IL MATERIALE DEL CRIMSON CIRCLE

Serie  Transumano

SHOUD 11 – Con ADAMUS SAINT-GERMAIN, canalizzato da G. Hoppe

Presentato al Crimson Circle il 1° luglio 2017      
www.crimsoncircle.com

 

Io Sono quello che Sono, Adamus del Dominio Sovrano.

Ah, sì! Ciò di cui avete appena fatto esperienza (si riferisce a questo video) e ciò di cui abbiamo fatto esperienza durante la nostra ultima riunione a Monaco è stata la vera spiritualità – la sensualità, la sensazione, l’emozione, la felicità, tutto, l’autenticità e l’essere molto, molto reali.

C’è tutta questa specie di concetto della spiritualità – stare seduti in un tempio e recitare la om – e io non ho nulla contro ciò. Tutti voi l’avete fatto e vi ha portato in un certo luogo. So che a volte, che ogni tanto molti di voi si sentono ancora attratti dai templi o dai monasteri – “Oh, solo per tornare a quella quiete.”

Ricordatevi che noi abbiamo chiuso le Scuole Misteriche. Erano il nostro piccolo rifugio, la nostra isola lontano da tutta la gente del villaggio. Erano il nostro spazio tranquillo, ma noi le abbiamo chiuse centinaia e centinaia di anni fa. A molti di voi ho chiesto di andarsene. Oh, ci sono state molte lacrime. Alcuni di voi provano ancora brutte sensazioni verso di me perché vi ho buttato fuori (risate) e ho chiuso a chiave la porta alle vostre spalle. Era tempo che ce ne andassimo. Era tempo di uscire nel mondo.

Sì, avete ancora bisogno di prendervi del tempo per voi. Voi avete ancora bisogno di stare in mezzo alla natura, sicuramente di ascoltare musica e a volte solo la calma della natura, solo la bellezza di stare con voi, con l’Io Sono, con il vostro uno (si avvicina alla telecamera.) Oh, mi piace farlo. Attraverso la telecamera posso guardare dritto nel mondo. Sì.

Ogni tanto ne avete bisogno ma questo è un tipo diverso di era, un tipo diverso di spiritualità. Per favore, se volete prendetevela pure con me, ma noi stiamo andando oltre i giorni del recitare la om. Ciò che state facendo è stabilire una spiritualità del tutto nuova, in mancanza di termini migliori, ma è un’autenticità del tutto nuova che riguarda l’Io Sono, che riguarda il Sé senza tutte le discipline. Chi ne ha bisogno? Voi non ne avete proprio bisogno. Senza tutta la sofferenza e tutto il karma e tutte le trafile che dovete affrontare.

A molti non piace ciò che stiamo facendo, molti scuotono la testa e molti altri se ne sono andati perché, “Oh, non è molto spirituale. Suonano tutta quella musica selvaggia. La prossima cosa che faranno sarà ballare.” (risate) È la gente della New Age. A molti di loro non piace perché sono immersi nei modelli secondo cui devono meditare, seguire un guru e la stessa routine vita dopo vita – non solo per una vita, ma per molte vite – e ciò fornisce loro un certo grado di felicità. La felicità; ecco, una parola che mi piacerebbe eliminare è la parola “felicità.” Vorrei sbatterla fuori dal vostro vocabolario. È una parola umana.

La Felicità

Negli altri reami non esiste una parola, né un’essenza per la parola “felicità”. È una parola umana. Si basa sul giudizio. Sei felice o triste? Ma quando chiedi a qualcuno di esplorare davvero “Cosa ti rende felice?” in realtà non lo sa perché è sempre alla ricerca della felicità e non la raggiunge mai. È un giudizio umanom perché se non sei felice allora sei triste. Beh, perché non essere entrambe? Allora perché non buttare via del tutto quella parola? “Io Sono quello che Sono. Io sono umano e sono un Maestro e non devo affrontare tutta la storia del ‘Sono felice’?’”

Vi fornirò un piccolo indizio. In questa vita umana o in nessun’altra vita umana voi otterrete la felicità. Voi non otterrete mai la felicità. Non conosco nessun Maestro Asceso che abbia raggiunto la felicità. L’illuminazione, sì. La realizzazione, certo ma la felicità? È una qualità umana. È come dire che volete essere super intelligenti. Non lo diventerete mai, perché c’è un altro lato di voi che è ancora stupido (risate) e che in un certo senso riequilibra la super intelligenza.

SART: Wow!

ADAMUS: Non potrai mai essere abbastanza intelligente, Sart (altre risate). Non provarci nemmeno. Molla il colpo. Buon dio, questo cosa dovrebbe essere? (si riferisce a una piccola scultura norvegese con i troll).

LINDA: Oh, questo sei tu, Adamus.

ADAMUS: Oh!

LINDA: Ohh!!

ADAMUS: Mi somiglia proprio (fa la faccia da scemo; risate).

LINDA: Sì, lo presumevo. Lo presumevo.

ADAMUS: In realtà in alcuni dei vostri sogni, sì, forse ho questo aspetto, un piccolo troll. Voi dovete fare ciò che dovete fare. Dov’eravamo rimasti? La felicità.

LINDA: I troll sono bravi ragazzi.

ADAMUS: I troll sono bravi ragazzi. Vediamo dove andremo a finire. Buono e cattivo. Sono felici? Geoff e Linda qui sono felici?

LINDA: Abbastanza. Abbastanza felici. Abbastanza Hoppe.

ADAMUS: Guarda, questo è Cauldre? Sta guardando altrove.

LINDA: Ma sembra beato, in un mondo tutto suo.

ADAMUS: E non indossa le scarpe.

LINDA: Ci sta pensando sopra, “Sì!”

ADAMUS: Sembra che tu stia per mettere in atto una battuta su di lui, tipo buttarlo in acqua (risate). Questa è l’impressione.

KERRI: Buttalo dentro!

ADAMUS: Una volta l’ha fatto. L’ha quasi ucciso. Ho dovuto salvarlo dai coccodrilli. È una storia vera o no, cara Linda?

LINDA: È una storia vera (altre risate).

ADAMUS: La felicità. La felicità. Sapete, è un gioco della mente. È una… mentale – per questo voi avete una parola. Io non posso dirla, perché è di quattro lettere. Inizia con “f” e finisce con “k.” (Linda annaspa) È … (risate). È mentale…

LINDA: Fa schifo?

ADAMUS: Io non l’ho detto. Cercare di raggiungere la felicità è una distorsione della mente. Al mattino vi svegliate e, “Oggi sono felice?” E se diceste solo, “Oggi io sono qui. Io Sono quello che Sono,” e poi lasciaste entrare l’autenticità e provare molte altre sensazioni diverse – il vostro corpo potrebbe farvi un po’ male. Sapete, potreste avere una di quelle giornate di tipo umano in cui le cose non funzionano, tutto qui. E allora? E allora? Permettetevi di fare quell’esperienza.

Ora noi facciamo le cose che vedete, portiamo dentro la musica e mi spiace se offendo qualcuno, ma in realtà non è così. Sapete, non è il tipo di musica Hindu, metallica del tipo “Ting, zying,” quel tipo di cose, (qualche risata) – ogni tanto – ma è musica viva e sensuale. Ecco la nuova spiritualità. Speriamo che non diventi mai una religione, ma ecco il nuovo senso dello Spirito sulla Terra ed è dove noi stiamo andando. Ecco cosa state facendo.

Voi state davvero facendo progressi sulle cose. Voglio dire, questa non è la New Age. Questa non è la tipica New Age. Voi siete all’avanguardia in alcune cose che state facendo e a volte è impegnativo, sì, ma voi seguite il vostro sapere interiore e ci state arrivando.

Con questo, facciamo un bel respiro profondo.

Oggi

Oggi potrete scegliere perché la vita è piena di scelte, più o meno. Oggi possiamo fare lo Shoud – è il nostro ultimo Shoud della Serie Transumano e quindi daremo inizio a una nuova Serie – e dipende da voi che siete seduti qui ma anche tutti voi potete votare, anche se ci guardate online. Oggi preferireste seguire una lezione seria? Sposterò qui il podio e faremo una lezione seria. Quasi tutto St. Germain – Saint-Germain (lo pronuncia alla francese), caro Cauldre, “St. Germain” (risate quando Adamus esagera la pronuncia americana). O possiamo divertirci. Io posso essere un po’ provocatorio.

LINDA: Tu?!

ADAMUS: Posso farlo – sì. Io posso intrattenervi e affascinarvi e riflettere in pieno a voi un po’ della saggezza che avete. Ve lo chiedo per un’ottima ragione e tra un attimo ve la spiegherò. Ecco, tutti quelli che vogliono una lezione seria dal podio alzino la mano (due o tre mani si alzano; qualche risata). Qualcuno, ok. Va bene. Ora chi vuole l’Adamus divertente, provocatorio, spiritoso e tutto il resto, insomma il solito Adamus (qualcuno dice “Diavolo, sì!” e molte mani si alzano). Penso che abbiamo vinto. E quelli che ora non sanno dove sono (risate), che sono solo del tutto persi, che non sono sicuri.

La ragione per cui ve lo chiedo è perché esiste una programmazione verso le lezioni spirituali e metafisiche. Esiste una programmazione. La gente vuole vedere qualcosa che non sia solo – come dire – la qualità umana. Io sono stato umano. Io posso fare la qualità con la qualità e alcuni vogliono vedere il canalizzatore sulla sedia, con gli occhi chiusi, davvero lontano dal pubblico e solo dentro sé stesso perché ha un aspetto diverso e lo sentono diverso. Ecco per cosa sono programmati. Di certo un’entità non direbbe mai … (mima con le labbra la parola) inizia con “f” e finisce con “k.” Non direbbe mai fuck (risate), perché, oh, dovrebbe essere spirituale. Un’entità non andrebbe mai in giro e non sarebbe una spina nel fianco e tutto il resto. Ecco, a volte le loro aspettative vanno in pezzi. Vogliono seguire il vecchio stile perché così si sentono a loro agio e vogliono ricevere solo un messaggio relativamente asciutto. Esso va nella mente. Raggiunge la mente. Finisce nella mente. Ecco il mio punto.

