausi) Namasté! Namasté! Sono io, Kuthumi, qui per la mia visita annuale a Shaumbra (risate). Che sensazione felice, felice e calda essere qui con tutti voi. Namastéeee! (Linda e il pubblico risponde “Namasté!”)

Vedete, almeno una volta al mese se non di più Adamus ha il palco con tutti voi ma io Kuthumi, ho la delizia e il piacere di essere sempre con voi, sempre; lavoro con voi nella vostra vita quotidiana e nei vostri sogni; vi racconto barzellette in momenti molto difficili della vostra vita solo per vedervi sorridere di nuovo; lavoro con voi per ricordarvi che tutto il sentiero verso la maestria non è altro che permettere, per rendere un po’ più leggeri i vostri piedi e sicuramente più leggera la vostra mente. Questa è la mia gioia, questo è il mio impegno con ognuno di voi.

Anche se vengo qui solo una volta l’anno, io sono sempre, sempre con voi. (qualcuno urla “Sposami!” e molti ridono) Ma io ho già 22 mogli! (altre risate)

Come ho già fatto altre volte, ora vorrei raccontarvi un po’ della mia vita dopo la Realizzazione, ma vorrei farlo da una prospettiva leggermente diversa perché molti di voi si chiedono, “Cosa accade? Cosa accade dopo la mia Realizzazione? Sarà noioso? Mi chiederò tutto il giorno cosa fare? Sarò del tutto intollerante a restare sul pianeta, come ha detto a volte Adamus?”

Dopo la mia Realizzazione, dopo il mio esaurimento io rimasi per molti anni. Oh, penso che l’esaurimento della mente sia stato il dono migliore, davvero. Ero proprio ossessionato. Ero molto mentale. Cercavo le risposte attraverso la matematica, la scienza o la filosofia finché ci restai intrappolato e bloccato. L’esaurimento della mia mente è forse la cosa migliore che mi sia mai accaduta. Per due anni restai sdraiato a letto, ma per i molti doni che ricevetti fu un lasso di tempo davvero breve.

La domanda che viene da voi è, “Cosa fai tutto il giorno come Maestro Realizzato e incarnato?” Lasciate che vi racconti un po’ della mia storia.

La Storia di Kuthumi

L’anno scorso ho parlato di quando ho iniziato a camminare. Ho messo un piede davanti all’altro ed ho iniziato a camminare, tutto qui. Non sapevo dove sarei andato, perché la mia mente aveva smesso di fare quella domanda. Io avevo trasceso tutto ciò e quindi dove andavo non avrebbe fatto nessuna differenza. Si trattava solo di mettere un piede davanti all’altro ed iniziare a camminare.

Così iniziai il mio viaggio, il viaggio verso il mio Sé, il viaggio solo per visitare il pianeta. Iniziai a camminare ed iniziai a visitare ed iniziai a parlare, a parlare a tutto. Parlai a ogni cosa con cui venivo in contatto e alcuni direbbero che è folle parlare ad un albero, ma provateci qualche volta. Sapete, da Maestro incarnato è strabiliante, perché ora l’albero inizia a parlare con voi.

Un giorno, mentre camminavo mi fermai sotto un albero grande e bello e dissi, “Ciao, albero. Come stai oggi?” Sapete, l’albero rispose; rispose e disse, “Io sono un albero, sto bene. Tu come stai?”

Io dissi, “Io sono un Maestro. Sto bene.” L’albero mi disse, “Tu sei un po’ diverso dagli altri umani che sono passati da qui. Tu stai davvero parlando con me e invece di pisciarmi addosso, ti sei seduto qui e parli con me. Cosa ti rende tanto diverso, umano?”

Io dissi, “Sono solo uscito dalla mente. Io sono pazzo e mi piace.” (qualche risata)

Dissi all’albero, “Albero, tu mi ricordi molto me prima di impazzire. Vedi, i miei piedi erano bloccati nel terreno, proprio come i tuoi. Non potevo muovermi davvero. Voglio dire che avevo le gambe, ma ero così bloccato in ciò che stavo facendo che non potevo muovermi davvero. Non potevo esplorare davvero. Ecco albero, in un certo senso ero proprio come te ed ero come te anche perché avevo i rami – erano rami che si allargavano all’esterno – e quei rami erano i miei antenati, la mia famiglia. Io restavo attaccato all’albero ancestrale, a tutti i fantasmi dei miei antenati e persino al mio passato. Ecco, in un certo senso io ero proprio come te, albero. Ora io sono libero e voglio andare a vedere gli alberi, a camminare e a parlare con loro. Caro albero, che tu possa essere benedetto con la stessa libertà con cui io mi sono benedetto e che tu possa non essere così bloccato nel terreno e in tutti i vecchi ricordi della famiglia e che tu possa essere libero, albero.” A quel punto l’albero abbassò letteralmente due dei suoi rami e mi abbracciò nel modo più dolce e tenero.