Quando Tobias se ne andò ed arrivai io, dovetti considerare realmente se volevo lavorare con questo gruppo (Adamus ridacchia).

SART: I pirati!

ADAMUS: I pirati. Sì, sì. Ciò che ho amato di voi è che io sapevo che voi eravate aperti a uno stile diverso e sapevo che vi avrei fornito uno stile diverso, perché il mio stile è il vostro stile. È ciò che state chiedendo.

Lo stile richiesto doveva essere divertente. Voi volete farvi notare. Voi non volete consumarvi le ginocchia con tutto quell’inginocchiarvi e strisciare davanti a qualcuno. Voi volevate ridere un po’, perché di fatto la vita è decisamente divertente. È una specie di grande barzelletta. Anche se proprio ora state vivendo ciò che pensate sia la cosa peggiore della vostra vita, alla fine è una specie di grande barzelletta, davvero. Voglio dire, è proprio così. Heh.

Io mi sono detto, “Come lo progetto? Come progetto come ci riuniamo? Qual è il progetto energetico?” Non è stato un pensiero mentale. A proposito, voi ci arriverete da soli. Voi avrete progetti energetici che trascendono il pensiero. Lo so, molti di voi ci sono già arrivati. Voi progettate le energie piuttosto che pensare le cose.

Ecco, ho preso in considerazione un progetto energetico che ho sentito che poteva funzionare. Prima di tutto esso avrebbe mandato via quelli che non sono qui per la loro illuminazione incarnata.

LINDA: Oooh.

ADAMUS: Questo è stato quasi il compito numero uno, perché farlo è comunque molto difficile. Se fossero stati molti quelli presenti solo per il fascino e solo per stare seduti ad ascoltare una canalizzazione sonnacchiosa con un po’ di musica che fa venire sonno e qualche parola che ti fa addormentare e poi vai a letto – non è poi così male – ma se fossero stati qui solo per quello e se fosse stato solo un hobby e non un impegno, un impegno profondo, allora ci sarebbe stato uno squilibrio. Ecco, parte del piano era trovare un modo per lasciarli andare. Non avrebbero potuto reggere l’energia, l’umanizzazione della divinità. Quando ho chiesto a Cauldre di aprire gli occhi e di andare in giro e quando faccio le mie battutacce e mi comporto da sbruffone, cosa che faccio in modo del tutto intenzionale e come distrazione, io voglio umanizzare la divinità. Io voglio portarla in questo reame, così voi non cercate di andare là fuori a trovarla. Io voglio portarla qui.

Per farlo, si tratta ancora di recitare il piccolo umano. Noi non faremo cose da farsa tipo Jerry Lewis ma faremo le cose alla Adamus, tipo umanizzare ciò che facciamo qui.

LINDA: Nessuno sa chi è Jerry Lewis. È molto vecchio (qualche risata).

ADAMUS: Chi sa chi è Jerry Lewis? Tutti i francesi sanno chi è Jerry Lewis. Voglio dire, quasi tutti i francesi. Jerry Lewis il comico, la torta in faccia.

Dunque, presumo che faremo ciò che più v’intrattiene e vi provoca …

LINDA: Ok, partiamo.

ADAMUS: … e vi irrita e…

LINDA: Ok.

ADAMUS: Ok.

LINDA: In questo sei un esperto.

ADAMUS: Per la storia, vi dico che io sono ‘bi’. Posso fare entrambe le cose. Io posso (risate) tenere una lezione onesta o potremmo divertirci un po’ e goderci alcune bellissime distrazioni – divertirci e lasciare che in un certo senso il divino scivoli dentro in modo molto bello.

State imparando qualcosa da tutto ciò? State affrontando qualcosa? Penso di sì. Non sarebbe terribile se questo fosse solo un grande tempio freddo in cui entrare tutti vestiti come monaci e ci fosse anche l’incenso? Beh, non credo proprio che con questo gruppo funzionerebbe. Io penso che voi brucereste subito quel luogo.

LINDA: Non è molto bello.

ADAMUS: Non è molto bello.

Ok, diamo inizio a questo Shoud.

Il Giorno dell’Indipendenza

Mi dicono che è il weekend dell’Indipendenza, negli Stati Uniti è il weekend del quattro luglio e anche la Giornata del Canada. “Eh.” Il quattro luglio, con cui ho una connessione particolare che mi appassiona. In parecchie occasioni sono venuto fisicamente negli Stati Uniti e ci sono venuto in nave. Avevo un nome diverso, non volevo usare Conte di Saint-Germain, quindi ho preso un nome diverso. Dicevo di venire dall’Inghilterra. Il mio cognome era Abbott, venni qui e fui molto coinvolto in ciò che ora voi definite la Dichiarazione d’Indipendenza.

LINDA: Oh, certo.

ADAMUS: Certo. No, questa è una storia molto vera ed io avevo una connessione molto forte con i Massoni, perché allora i Massoni, i Massoni erano quelli che lavoravano le pietre. Quasi nessuno ne era davvero consapevole, dovevi far parte della gilda, della corporazione che a sua volta era controllata dalla Chiesa e la Chiesa ti lasciava entrare solo se eri disposto a – ahm – occuparti di … (Adamus inizia a distribuire denaro) Non si porta più dietro molto denaro. Ti darei… ah, accidenti! Ok, ecco… (interviene Linda) Smettila. Smettila. Ahem (risate).

Dunque, la gilda. Per lavorare dovevate pagare la Chiesa e se non facevate parte della gilda, se non pagavate quanto chiedevano non trovavate lavoro. Nacquero così i Massoni, che avevano una buona comprensione dei misteri. Li capivano davvero. Capivano le piramidi. Capivano molto di Geometria Sacra. Sapete, la Chiesa non lo permetteva, ma tra i Massoni si studiava. Non voglio dire che fosse una società segreta, ma c’erano alcune cose che restavano tra i Massoni. Ecco, io lavorai molto da vicino con loro e mi piacevanomolto – non sto esagerando; Linda si chiede sempre se io esagero le storie e molte volte è così (Linda ride) – ho lavorato a stretto contatto con George Washington.

LINDA: (ride) Certo.

ADAMUS: Lo chiamavo George (Linda ride di nuovo). Lui mi chiamava Dick.

LINDA: (ride fragorosamente) Oh, sì! Ci credo! (lei continua a ridere e risate tra il pubblico)

ADAMUS: Il mio nome era Richard Abbott e ogni tanto mi chiamava Dick. Beh, non capisco cosa ci sia da ridere (altre risate). Richard, Dick, un soprannome? Tutti voi avete dei soprannomi, giusto?

George diceva, “Dick” (Adamus ride), “Come la strutturiamo? Come impostiamo la Dichiarazione d’Indipendenza?” Portammo dentro gente come Hancock e Jefferson e un po’ dietro le quinte io collaborai con molti di loro, se non con tutti.

Il luogo che ora chiamate gli Stati Uniti d’America fu creato come un nuovo mondo, una nuova Terra. Era un luogo per la libertà, anche se non è mai stato davvero libero. Non è mai stato libero. C’era l’ipotesi della libertà, ma in realtà poiché i primissimi che arrivarono qui erano molto coinvolti con la Chiesa, non ci fu mai moltissima libertà. Se non facevi parte della Chiesa inglese c’era molto timore delle altre religioni – ecco perché scelsi di essere inglese, perché solo così avrei potuto muovermi meglio – ma fu un luogo progettato perché le persone venissero da tutto il mondo per mescolarsi, per avere certe libertà. Non fu progettato come una democrazia nel senso di una Repubblica ma le persone avevano una voce, cosa che non avevano affatto in quasi tutti gli altri luoghi del mondo e soprattutto in Europa.

Nel 1700 fu uno sforzo enorme unificare l’Europa e funzionò solo fino a un certo punto. Fino a un certo punto le persone avevano più libertà che mai, ma ciò non soddisfaceva ancora le necessità delle moltissime persone che stavano cercando qualcosa di diverso. Ecco, esse arrivarono qui letteralmente da tutto il mondo. Nel mondo è uno dei più grandi ‘crogioli’ e forse l’altro è il Brasile. Arrivarono da tutto il mondo alla ricerca della libertà di religione, della libertà di lavorare, ma abbastanza stranamente all’inizio molti di loro erano servitori a contratto. Per poter ottenere un passaggio in nave accettarono di essere schiavi, di solito per dieci anni. Per loro era talmente importante da rinunciare a 10, a volte 15, 20 anni della loro vita per portarsi dietro le loro famiglie, così nelle loro vite i loro discendenti avrebbero goduto di molte più libertà.

Io provavo una grande passione per ciò che si stava facendo qui, perché sapevo che c’era il potenziale che si diffondesse in tutto il mondo e fino a un certo punto è stato così. A proposito, in alternativa all’America, nel caso che lì non avesse funzionato, il piano B era Ah-taRa, l’Australia. In un certo senso anche l’Australia era una colonia penale. Ci andarono i vostri compagni, i vostri compagni di cella. In realtà era un luogo dove si pretendeva la libertà perché molti dei detenuti erano stati imprigionati in modo disonesto.

Ecco le dinamiche di tutto ciò che stava accadendo e nel frattempo l’Europa affrontava i suoi cambiamenti, i cambiamenti politici legati alle monarchie e alle case reali – fu un gran lavoro. Fu molto impegnativo e non tanto perché i monarchi o le case reali non volevano rinunciare al loro potere; in un certo senso non avevano altra scelta perché, beh, i contadini, le persone erano così furiose e ribelli che li avrebbero uccisi. Presto sarebbe avvenuta la Presa della Bastiglia, l’apertura delle prigioni e tutti sarebbero usciti.

Ne parlo ora perché la domanda generale, “Gli umani sono davvero pronti per la libertà?” – è una domanda che molti anni fa feci in uno Shoud e le persone rimasero davvero sconvolte – ma io affermo ancora che la giuria ha deciso ed è possibile che propenda per il no, non sono pronti. Sì, alcune libertà ci sono, ma io le definisco simulazioni di libertà perché un giorno potete decidere se indossare i calzini neri o quelli bianchi, ma a volte anche i detenuti hanno quella libertà. La libertà di lavorare. Beh, ma quant’è stupido? La libertà di lavorare. Perché dovreste aver voglia di lavorare? Anche se poteste sceglierlo, perché mai dovreste voler avere un lavoro? Solo se vi divertite a farlo, ma perché mai lavorare? Quella non è libertà.

Gli umani sono davvero pronti ad avere la loro libertà con sé stessi, la loro libertà fuori dall’ipnosi, la libertà di essere divini, la libertà di andare oltre la mente? Io penso che forse è la più grande libertà quella su cui noi, tu ed io stiamo lavorando proprio ora, la libertà di superare la mente e oh, è molto dura, oh è molto dura in parte perché voi siete programmati per questo. È ipnotica, ma non è impossibile uscirne. Non è impossibile aprire le porte della Bastiglia ed uscire – o forse è lo zoo o come altro volete chiamarlo – non è per nulla impossibile, ma per farlo serve un uccello folle (risate). Dev’esserlo davvero.

Fino a poco tempo fa ci siete rimasti dentro a causa vostra e fino a un certo punto a causa dei vostri antenati e dei loro modelli di pensiero. La coscienza di massa vi ha tenuti lì. Ci siete rimasti dentro perché non volete fare la cosa sbagliata. Voi non volete che vi prendano per pazzo. In un gruppo, voi non volete spiccare. Molti, moltissimi di voi sono profondamente preoccupati di essere sul punto d’impazzire ed è una preoccupazione molto profonda. Alcuni di voi sono arrivati al limite o forse in passato vi è accaduto –  la depressione o qualche altro tipo di disturbo psicologico – quindi sapete bene com’è.

Alcuni di voi ci sono andati molto vicini in uno stato alterato da farmaci, droga o alcool e la sensazione è quasi di perdersi, di restare attaccati all’ultimissima traccia d’identità che pensavate di avere; la sensazione è che state per schiantarvi, come se non ci fosse nulla, restate attaccati a quell’identità e vi sentite letteralmente come se foste sul punto d’impazzire. È una sensazione orribile, la sensazione di essere persi.

Ve lo dico subito: se siete qui, se mi state ascoltando voi non impazzirete. Forse penserete d’impazzire, ma in realtà non impazzirete. Non accadrà. Di certo non imbraccerete un fucile e non andrete a uccidere le persone, di certo non vi infilerete in un’altra brutta relazione, di certo non continuerete a ferire altre persone o forse persino voi stessi. Ora siete troppo avanti. Troppo avanti. C’è ancora la paura, la preoccupazione, “Cosa accadrà se mollo? Se mi libero, farò qualcosa di molto stupido? Farò del male a un’altra persona?” Come sapete, voi preferireste di gran lunga ferire voi che un’altra persona, persino un animale, magari domestico. Preferireste farlo a voi perché, beh, voi siete forti e sapete come gestire le cose. Voi sapete come riprendervi, almeno quasi tutti.

Dunque la libertà, quella domanda, gli umani sono davvero pronti per la libertà? Probabilmente no. Probabilmente no. Potremmo discutere a lungo su cos’è la libertà. Non è solo la capacità di pregare dove volere farlo o la capacità di avere un certo lavoro o svegliarvi alle tre del mattino e farvi una doccia. Quelle cose non sono davvero la libertà.

La libertà è dentro di voi, davvero. La libertà è liberarsi della parte umana di voi con cui avete molta confidenza – la parte mentale, quella fisica, le paure e i limiti. In un certo senso vi danno conforto, ma il fatto è che anche se pensate che ci state ancora pensando sopra, anche se titubate ancora, penso che diciate così o forse voi dite stare seduti sulla staccionata, accadrà. Accadrà. Voi siete in questa vita per la liberazione.

Voi non siete venuti qui per elaborare un po’ di karma. Voi non siete venuti qui per essere solo una madre. Voi siete venuti qui solo per la vostra libertà e siete venuti qui per farlo con linee guida molto, molto chiare. Questa doveva essere la vita.

Se non l’avete ancora notato, di recente le cose stanno procedendo molto, molto in fretta, davvero molto; talmente in fretta che quasi non riuscite a starci dietro, il che è una cosa buona. Il progetto era proprio quello e non è detto che proceda in fretta per tutti gli altri. Attualmente molte persone si stanno annoiando molto, ma per voi tutto procede molto in fretta perché le cose stanno cambiando. Giusto per dirne una, uno dei punti è la distorsione del tempo in generale. Molti di voi ‘sensano’ la distorsione del tempo. Va molto in fretta, ma a volte può sembrare che proceda molto lentamente. Al momento, invece, tutto sta procedendo in fretta. I vostri sistemi biologici, i vostri sistemi mentali stanno procedendo molto, molto in fretta.

La Data è Fissata

I cambiamenti sono imminenti. L’ho detto più volte, i cambiamenti sono imminenti. L’ho detto anche nel nostro ultimo Shoud ed ho scioccato Cauldre e anche qualcun altro ma sapete, ho detto che quando smettete di lavorare sulla vostra illuminazione, quando la piantate con le discipline, quando smettete del tutto di cercare e ricercare e la mattina la piantate di svegliarvi e di dire, “Beh, è un altro giorno sulla mia via verso l’illuminazione,” quando la fate finita con tutto quel rumore; quando superate la sensazione che dovete leggere due libri spirituali ogni settimana o fallirete; quando la smettete con la vostra ossessione di trovare la verità – è un’ossessione, perché non esiste un’unica verità; è tutta verità. È la “e.” Quando fermate tutto quel rumore, tutta quell’attività nevrotica e frenetica e fate un respiro – voi fate solo un respiro profondo e permettete – la data è fissata. Intendo in modo molto letterale.

Se state dando la caccia alla spiritualità, se seguite i guru ed ogni giorno dovete seguire determinate discipline, anche se usate ancora il Crimson Circle come una specie di, “Oh, devo farmi la mia pera mensile e forse m’illumino I’anno prossimo o forse tra molto più tempo,” la data resta vaga. La data resta nella nebbia. Non c’è, davvero. Voglio dire, potremmo darci un’occhiata, io potrei portarvi a fare un viaggio nel vostro futuro ma voi vedreste solo molte, molte, molte, molte, molte date. Anche alcune di esse sarebbero nella nebbia, non sarebbero discernibili ma voi vedreste molte date, perché le date non sono già fissate. Sono tutte solo potenziali. Tutte galleggiano qui fuori, un grande mare di potenziali e potrebbe essere una qualunque, ma quando vi fermate e fate un respiro profondo, “Io Sono Qui, Io Sono quello che Sono,” voi fate un respiro profondo e permettete voi, tutta la vostra parte umana e la vostra parte divina.

Voi non ci pensate sopra. Non vi chiedete, “Beh, ho permesso, ho permesso abbastanza? Quando ho permesso indossavo abiti del colore giusto? Ho mangiato – oddio, la settimana scorsa ho mangiato carne. Io sono vegetariana, ma ho fatto un errore del tipo, ‘Ohh, non accadrà,’” quindi non accade. Se invece riuscite ad essere davvero autentici con voi, “Io Sono quello che Sono,” è quasi come dire, “Non me ne frega nulla,” quel tipo di attitudine, ma non negativa. “Non m’interessa e basta, perché quella data è qui.” Non dovete sapere qual è quella data in particolare – in realtà, ciò vi sposterebbe dalla percezione – ma, ah! La data è fissata nel giro di una settimana, poi si rafforza mentre voi permettete davvero. A quel punto non dovete più preoccuparvene. Non dovete preoccuparvi di, “Come la gestirò? Come la gestisco tra ora e l’illuminazione?” Non lo fate. Viene a voi. Accade e basta.

Naturalmente potete scegliere e quindi potete creare la vostra realtà distorta personale, almeno fino a un certo punto, ma viene a voi e basta. Quella è una sensazione strana – “Viene a me, tutto qui.” Sì, ora potete ancora lavorare e fare esercizio e tutto il resto, ma non vi agitate più. C’è e basta. La data è fissata e ciò non significa neppure che morirete. Significa solo che la data è fissata. Di fatto, ciò modifica tutta la programmazione riguardo alla morte. La sposta altrove.

Poi affiora la domanda che Kuthumi ha sollevato durante la nostra ultima riunione a Monaco, “Dio, cosa farò? Non lavoro più sulla mia illuminazione, perché accadrà comunque. Oh, accidenti, ho perso quasi tutti i miei amici. Non ho più le vecchie passioni che avevo prima. Cosa faccio?” È una domanda umana. È come quella sulla felicità, sapete, del tipo, “Sono felice? Cosa farò?” Esse escono dal vocabolario. Non esistono più. Non sono più presenti nel gioco mentale, il gioco della mente che dice, “Cosa farò?”

Non è strano che gli umani pensino di dover fare sempre qualcosa? “Beh, sì, ma allora mi alzerò al mattino e poi ingrasserò e non riuscirò a… sono inutile.” Taci, umano. Taci solo per un attimo, perché come ha sottolineato Kuthumi, tutto inizia a parlare. Lui lo fece, letteralmente. Lui iniziò a camminare.

Immaginatelo. Non aveva idea di dove sarebbe andato e dopo essere uscito dal manicomio non gl’importava (Adamus ride). Sono accadute cose divertenti sulla via verso l’illuminazione (risate). Kuthumi afferma che quelli in cui si sbrodolava addosso la saliva e doveva usare la padella sono stati i due anni migliori della sua vita. Dice che è stato bello. Dice che è stata l’esperienza migliore. Avrebbe potuto farlo con grande lentezza nel corso di molte vite e in modo estenuante, una vera agonia, senza godersi davvero la vita e quindi disse, “La risolverò così, due anni e poi è fatta.” Poi divenne Kuthumi e a quel punto iniziò a camminare. Non doveva sapere dove andava. Sapeva che tutto avrebbe funzionato, ma non doveva sapere come. Ecco il problema. Voi dite “Beh, ok, io girerò il mondo” e poi iniziate a pianificare. No, no. Voi fate solo un respiro profondo e permettete e poi accade. È una cosa molto semplice e bella.