Ero pazzo? Ero nel Paradiso degli Stolti di cui parla Adamus? No, amici miei. Io ero libero. Io ero libero.

Poi continuai a camminare e a visitare e un giorno giunsi a un fiume. Mi sedetti vicino al fiume e dissi, “Ciao, fiume.” Il fiume mi disse, “Ciao, umano.”

Vedete, nella realizzazione, nella libertà scoprirete che non c’è mai un giorno noioso perché gli alberi ed i fiumi possono parlarvi.

Il fiume disse, “Cosa fai, umano? Quasi tutti vogliono solo attraversarmi, ma tu ti siedi qui e parli con me. Cosa fai, umano?” Io risposi, “Non lo so e non importa, perché io sono libero.”

Io dissi, “Caro fiume, una volta io ero come te. Correvo sempre. Cercavo di trovare la mia sorgente. Cercavo di tornare nel grande oceano, di tornare all’unità.” Aggiunsi, “Poi ho smesso. Ho smesso di farlo. Ho smesso di cercare e vagabondare e cercare di tornare a qualcosa che non avevo idea dove fosse o cosa fosse. Ho smesso di cercare di tornare al grande oceano. Mi sono liberato. Ecco, caro fiume, che tu sia benedetto con la stessa libertà di cercare sempre di trovare la sorgente, cercare sempre di tornare all’unità, al tuo oceano. Possa tu essere sovrano, caro fiume.” Con grande gioia il fiume mi ricoprì completamente con uno spruzzo d’acqua che mi ripulì del tutto e mi rinfrescò.

Io ripresi a camminare e camminare e un giorno m’imbattei in un uccello, un bell’uccello. Era un bell’uccello ed io dissi, “Ciao, uccello. Come stai oggi?” e l’uccello rispose, “Io sto bene e tu come stai, caro umano?”

Io dissi, “Sto bene. Sto bene.” L’uccello disse, “Sei un umano molto insolito. Quasi nessun umano si mette a parlare agli uccelli, ma tu lo fai. Che cos’hai, tu?”

Io dissi, “Beh, caro uccello, io sono libero. Io sono molto libero.” L’uccello mi interruppe. L’uccello disse, “Tu non hai le ali come me, quindi come puoi essere libero?”

Io dissi, “Caro uccello, se guardi un po’ meglio, di certo vedrai le ali. Non sono fisiche come le tue, ma anch’io ho le ali e le ali sono tutti i miei sogni, tutti i miei desideri e le ali che ho mi rendono libero. Mi permettono di superare persino i limiti di un corpo fisico. Queste ali di angelo che ho mi permettono di andare nella ‘e.’ Ecco, caro uccello, mente tu hai ali che ti portano in aria, io ho ali che mi portano nella ‘e.’”

L’uccello si sentì così allegro e grato che si tolse una piuma dal corpo e me la diede come una benedizione.

Poi, mentre proseguivo la mia camminata incrociai una farfalla e dissi, “Ciao, cara farfalla, come stai oggi?” La farfalla, sbattendo le ali per l’eccitazione disse, “Io sto bene, caro umano. Tu come stai?”

Io dissi, “Cara farfalla, sto bene perché sono libero. Sono libero di camminare, di sentire e di sensare.” La farfalla disse, “Beh, caro umano, tu sei molto diverso. Quasi tutti gli umani cercano di prendermi e di infilzarmi su qualcosa da appendere al muro, invece tu stai parlando con me. C’è qualcosa di molto diverso in te.”

Io dissi, “Sì, certo, cara farfalla. Qualcuno dice che sono pazzo, ma il fatto è che io sono libero.”

Io dissi, “Cara farfalla, com’è stato passare dall’essere un semplice insetto, un bruco ad entrare nel bozzolo ed emergere come una farfalla?” La farfalla rise e disse, “Caro umano, me lo ricordo a stento. Lo ricordo a stento. Ci sono storie secondo cui è la cosa più difficile da fare ma io faccio fatica a ricordarmela perché una volta libera, una volta emersa come farfalla, niente di tutto ciò aveva più importanza.”

La farfalla ed io restammo seduti insieme per un momento, meravigliati da tutto il processo del risveglio e alla fine la libertà. La farfalla finì per appoggiarsi un attimo sulla mia testa, poi sbatté le ali come a benedirmi mentre io condividevo una benedizione con lei e poi volò via. Io riuscivo a sentire la libertà, il rilascio, lo stesso che avevo affrontato durante la mia trasformazione. Anch’io facevo fatica a ricordare il tempo in cui avevo avuto l’esaurimento mentale.