Poi sentì che tutto parlava a lui, una cosa che non aveva mai sentito prima. Forse un po’ da bambino. All’improvviso e letteralmente gli alberi gli parlavano, “Ehi, umano! Ehi, umano!” Kuthumi, “Wow, cosa? Gli alberi parlano.” Lui ci saliva e si assicurava che nessuno lo osservasse, poi “Ehi, albero! Come stai?” Gli alberi, “Ehi, io sono molto radicato(risate). Sì, vorrei davvero diramarmi. Sono rimasto seduto qui per tutto questo tempo.” (altre risate). Umorismo da angelo.

L’albero non parla usando le parole – beh, a volte – ma parla con le energie. Il fatto è che voi scoprirete che gli uccelli e i pesci e l’acqua e l’aria sono davvero molto divertenti. Non sono bloccati nella mente. Non hanno una mente. Quando li sentite dentro di voi sono davvero molto divertenti. Sapete, non raccontano barzellette. Non sono divertenti quanto me. Non raccontano barzellette sul palco, ma hanno un modo ‘piumoso’ di percepire le cose. Hanno una grande innocenza. Sono davvero innocenti. Non si preoccupano dell’arrivo di una tempesta o che un fulmine li colpisca; permettono tutto. Non sono esseri dotati di anima come voi. Non hanno un’intelligenza mentale. Non hanno iPad o laptop o altro. Si godono solo il fatto di esistere e possiedono un tipo di senso dell’umorismo molto divertente.

Ecco cosa fece Kuthumi. Uscì ed iniziò a sentire tutto, senza un piano e tutto iniziò a parlare.

Per favore, cercate di capire. Come umano illuminato ed incarnato, non c’è mai un giorno noioso. Mai. Tutto prende vita. Voi piangerete quando vi renderete conto di quant’è noiosa la vita umana quotidiana. È probabile che ne abbiate già avuto sentore. La routine e i modelli e la mancanza di vita, voi piangerete. Torniamo al mio punto, qualunque esso sia…

LINDA: Hai già iniziato il tuo discorso? Sono già passati 45 minuti.

ADAMUS: No, no, no, no, no. Non ho ancora iniziato. Ci arriverò. Mi sto divertendo. Questo è il mio…

LINDA: Sì, sì.

ADAMUS: Ho chiesto il permesso, giusto? Ok. In realtà ho detto…

LINDA: È quella divertente o quella da podio?

ADAMUS: Ho detto, “Volete un discorso asciutto, un discorso da podio, una lezione o il divertimento?” Penso che siamo da qualche parte nel mezzo (qualcuno dice “Ha, ha”). Heh, heh (risate). Dovremo riservare la prima fila ai veri ammiratori e agli adoratori (Adamus ride).

Ecco, miei cari amici, la libertà. Ho voluto parlarne proprio ora perché è lì che state andando e non sforzatevi di arrivarci. Voi vi permettete di arrivarci. Non è un lavoro, per niente. Io direi che è così: la porta della Bastiglia è già aperta. È già aperta ed ora è come se vi dicesse, “Usciamo da qui.” È, hm… ci arriverò tra un attimo, ma… sì.

LINDA: Bevi il tuo caffè.

ADAMUS: L’ho fatto. Ho fatto molti sorsi. Al momento nella stanza e con tutti voi online, sta accadendo moltissimo. C’è moltissimo. Vi state liberando di moltissime cose. Intendo dire che state mollando la guardia. State mollando il mentale umano. Voi state solo permettendo ed è un’ottima cosa. Forse oggi dovremmo solo stare seduti qui e fare la om per un po’ (risate). Lasciate andare, tutto qui.

Io ho una domanda, come sempre. Ho una domanda per voi. Linda al microfono, per favore. Sì.

LINDA: Con piacere.

La Domanda di Oggi

ADAMUS: Alcuni considerano questa la parte irritante dello show. È la parte che io preferisco, perché è voi. È voi. È l’interazione. Come sarebbe noioso se io restassi seduto qui tutto il tempo, ma io devo divertirmi.

Vi ricordate che Tobias usava le domande e risposte? Sì, sì. Non era divertente? (qualcuno dice “Sì!”)

LINDA: No!

ADAMUS: No. No. Lo faccio anch’io, ma le domande le faccio io.

Oggi la domanda è: se doveste – odio essere così diretto su questo tema – ma se doveste morire oggi – oggi! – cosa sentireste di non aver fatto? Cosa rimpiangereste? Scegliete la cosa al primo posto, quella che vi fa dire, “Oh, accidenti!” Ve lo chiedo perché la settimana scorsa c’è stata una coppia – non una coppia tipo uomo e donna o uomo e uomo, eh – ma la settimana scorsa due persone, due individui sono tornati dall’altro lato – Shaumbra. Ora siamo a quota 33. Trentatré che di fatto hanno permesso la loro realizzazione e credeteci o no, erano quelli calmi.

LINDA: Mmmm. (qualcuno dice “No”)

ADAMUS: No. No, no, no. Voglio dire, voi non li vedete. Non fanno molto rumore. Sono quelli tranquilli. Trentatré, ci stiamo arrivando. Lenti come l’inferno, ma ci stiamo arrivando (qualche applauso). Sì, sì. Quando si accende la luce dell’applauso, allora applaudite. Quando si accende la luce della risata, allora ridete (Adamus risate).

Dunque, la domanda ve la pongo non solo perché i due che la settimana scorsa sono passati da questa parte mi hanno suggerito di farvela ma accade molto, molto spesso che quando uno Shaumbra transita, si rende conto all’istante di essere disincarnato. Si rende conto che, “Oh, accidenti! L’ho lasciato là, sul pianeta.” Io dico, “Ehi, vuoi dare una ripulita? Porta qui il tuo corpo.” Poi iniziano subito a lamentarsi, ancor prima di incontrare il loro cane o la loro famiglia, sempre se lo vogliono e anche prima di partire con gli “ooh” e, “ahh” dovuti alla mia presenza. Sapete, voi pensereste che, “Haaah! Ohhh! Sono dall’altro lato e non è Gesù, è St. Germain!” (risate)

LINDA: Ohh!

ADAMUS: Alcuni l’hanno fatto. Hanno detto, “Oh, mio dio, sono nella fiamma violetta. Sono qui – oh! – proprio qui con te! Il Maestro Asceso, colui che ha addestrato più Maestri Ascesi di ogni altro. Quello famoso. Quello…” Ok (altre risate).

Ecco, il problema è che subito, ancora prima di riconoscere qualcosa – io, io a quel punto sono solo un lampione – partono con il “Ohhh, oh, oh, oh! Mi spiace di non aver fatto questo. Mi spiace di non aver fatto quello.” Io li lascio elencare i loro rimpianti e i loro rimpianti e poi, alla fine, si rendono conto che io non sono un lampione, io sono Adamus Saint-Germain e restano davvero impressionati. Subito dopo vogliono sapere quando possono tornare qui. Io dico loro, “No, no, no, no, no, no. Ho bloccato il tubo. Tu non torni giù. Tu starai qui solo per un po’. Dobbiamo parlare.”

Si tratta sempre di rimpianti ed è molto interessante. Sto facendo un piccolo studio che porterò al Club dei Maestri Ascesi, è uno studio sulla psicologia spirituale. Quali rimpianti hanno coloro che percorrono il vero sentiero spirituale a cui si dedicano verso la Realizzazione incarnata? Quali sono i temi di fondo? Ecco perché vi faccio questa domanda. Linda al microfono, per favore. Quale sarebbe il vostro rimpianto se doveste collassare oggi? Quando Linda vi passa il microfono, non significa che tocca a voi. Ciao, Ricki (risate).

RICKI (donna): Ciao.

ADAMUS: È una domanda ipotetica.

RICKI: Sì.

ADAMUS: Ti garantisco che non morirai.

RICKI: Bene.

ADAMUS: Bene. Sai, ma importa?

RICKI: No, ma io sento che rimpiangerei davvero di non aver avuto la possibilità di apprezzare come ci sono arrivata, realizzarmi e riuscire a – tutto ciò di cui parli e del fatto che non è noioso.

ADAMUS: Ah. No, no.

RICKI: Tutta quella roba. Io voglio fare l’esperienza.

ADAMUS: Dunque, io sono il lampione e tu sei transitato. Tipo, “Oh, accidenti!” Quanto pensavi di esserci arrivato vicino? Tu dirai, “Io ero…” Quanto vicino?

RICKI: Da molto tempo sento che è a un passo da me, ma non ho idea di come fare quel passo…

ADAMUS: Ah.

RICKI: … e resterà così finché non saprò che sono…

ADAMUS: Posso offrirti un piccolo consiglio saggio?

RICKI: Sì.

ADAMUS: Lascia che venga a te.

RICKI: Sì.

ADAMUS: Sì, non ci sono altri passi.

RICKI: No, concordo con te.

ADAMUS: Non ci sono più altri passi.

RICKI: Già.

ADAMUS: Nessuno, davvero. Lascia che venga a te. Quello è il passo. Quello è l’ultimo passo. Dopo vite fatte di molti passi l’ultimo passo è fermarsi, fare un respiro profondo e lasciare che venga a te.

RICKI: Sì.

ADAMUS: E poi non fare quella cosa mentale del tipo, “Quando arriverà? Io non la sento.” Stai zitta! Permetti. Non importa. Non importa. Vi ho già detto più volte che questa è la migliore di tutte le vostre vite. Voi non ci arrivate ancora, ma di fatto ci state arrivando. Sì.

RICKI: Sì.

ADAMUS: Ecco, ok. Buona risposta, del tipo, “Oh, dannazione! Io volevo farlo.” Vi darò un piccolo indizio. Ho parlato al nostro gruppo in Norvegia, il paese dei troll (qualche risata) e il primo giorno ho detto loro, “Per me, voi siete morti. Voi siete morti. Voi siete i morti vivi che camminano.” Ciò ha sconvolto un po’ la stanza e sapete, dopo che hanno smesso di piangere – sto solo scherzando, Norvegia – il mio punto è che in realtà voi siete già morti. La morte non significa che dovete lasciare il corpo fisico, capite? La morte è solo una transizione e ne parlerò nella nostra prossima versione nuova e aggiornata (del DreamWalker Morte). La morte non è fisica ed è una cosa che vi porta fuori dalla struttura mentale, dai sistemi di credenza. La morte è solo una transizione verso un altro modo di vivere e di percepire. Ecco, in fondo voi siete già morti, voi siete i morti che camminano ed è una cosa buona, perché voi non ci siete più chiusi dentro.

RICKI: Sì.

ADAMUS: Voi siete una specie di – non di zombie – ma voi avete mollato tutto. Quando lasciate andare gli antenati, quando lasciate andare tutte le cose del corpo e il vostro karma e tutto il resto siete belli che morti ed è una cosa buona. Per questa frase potete citarmi. Shaumbra, scrivetelo sulla vostra prossima torta di compleanno, “Sono molto morto!” (risate) Quando riuscite a ridere della morte, “Ha, ha, ha, ha! Io rido della morte. Io (sputo)!” Quando potete ridere della morte avete superato uno degli ultimissimi ostacoli dell’illuminazione, perché le persone hanno ancora paura della morte e non ce n’è alcun bisogno. In realtà è piuttosto divertente.

(breve pausa)

RICKI: Sì.

ADAMUS: Non vedo una grande reazione. È come “Ok. Non cercare di farlo oggi.” Ricordatevi ciò che vi ho detto, la morte non è il fisico. Beh, in realtà lo è; proprio ora state affrontando la morte fisica, ma ciò non significa lasciare il corpo in modo permanente. Significa solo che tutto il vecchio si sta dissolvendo per fare posto all’Io Sono e l’Io Sono è molto grande. L’Io Sono è quello che vi prende a calci in culo ed entrerà nel vostro essere e quindi è necessario che voi gli facciate spazio. Voi avete bisogno di morire. Già.

Mi sto scaldando per il DreamWalker Morte.

Proprio ora togliamo dalle nostre menti la morte. La morte non significa lasciare il corpo fisico per sempre. Quello è un concetto molto, molto vecchio. Ha almeno quattro o cinque milioni di anni. È moltissimo tempo fa. La morte è semplicemente passare su un altro reame. È un’evoluzione. È lasciarsi dietro ciò che non vi serve più. Voi di certo non vorrete essere sepolti nel terreno, perché ciò vi manterrebbe legati a molte delle vostre vecchie cose. Voi vi lasciate andare e basta. Ciò non significa la morte della vostra natura fisica, della vostra mente o di altro, ma di certo significa un’evoluzione.

Il prossimo. Sì. Cosa rimpiangeresti, Iiro?

IIRO: Nulla.

ADAMUS: Nulla.

IIRO: Se volessi fare qualcos’altro, farei qualcos’altro.

ADAMUS: Ok. Tu sei davvero ciò che io definisco libero.

IIRO: Lo sono.

ADAMUS: Al momento lavori?

IIRO: No.

ADAMUS: No. Dove vivi?

IIRO: Un po’ dappertutto. Quasi sempre in Finlandia.

ADAMUS: Ti preoccupi molto che le cose vengano a te?

IIRO: No.

ADAMUS: No. Le persone ti prendono in giro per questo?

IIRO: No.

ADAMUS: La famiglia, i vecchi amici o altri ti parlano un po’ dietro le spalle?

IIRO: No.

ADAMUS: No? Bene. Ti stai permettendo davvero di essere libero. C’era un problema di cui abbiamo parlato – la mente – con cui lotti. Sei venuto a patti con lei?

IIRO: Si sta sciogliendo lentamente.

ADAMUS: Lentamente, sì.

IIRO: Lei non mi usa più.

ADAMUS: Ah, proprio come pensavo. Tu permetti che si sciolga lentamente, mi piace. Significa che non stai cercando di distruggerla. Tu la lasci solo… sai, più tu permetti, più lei permette. A quel punto non vivi più in lotta costante con la mente e quindi sei davvero libero. Sì. Bene. Nessun rimpianto. Ok.

Ancora un paio e poi arriverò al mio punto.

LINDA: Ok. Vedremo.

ADAMUS: Penso di sì.

LINDA: La vittima.

ADAMUS: Sempre quell’aspetto afflitto. Dave, Crash, attenti a quando Linda passa il microfono. Scattate quando arriva da una persona e quella dice, “Io ti odio, Linda” (risate).

CRASH: Sarà in archivio.

ADAMUS: L’archivio! Sì! Sì! Sì. Cosa rimpiangeresti?

SHAUMBRA 1 (donna): Vuoi dire a parte imparare come fare la brava miliardaria?

ADAMUS: Certo.

SHAUMBRA 1: Rimpiangerei di non stare con i miei figli mentre crescono.

ADAMUS: Ok. Non sei stata con loro già a lungo?

SHAUMBRA 1: Sì, per 21 e 23 anni, sono stata con loro a lungo.

ADAMUS: Oh, ecco …

SHAUMBRA 1: Ma stanno ancora crescendo.

ADAMUS: Giusto. Ok. Un breve consiglio: lasciali andare. È una cosa tosta. Le persone iniziano a gettarmi addosso mele e uova marce. “Oh, tu sei contro le famiglie.” No, non lo sono, ma per poter dare loro la loro libertà devi proprio lasciarli andare. Sai, c’è una connessione ancora molto forte, una connessione da brava mamma, ma a un certo punto lasciali andare e diventa loro amica invece della loro madre. C’è un’enorme differenza. Saranno come amici, forse anche ammiratori ma basta con la relazione genitore/figlio che è – su questo pianeta il vecchio paradigma genitore e figlio deve cambiare. Mi spiace per chi tra voi ha dei figli presenti qui. Lasciateli andare, accidenti.

SHAUMBRA 1: Io li ho lasciati andare.

ADAMUS: Beh, non lasciarli andare nel senso che… tra il genitore ed il figlio c’è una dinamica molto, molto vecchia che al figlio serve finché ha circa due anni, ma dopo quell’età deve cambiare. Non sono vostri. Vivono la sfortunata situazione di avere il vostro DNA (qualche risata) e mi dispiace moltissimo per tutti i figli, perché devono prenderlo da qualche parte e poi trascorrono il resto della loro vita dai terapisti o al Crimson Circle per liberarsi da quel DNA. È ora che tutto ciò cambi. Diventate loro amici, perché in passato lo siete stati. Sono stati i vostri genitori, ora voi siete i loro. In passato ne avete fatte di ogni tipo con loro, ora siate solo amici. Ok.

Bene. Ancora due. Sì.

DUSICA: Io non ho…

ADAMUS: Ti spiace alzarti.

DUSICA: Sì!

ADAMUS: Io sono più alto di te (ride). Era una distrazione. Stava andando dritta nella testa. Ve l’ho già detto, per essere bravi insegnanti sentitelo subito e poi distraeteli. Ora come va?

DUSICA: Io non ho rimpianti. L’unico rimpianto che avrei è che non mi sono goduta prima la vita.

ADAMUS: Sì.

DUSICA: Ora, invece … ora mi godo molto di più la vita.

ADAMUS: Te la godi molto di più. Ok.

DUSICA: Sì, dopo il Quantum Allowing.

ADAMUS: Ok. Bene.

DUSICA: Sì!

ADAMUS: Nessun rimpianto. Davvero, nessun rimpianto.

DUSICA: Grazie, Adamus. Visto che sono qui in Colorado dalla Slovenia, ho bisogno di un abbraccio.

ADAMUS: Sì, ti piace il Colorado?

DUSICA: Sì!

ADAMUS: Sì.

DUSICA: Sì (sale su palco per ricevere un abbraccio).

ADAMUS: Ohh!

DUSICA: Abbraccio! (risate)

ADAMUS: Grazie (applausi).

DUSICA: Grazie. Grazie.

ADAMUS: Grazie per essere stata abbastanza audace da salire sul palco. Mi stavo chiedendo, “Permetterà che quella barriera invisibile la trattenga?” Come, “Lo farà, visto che c’è una specie di legge non scritta secondo cui ‘Non salire qui quando Adamus sta canalizzando.’” Sono felice che lei l’abbia infranta.

Ancora uno. Non rimpiangerai mai di – “Oh, vorrei essere salita sul palco.”

LINDA: (con voce in falsetto) Sì, proprio tu!

SHAUMBRA 1 (donna): Ero molto a mio agio. Oggi non mi avrebbe chiamato di nuovo.

ADAMUS: Sì, Sì. Tu emetti un’energia. Voi tutti siete trasmettitori di energia e alcuni sono trasmettitori più potenti, ma tu emetti l’energia che dice, “Ehh, non mi sceglierà.” Lei non sente la parte del “non”; sente solo “Scegli me, scegli me!” (risatine nervose) Se oggi venissi dal mio lato, cosa rimpiangeresti?

SHAUMBRA 1: (fa una breve pausa) Di non essermi svegliata prima.

ADAMUS: Sì, beh, sai, in realtà il tempismo era perfetto.

SHAUMBRA 1: O non godermela ora che so tanto.

ADAMUS: Sì, sì.

SHAUMBRA 1: Lo tengo ancora dall’altro lato, come se non lo sapessi.

ADAMUS: Giusto.

SHAUMBRA 1: Sì, lo rimpiangerei.

ADAMUS: Ok. Non esserti svegliata prima, ma poi ti rendi conto che il tempismo è stato perfetto. C’è una cosa in ognuno di voi, anche in quelli online, in tutti voi: voi avreste potuto permettere la vostra illuminazione, la vostra Realizzazione vite fa. Quasi per tutti due, per qualcuno forse addirittura tre, per altri una. Voi avreste potuto permetterla, ma non l’avete fatto. C’è stata una specie di, “Oh! Cosa c’è che non va in me? Accidenti, allora c’ero andato molto vicino e poi ho rovinato tutto. Ho mangiato carne ed era venerdì e il Papa era molto incazzato. Poi c’era quel tipo nudo che parlava con il Papa. Cos’è tutta ‘sta roba?”

LINDA: Ancora uno solo per l’intrattenimento?

ADAMUS: Aspetta. Lasciami finire la mia cosetta qui.

LINDA: Oh, non hai finito. Mi spiace.

ADAMUS: A che punto ero? Oh.