Continuai a camminare e a conversare, finché un giorno arrivai in un villaggio, un piccolo villaggio. Un piccolo villaggio dove c’erano persone – persone che si occupavano del loro lavoro e dei loro affari quotidiani – ed io percepii il cambiamento energetico; sapete, stare con gli umani, stare con le persone. Era molto diverso dal conversare con le farfalle, dal parlare con gli alberi e dal comunicare con il fiume. Arrivai a quel villaggio e lo sentii molto duro e diverso.

Continuai a sorridere perché ero proprio felice. Continuai a fischiettare perché così la mia stessa canzone mi riempiva il cuore e l‘anima. Al mio arrivo al villaggio io salutai e sorrisi alle diverse persone che vedevo e dissi, “Ciao, persone del villaggio. Come state oggi? Ciao, persone del villaggio,” e rimasi quasi scioccato da ciò che accadde dopo. Invece della gioia, invece della felicità, invece di parlarmi come avevano fatto le farfalle, gli alberi, i fiumi e gli uccelli…beh, io sentivo e sensavo solo che pensavano che di certo io ero nel Paradiso degli Stolti, che ero pazzo.

Poi, senza che dicessero alcuna parola riuscii quasi a sentirli cantare o urlarmi dietro; urlavano qualcosa che, beh… ecco cosa sentii:

EINAT: È andaaaato …

GERHARD: … fuori di testa, è pazzo, è folle e mooolto matto!

EINAT: Fissa i muuuuuuri!

GERHARD: Ma non perché è pigro.

AMIR: La sua mente è proprio un casiiiino!

EINAT: Ma i suoi sensi sono accesi!

GERHARD I suoi aspetti si stanno ribellando.

EINAT, GERHARD AND AMIR: Ma lui è davvero felicissimo! (risate)

KUTHUMI: Amici miei, ecco cosa sentii dalle persone del villaggio. Ecco cosa sentii.

Com’ero triste dopo essere stato in mezzo alla natura ed aver parlato con gli alberi e le farfalle e il fiume. Com’ero triste di provare la sensazione di essere definito folle e idiota solo perché mi ero liberato, solo perché mi ero lasciato andare.

Potreste provarlo anche voi in ciò che fate, nella vostra illuminazione incarnata. Di tanto in tanto potreste sentire le voci delle persone del villaggio, di chi dice che siete pazzi, che sicuramente siete folli. Potreste sentire quelle voci arrivare da chi vi sta più vicino. Potreste sentire quelle voci da chi definite amici, da persone con cui avete trascorso molto tempo su questo pianeta. Potreste sentire e risentire quelle voci ma cari amici, vi ricordate cos’è il vero Paradiso degli Stolti? Cos’è il vero Paradiso degli Stolti e chi sono i veri pazzi?

Io continuai a viaggiare, continuai a passare da un villaggio all’altro, da una foresta all’altra e continuai a parlare al cielo, alle rocce, alla Terra stessa proprio come farete voi ed imparerete che essi vi rispondono, forse non usando parole umane, ma vi rispondono.

Lungo il sentiero incontrerete persone meravigliose. Non moltissime, ma incontrerete abbastanza persone meravigliose per cui tutto ciò ne sarà valsa la pena e poi ogni tanto sentirete le voci delle persone del villaggio. Voi sentirete le voci degli umani che pensano solo che siete pazzi. Voi le sentirete e subito dopo partirà una cosa del tipo:

EINAT: È andaaaato…

GERHARD: … fuori di testa, è pazzo, è folle e mooolto matto!

EINAT: Fissa i muuuuuuri!

GERHARD: Ma non perché è pigro.

AMIR: La sua mente è proprio un casiiiino!

EINAT: Ma i suoi sensi sono accesi!

GERHARD I suoi aspetti si stanno ribellando.

EINAT, GERHARD AND AMIR: Ma lui è davvero felicissimo! (risate)

KUTHUMI: Esatto. Proprio così.

Ecco, miei cari amici, è un vero onore essere di nuovo qui con voi. Solo un promemoria che per un Maestro incarnato non c’è mai e poi mai un giorno noioso. Tutto vi parlerà. Tutto produrrà suoni. Tutto comunicherà con voi, a parole o con semplici sensazioni. Tutto si apre e diventa molto, molto sensuale.

Ricordatevi che voi incontrerete le persone del villaggio, quelli che non capiscono, quelli che pensano che siete pazzi, quelli che cercano di screditarvi e ridicolizzarvi. Allora fate un respiro profondo e poi permettete, poi sensate e sentite, tutto qui.

Facciamo insieme un bel respiro profondo mentre completiamo questo giorno.

Facciamo insieme un bel respiro profondo con la musica di Yoham.

Detto questo Io Sono quello che Sono, certo, Kuthumi. Namasté.

LINDA E IL PUBBLICO: Namasté.

KUTHUMI: Grazie (il pubblico applaude).