Ecco, molti di voi avrebbero potuto permettere la loro Realizzazione. Dopo le Scuole Misteriche ci fu una prima situazione per cui sareste potuti passare alla vita successiva e poi permetterlo. Non l’avete fatto. Non l’avete fatto e non certo perché avete rovinato tutto. Non perché imparate lentamente. Finora ce l’hanno fatta solo in 33 – beh forse sì, siete un po’ lenti ma (qualche risata) no, voi volevate essere qui in questo tempo ed io sto cercando di spingere Cauldre a scrivere un libro – sono sorpreso che non sia ancora finito, vi ho dato abbastanza indizi – che riguarda essere qui proprio ora, quando il pianeta cerca la coscienza, con tutta la dinamica tra la Nuova Terra e la Vecchia Terra e so che ad alcuni di voi non sono piaciute le notizie del ProGnost. Per qualcuno ProGnost sta diventando una parolaccia. “Oh! Non ProGnostarmi.” Sì (risate). “Fai uscire da qui il tuo ProGnost.” “Sei solo un grande ProGnost. Non riesco a crederci.” La prossima volta che litigate con il vostro compagno/a, provateci. “Ma va’ al ProGnost!”

Dov’ero rimasto? Sì, mi sono distratto da solo. Non va bene quando il distrattore si distrae! (risate) Allora siamo andati, proprio tutti.

LINDA: Hai bisogno di esserlo un po’ di più.

ADAMUS: Un po’ più focalizzato. Ok. Il focus siete voi che avete scelto di essere qui, perché è il periodo di maggiore trasformazione nella storia umana. Si sta facendo avanti tutto il tema della Vecchia Terra e della Nuova Terra. Proprio ora tutte le dinamiche di questo pianeta sono al massimo. Voi volevate essere qui ed io ho detto, “Non dovete esserci. Fatelo quando è un po’ più facile,” sapete, nel periodo medioevale. Andate a stare in un convento da qualche parte o cose del genere, andate in Egitto 300 anni fa e fatelo lì. Invece voi, “No, lo farò in questo tempo.”

Immaginate di essere incarnati e di vivere nel periodo più cruciale in assoluto della storia umana e non solo della storia umana. Ciò che sta accadendo proprio ora sul pianeta ha un’implicazione profonda su tutte le famiglie spirituali e sull’Ordine dell’Arco. Potreste quasi dire che all’Ordine dell’Arco – sapete, tutti gli Arcangeli, è il portale che attraversaste per arrivare qui sulla Terra – sono un po’ come… non fraintendetemi, ma sono in allarme viola. Non ho detto allarme rosso, ma allarme viola. Dicono, “Wow! Su questo pianeta le cose stanno aumentando,” e in generale le persone non hanno idea di ciò che sta accadendo.

Sto proprio deviando dal tema, ma voglio fornirvi una distrazione enorme. Oggi nei media, nei notiziari, nella mente delle persone, nelle chiacchiere al distributore delle bevande di cosa si parla? Dove va l’attenzione? Su Donald Trump.

A me non interessa se vi piace o non vi piace, ma l’attenzione va lì. Non è un complotto sinistro o cose del genere. Questa è l’umanità. Direi che questa è la mancanza di consapevolezza dell’umanità. Vogliono che andiate da quella parte a nutrirvi, un branco di cani che ringhiano per un osso e parlano di Donald Trump. Io sono da questa parte e vi dico, “Ragazzi, non vi rendete conto di ciò che sta accadendo? Vi rendete conto della convergenza di tecnologia e coscienza? Capite cosa sta accadendo proprio ora sul pianeta? Capite la malattia mentale?” Questa è la malattia più grande su questo pianeta ed è una malattia. Non è una debolezza, non è altro. È una malattia assoluta e come la gestiscono le persone? Con sostanze chimiche che… la mente in modo brutto, molto brutto. Noi invece parliamo di Donald Trump. È un fenomeno sociale e le persone preferiscono parlare di lui, delle vostre celebrità e stelle, che di solito non ne hanno idea. ln realtà qualcuno ne è consapevole, ma non molti superano la porta ed entrano ad Hollywood.

È una distrazione e voi avete scelto di venire qui sul pianeta in questo periodo per portarci la vostra coscienza, il vostro Io Sono o come volete chiamarlo. Voi avete detto, “Io sarò un Maestro realizzato sul pianeta. Io non cercherò di cambiare tutto laggiù.” Non è quello il vostro lavoro. Voi non siete più quelli che tengono l’energia o cambiano il pianeta o altro. Il vostro lavoro non è cambiare la situazione; ciò che fate voi è portare dentro la luce, un potenziale.

La luce non ha alcuna preferenza. La luce non è femminile o maschile. Non è buona o cattiva. È la passione dell’Io Sono. La luce attrae le energie. Crea e manifesta la realtà. Di suo la luce non ha preferenze, non emette giudizi tipo buono o cattivo. Non ha giorni felici. La luce non ha giorni felici e non ha giorni tristi. È la passione radiante dell’“Io Sono, Io Esisto.” Ecco cos’è.

Voi siete arrivati qui e avete detto, “Userò questo trucco. Io permetterò la mia Realizzazione, la mia illuminazione. Io resterò nel corpo.” Voi vi siete impegnati. Prima di venire qui, voi vi siete impegnati a restare nel corpo fisico per almeno sette anni, per almeno sette anni dopo l’illuminazione e forse ancora più a lungo, forse 50 anni. Non penso che tra 50 anni vorrete essere ancora qui, ma voi avete detto “Almeno sette anni.” A un certo punto ve lo siete programmato dentro.

Alcuni se ne vanno perché la seduzione di raggiungere l’altro lato è molto forte. Io voglio rivolgermi a tutti voi. Sette anni per restare su questo pianeta in forma illuminata e forse ancora più a lungo. Tutto ciò che dovete fare è inserirvi.

Abbiamo fatto il giro della stanza. Avremo ancora una risposta piacevole alla domanda sui rimpianti. Dove diavolo è andata? Linda, il bagno è da questa parte (lei porta il microfono a qualcuno al Club dei Maestri). Per questo andiamo al Club dei Maestri (risate di sorpresa vengono dal Club). Ahhh!

MOFO (Marty): Ciao, signori e signore.

ADAMUS: Se te ne vai oggi, quali sono i tuoi rimpianti?

MOFO: Sarà noioso per tutti voi ragazzi che vi aspettate…

ADAMUS: Va bene, blocca la telecamera (Adamus ride).

MOFO: … una risposta fantastica. Io parlerò di godermela perché sapete, molto spesso siete nel ritmo, state vivendo e poi entra la mente e vi f--… proprio.

ADAMUS: Me la prendo con te perché sei nell’altra stanza e posso farlo.

MOFO: Oh, splendido.

ADAMUS: Quando sei con gli altri hai un gran senso dell’umorismo.

MOFO: Mm hmm.

ADAMUS: Ma quando sei da solo o con la tua adorabile partner ti ritrovi un po’ impantanato (Mofo ride). Ti ho beccato, eh? (ride) Ragazzi, sono felice che sia nell’altra stanza.

MOFO: (ridacchia) Oh, ragazzi.

ADAMUS: Tu racconti storie sul goderti le cose, ma dannazione! Tu sei il tuo peggior nemico, penso che gli umani dicano così.

MOFO: Certo, sì.

ADAMUS: Poi finisci nella testa.

MOFO: Uh huh.

ADAMUS: Finisci nel fango. Sai, a volte invece di chiamarti Mofo io ti chimarò Mud-fo, sai (altre risate). Mud-fo. Sai, tu entri nel tuo fango e poi devi uscirne e stare con le persone e allora lasci uscire il tuo lato piacevole. Il tuo peggior amico sei proprio tu.

MOFO: Giusto.

ADAMUS: Sono stato abbastanza chiaro?

MOFO: Sì!

ADAMUS: Ok. Possiamo zumare su di lui? Voglio un bel primo piano. Sì, sì. (Mofo tira fuori la lingua e sorride) Ahhhh! Sì, sì, sì, sì.

È la situazione perfetta per ciò di cui volevo parlare. Tu rimpiangi di non essertela goduta un po’ di più?

MOFO: Sì. sì, sì.

ADAMUS: Ok.

MOFO: Qualche volta penso che tu sei stato con me…

ADAMUS: Sì. Sì.

MOFO: … quand’ero da solo.

ADAMUS: Sì. Per favore, non prendertela a male.

MOFO: Ogni tanto ci divertiamo molto.

ADAMUS: Sì. È quasi naturale. Sai, quando sei da solo tu entri in una specie di stato dell’essere e saltano fuori i dubbi e tutti i fantasmi e niente è più davvero divertente.

MOFO: Giusto.

ADAMUS: Ti chiedi come farai ad affrontare un altro giorno. Io quelli li considero temi di fondo psico-spirituali. Poi li manifesti quasi con intenzione con altri problemi; per alcuni di voi sono cose biologiche e per altri cose finanziarie e poi diventate insensibili a voi, immobili dentro di voi. È brutto. Voglio dire, è proprio brutto. Tu sei un esempio perfetto. Grazie, Mofo, Marty.

MOFO: Niente sovrapprezzo.

ADAMUS: Grazie. È stato l’esempio perfetto. Come sempre, Linda ha scelto il perfettone (Mofo sorride dolcemente). Grazie. Ora torniamo a me. (Adamus ride).

 

 

Il Soffitto

Ne parlo per una ragione molto, molto importante. Avete sentito il termine, il termine umano ‘soffitto di vetro’. Esiste un soffitto di ali. C’è un soffitto di ali.

Per le donne il soffitto di vetro, sapete, il soffitto di vetro è l’incapacità di fare carriera in azienda. A proposito, voi non fate carriera agendo come un uomo, giusto? Voi non tirate fuori il vostro guerriero maschile Adamo e non cercate di comportarvi come uno dei ragazzi. Non lo fate perché non andreste molto lontano. Non è autentico e gli uomini lo vedono, ne sentono l’odore e quindi si approfittanno di voi. Il femminile è molto più creativo ed efficace del maschile. È proprio così. Il femminile contiene molto più movimento del maschile e ed è stato progettato proprio così. Forse è arrivato il momento di andare oltre, ma il maschile è come un taglialegna; il femminile è come uno scattista libero di correre veloce nei prati e invece, sapete, il maschile è il taglialegna con i muscoli che sì, abbatte gli alberi ma non va mai molto lontano.

Esiste una cosa che si chiama soffitto di vetro ed è l’incapacità di elevarsi. È un’illusione, non esiste davvero ma le persone ci credono. Se vengono da una famiglia povera, credono che il soffitto di vetro esista e che a causa del loro passato non diventeranno mai ricchi. Sì, ciò rende tutto un po’ più difficile, ma in realtà può anche renderlo molto più facile.

Ci sono persone il cui soffitto di vetro è legato alla loro intelligenza. L’intelligenza è decisamente sopravvalutata e poi l’intelligenza non è poi così intelligente. Una cosa è memorizzare fatti e cifre, ma è tutta un’altra cosa vivere nella vita, avere ciò che io definirei il semplice buon senso o forse, per meglio dire, ogni altro senso che non sia il solo Focus.

I soffitti di vetro sono molti. Ce n’è uno che ogni tanto tutti voi colpite. È un soffitto fatto di ali o forse voi lo pensate come un soffitto di piume. Non è solido, non è come un muro di pietra. È solo un mucchio di ali di angeli. La cosa divertente è che sono le vostre ali personali da angelo e i rimpianti di cui mi parlate sempre non riguardano alcune delle cose che avete menzionato oggi. Ciò che mi dicono tutte le volte, quando raggiungono l’altro lato e dicono, “Oh, dannazione!” è il rimpianto di aver lasciato che i loro dubbi li sommergessero. Rimpiangono solo di non averlo fatto. Potrebbe essere di tutto, anche qualcosa di superficiale nella vita umana ma io lo applico qui, al vostro permettere la vostra Realizzazione spirituale.

Voi fate passi avanti pazzeschi – sono passi avanti elettrizzanti, davvero elettrizzanti – e poi arriva la sindrome del giorno dopo, “Devo essere pazzo. Deve essere accaduto solo perché ho mangiato una pizza che mi ha dato l’acidità di stomaco ed ha attivato nel mio cervello qualche sostanza chimica e in bagno ho avuto una specie di esperienza lucida,” (risate) ma voi lo giustificate come fuori dall’esistenza. Sapete, ai livelli più profondi dentro di voi, voi lo sapete in modo assoluto – io so che lo sapete, noi ne parliamo e potete sentirlo – ma poi lasciate che il soffitto di piume, il soffitto di ali si metta di mezzo.

Le ali sono lassù. Sono le vostre, sono personali. V’invitano ad andare oltre. V’invitano ad elevarvi con loro. Ricordatevi ciò che ho detto nel nostro ultimo Shoud: lasciate che le ali dei vostri sogni vi portino alla Realizzazione. I sogni che avete fatto dal periodo di Atlantide fino ad ora, i sogni della Realizzazione incarnata; lasciate che le ali vi portino. È quasi come se le temeste. È come, “Wow, lassù ci sono le ali e io non riesco a superarle.” Sono vostre e vogliono portarvi oltre il dubbio e il trattenervi e oltre la sensazione che state per impazzire.

Voi non impazzirete. Posso dirvelo fin d’ora. L’unica eccezione, per cui probabilmente riceverò reazioni arrabbiate, l‘unica eccezione è se state assumendo farmaci antidepressivi e non voglio discutere dei fatti e del resto, perché il fatto è che rendono le persone ancora più pazze. Le persone fanno cose da pazzi perché quei farmaci coprono il ritmo naturale della mente con una coperta molto bagnata, soprattutto se una persona sta entrando nel risveglio o è nel risveglio. Faranno tali e tanti danni da causare vite di attività solo per riparare quei danni.

Al momento negli altri reami stiamo facendo un paio di cose. La prima è che dobbiamo addestrare esseri angelici che sono già stati sulla Terra – non i nuovi arrivati o “quelli che non ci sono mai stati,” ma quelli che sono già stati sulla Terra – su come gestire gli esseri che muoiono mentre assumevano antidepressivi. Sono storditi. Quando arrivano qui sono piccole palline grigie. Sono così privi di consapevolezza. Cercare di lavorare con loro quando non c’è alcuna vitalità, quando non c’è passione risulta più difficile che lavorare con un caso di suicidio, se arrivano dall’altra parte e hanno assunto quei farmaci per un certo tempo. Cauldre mi sta chiedendo di ricontrollare i fatti, ma se il periodo (di assunzione) supera i due anni, quando muoiono sono ancora sotto il loro effetto.

Inoltre quegli esseri vogliono morire. Vogliono uscire dall’esistenza. Non riescono più a sopportarlo. Sanno che lì dentro c’è qualcosa, ma tutto risulta annebbiato. È stato cancellato. È stato rimosso fuori di loro. Vogliono solo uscire dall’esistenza, quindi riuscite ad immaginare di cercare di lavorare con loro?

L’altro gruppo che stiamo addestrando proprio ora – perché sappiamo che sta arrivando, ne abbiamo già visti alcuni – è per chi si perde nella realtà virtuale. Ne ho parlato nell’Aggiornamento del ProGnost.

La realtà virtuale sta diventando molto reale, molto seducente e allettante e alcuni si perderanno negli occhiali e nei visori o anche solo nell’uso costante e quotidiano dei video giochi e di altre cose che arriveranno e quindi moriranno in quella realtà virtuale. La cosa divertente ­– in tutto ciò non c’è nulla di divertente – la cosa strana è che a volte i loro corpi non muoiono e poi tornano qui. Intendo dire che hanno un corpo da robot con il pilota automatico e anche la loro biologia ha il pilota automatico, ma lì dentro non è rimasto nulla. Sono morti nella realtà virtuale. Noi dobbiamo… (Adamus sospira) dobbiamo aiutarli a tornare al “Io Sono Qui,” al “Io Esisto.” Sono sfide che affrontiamo nel mondo che cambia molto e dove voi vivete.

Non voglio divagare. Ne parlo nel ProGnost e noi ne parleremo, ma ora vorrei tornare al soffitto di ali. Quelle ali sono vostre. Esistono per portarvi nell’illuminazione, ma voi dovete fare un respiro profondo e superare i vostri dubbi. “Beh, le ali sono abbastanza forti da portarmi?” State zitti.

“Dove mi porteranno?” State zitti il doppio.

“Come so se sono davvero mie?” Voi mi farete impazzire con tutte quelle domande (risate). Qui si tratta di superare il dubbio. Avete la sensazione che state per impazzire, perché le altre persone non vedono e non sentono ciò che sentite voi.

Volevo farvi un’altra domanda, ma stiamo sforando e io … beh, accidenti no, non stiamo sforando ma me la terrò.

Quando eravate molto giovani voi avevate certe sensazioni, avevate il sapere interiore che eravate speciali, ma poi le avete coperte e non avete lasciato che il vostro sé le provasse. Non dico che siete speciali nel senso di migliori degli altri, ma voi siete speciali e l’avete coperto. Voi ne dubitate e a causa dei dubbi avete permesso che il vostro sé arrancasse con voi nella vostra ricerca spirituale personale. Ciò che mi rispondono dall’altro lato quando transitano – quando chiedo loro, “Allora, cosa rimpiangi?” – è, “Di non averlo fatto. Di essermi trattenuto, di aver dubitato, di essermi preoccupato d’impazzire, di essermi preoccupato di ciò che gli altri pensavano di me.”

Se vi preoccupate di ciò che gli altri pensano di voi, ve lo dico subito. Su questo pianeta stanno cercando un eroe. A chi daranno la loro energia? A modelli superficiali, a stelle e a personaggi dello sport che probabilmente sono tutte persone carine, ma cercano qualcosa di più profondo. Non si sentono più a loro agio, proprio come voi con gli standard di un politico. Non penso che la mattina molti di voi si alzino ed aspirino ad essere Donald Trump o forse solo per i capelli (qualche risatina nervosa).

Questo pianeta non ha più eroi e quindi li crea – sono eroi da cartoni animati, li riciclano dagli anni ‘20 e ’30 – sono eroi superficiali e quindi non danno soddisfazione. È come quando avete davvero fame e vi sedete per mangiare una ciotola di cereali e non siete soddisfatti. Sì, voi mangiate e la bocca si muove e forse qualche papilla gustativa si stimola, ma manca qualcosa. (Gli umani) cercano qualcuno che abbia – Cauldre, non mi piace la parola coraggio – cercano qualcuno che abbia la libertà di essere e basta, di andare oltre i dubbi.

Voi lo sapete già. Non vi dirò nulla di nuovo. Voi sapete della vostra illuminazione, della vostra Realizzazione e voi sapete già che non si tratta di essere superumani o cose del genere, ma che è una vera trasformazione. In un certo senso è la morte, ma è la morte che alla fine nella vita vi darà la libertà

Voi avete certe sensazioni. Le fate girare nella mente e poi diventano inquinate e distorte e poi avete paura del soffitto di ali come del soffitto di vetro. Lo temete e lo maledite. “Beh, sì, ci sono tutte queste barriere di mezzo e poi c’è” – com’era? Voi avete tutta una serie di nomi – “il velo tra i reami.” Tra i reami non c’è alcun velo. Io l’ho cercato. Sono stato dappertutto (risata), “Ragazzi, avete visto il velo? Il velo?” Lo vedo su alcune donne musulmane, ma non lo vedo impedire che tutto il pianeta ascenda. Voi ve la prendete con lui, “Oh, il velo.” Il velo non c’è, ma ci sono le vostre ali. Le ali che vogliono portarvi nella vostra Realizzazione. Sono vostre. L’unica cosa tra voi e le ali è il vostro dubbio. È così. È così. È proprio così.

La Serie Ali

La nostra prossima Serie, che inizierà ad agosto sarà la Serie Ali. Noi supereremo i dubbi, anche se fa male. Noi permetteremo a quelle ali di portarvi in modo elegante e bello nella vostra Realizzazione. Quelle ali sono vostre. Voi le evitate, resistete e v’inventate scuse dicendo, “Devo aspettare finché i miei figli saranno cresciuti.” Fatelo ora, non importa se hanno 21 e 23 anni o se ne hanno cinque. Fatelo ora. Se lo meritano o meglio, voi ve lo meritate.

In tutto ciò non c’è sforzo. Tutto gira intorno al permettere, ma è difficile permettere quando siete trattenuti dai dubbi tipo, “Dovrei o non dovrei?” e,“Oh, sto impazzendo davvero?” Cos’è la pazzia? La pazzia è questo. Essere pazzi è restare nei modelli, restare piccoli e limitati e voi lo sapete.

A volte vorrei prendere alcuni di voi, ficcarli nell’acqua fredda e tenerceli per circa dieci minuti (poche risate). No, parlo sul serio. Dieci minuti. Sì, perché essere miserabili vi riassicura e poi vi lamentate con me. Venite a dirmi, “Ohh, cosa sta accadendo? Dov’è l’illuminazione?” È proprio qui. Eh, le ali sono proprio qui. “Oh, ma non ne sono sicuro” – voi dubitate e vi preoccupate e avete paura. Noi le indosseremo. Le indosseremo nella nostra prossima Serie, la Serie le Ali e sentirete com’è essere davvero liberi.

Oggi ho iniziato parlando della libertà degli umani. Ora, nel transumanismo noi entreremo nella libertà dell’Io Sono, non solo nella libertà del vostro sè umano, ma del vostro Spirito.

Il titolo dell’ultima Serie, Transumano, era una mia battuta. Era un gioco di parole perché al momento sul pianeta c’è tutto un movimento – che non è né buono né cattivo – che intende sostituire la biologia umana – che è molto, molto vecchia, molto, molto vecchia – grazie a un veloce aggiornamento per cui useranno le nanotecnologie ed altre tecnologie non ancora di dominio pubblico. In fondo si tratta di modificare il processo della nascita e quindi tra 30 o 40 anni sarà insolito che una donna porti un bambino nella pancia. Molto insolito. Ogni tanto accadrà e tutti diranno, “Oh, che diavolo ti è successo?” (qualche risata) “Almeno io ho fatto sesso. Tu no.” (altre risate)

Accadrà in molti modi diversi – uteri artificiali, tipi diversi di incubatrici. Ce n’è una che mi fa ridere, si chiama Johnny-al-Momento. È un nome che gli ho dato io. È come stampare un corpo e poi cercare d’infonderci dentro la coscienza attraverso la tecnologia, cioè inserendoci molti dati. Quello non è un essere umano. Forse è un servitore, è un robot, ma non è un umano.

È il tempo delle ali. È il tempo di smettere di perdere tempo.

In termini convenzionali il transumanismo si muove molto in fretta. Le tecnologie per il corpo e per la mente, che siano meccaniche, elettriche, chimiche o solo energetiche stanno procedendo molto, molto in fretta. Ogni anno si spendono trilioni di dollari per lo sviluppo della tecnologia e va bene così. Per il Maestro la tecnologia va bene, perché il Maestro permette che le energie, permette che tutto lo serva. Quando però tutto ciò si sviluppa alla velocità della luce e non è un Maestro e non ha la comprensione della coscienza, qualcosa finirà per squilibrarsi.

Qui noi siamo oltre il transumanismo, la nostra versione in cui ci permettiamo di liberarci dal vecchio DNA, che non è voi e permettiamo che entri la luce dell’Io Sono, di voi. Non di Dio, non di Gesù, non di me, ma la vostra luce. Ciò modificherà il corpo. Voi morirete, cioè voi vi trasformerete nel corpo, morirete in vitro e rimarrete qui e vi trasformerete. Voi andrete avanti, ma vi sentirete molto diversi. Voi penserete in modo molto diverso.

Non è una corsa, proprio no, ma è necessario che io vi spieghi che tutto il movimento del transumanismo si sta sviluppando molto, molto in fretta. In ciò non c’è nulla di sbagliato. Di nuovo, un Maestro lascia che tutto lo serva ma quel movimento procede molto in fretta perché questo pianeta è ancora orientato verso il potere, è molto orientato verso il potere ed è molto probabile che le cose vadano storte. Non prevedo collassi o cose del genere; dico solo che quando la tecnologia si sviluppa tanto in fretta ma senza la coscienza, il terreno è traballante.

A proposito, quando mi riferisco alla coscienza non parlo di morale o di valori perché sono ancora elementi artificiali. Io parlo di coscienza, di consapevolezza, di luce ed è proprio ciò che manca ora. Forse ciò cambierà. Noi qui siamo oltre il transumanismo, la capacità di guarire il corpo usando l’anayatron; noi lo permettiamo e basta. Noi siamo qui e andiamo oltre la mente. Io so che voi pensate che impazzirete. È proprio così. Impazzire significa superare la mente. Voi non state per impazzire nel vecchio senso del termine e quindi vi chiuderanno a chiave. Voi non impazzirete. Voi entrerete nei vostri sensi, nella sensualità.

Noi qui stiamo andando dove non esiste più il processo della vecchia nascita/morte; dove potete fare la cosa di Sam, come fece Tobias, cioè entrare in un corpo fisico dopo che è nato, a prescindere se è stato prodotto biologicamente tra un uomo e una donna o in laboratorio.

Tobias è entrato usando il piccolo trucco del corpo guscio perché sapeva che l’umanità avrebbe percorso la via dei corpi biologici non convenzionali. Ha detto, “Si può fare in un corpo biologico? Allora forse si può fare in un corpo nanobiologico.” Stava quasi effettuando una specie di test, quasi un esperimento per dire, “Si può fare? Si può davvero bypassare la nascita? Là lo faranno con la tecnologia. Qui possiamo farlo con la nostra luce?”

Il prossimo anno noi procederemo molto, molto in fretta. A volte farete passi falsi, inciamperete e vi preoccuperete se state facendo la cosa giusta, i passi giusti o altro. Io vi rammenterò senza sosta di non lasciare che il dubbio si metta di mezzo. Fa un po’ paura, perché voi avete usato il dubbio anche per temprare il vostro sé. “Beh, se dubito di me allora di certo non impazzirò del tutto.” L’avete usato per trattenervi, ma dobbiamo superare anche questo. Vi sta facendo impazzire e siamo a trentatré. Avanti. Entro la fine del prossimo anno dobbiamo riuscire a fare un po’ meglio di così. Trentatré Maestri realizzati e incarnati. Con questo facciamo un bel respiro profondo e scusatemi, ora inizieremo. Ho finito con… (qualche risata). Voglio parlarvi di una cosa e quindi avrò bisogno del microfono. Solo un paio di risposte.

L’Unità

Da dove arriva tutto il concetto dell’unità? Io sento persone … possiamo accendere le luci, Linda si occuperà del microfono. Da dove arriva il concetto dell’unità – “Noi siamo uno, noi torneremo all’uno” – da dove arriva? Fa parte del mio progetto di ricerca per i Maestri Ascesi. Noi non capiamo. Da dove arriva l’unità?

SHAUMBRA 2 (donna): Bella domanda.

ADAMUS: Sì, lo so. Quando arrivano tempi come questi voi non lo sapete, voi fate un respiro profondo e osservate Dave che vi scatta una foto – ellgh! (risate) – e v’inventate qualcosa.

SHAUMBRA 2: Posso solo dire da dove viene da me.

ADAMUS: Viene da te?

SHAUMBRA 2: Da me viene …

ADAMUS: Hai mai sentito prima quell’espressione? Sei mai stata a una Conferenza dell’Unità?

SHAUMBRA 2: (risate) No.

ADAMUS: Beh, non andarci.

SHAUMBRA 2: Mi sono sentita inutile, quindi volevo fare qualcosa…

ADAMUS: Ok. Ti sei sentita inutile, quindi “Torniamo tutti nell’unità.”

SHAUMBRA 2: … di grande, sai.

ADAMUS: Ok.

SHAUMBRA 2: Ma ora l’ho superata (ride).

ADAMUS: Ok. Sì, l’hai fatto davvero. Eccone la bellezza. Tu l’hai fatto. Dubiti ancora di averlo fatto, ma io so che l’hai fatto. Il prossimo. Qui procediamo in fretta. Abbiamo del lavoro da fare.

LINDA: Io posso procedere in fretta. Posso correre come una scimmia.

ADAMUS: Tipo – sniff! sniff! sniff! – lo stesso odore. (qualcuno dice “Ohhh!”) No, ho detto che io puzzavo come una scimmia.

SHAUMBRA 3 (donna): Oh. Mi sono persa qualcosa.

ADAMUS: Cauldre voleva darmi un pugno per questo.

SHAUMBRA 3: Forse è perché gli umani si sentono inadeguati, piccoli…

ADAMUS: Bene.

SHAUMBRA 3: … e noi cercavamo di andare verso qualcosa di più grande, con più significato di noi.

ADAMUS: Hai mai creduto alla storia dell’unità?

SHAUMBRA 3: No, non proprio.

ADAMUS: No, ok. Sì. Ancora un paio. Da dove è venuta l’unità?

LINDA: Ok. Passalo a Gary.

ADAMUS: Sapevo che avrebbe scelto te. Gliel’ho detto io.

GARY: L’unica volta che non volevo farlo.

ADAMUS: Giusto, giusto, giusto. Sì, sì.

LINDA: Funziona così.

ADAMUS: Alzati se non ti spiace, così tutti nel mondo possono vederti. Dove è nata la storia dell’unità?

GARY: Il senso d’inadeguatezza, il bisogno di essere connessi.

ADAMUS: Sì, sì. Sì. Bene. A un certo punto ci hai creduto, almeno un po’?

GARY: Ma certo.

ADAMUS: Sì. Sei stato alle Conferenze dell’Unità?

GARY: Non con quel nome.

ADAMUS: Sì. Come le chiamavano?

GARY: Sai, ricerca spirituale, il guru.

ADAMUS: Giusto, giusto, giusto.

GARY: La ricerca della chiesa.

ADAMUS: Hai notato qualche unità?

GARY: Solo dentro di me.

ADAMUS: Sì. Bene. Bene. Eccellente. Ancora un paio. Ancora due. Da dove è venuta l’unità? I Maestri Ascesi se lo chiedono e anche se io so tutto, ho detto loro che avrei controllato con voi. Volevo sentire ciò che avrebbero detto gli umani.

MARY SUE: Penso che venga dal voler essere in pace con tutti.

ADAMUS: Sì.

MARY SUE: Sai, tutto e – odio usare la parola …

ADAMUS: Posso avere un abbraccio?

MARY SUE: … bene. Non la…

ADAMUS: Abbracciamoci e basta.

MARY SUE: Oh!

ADAMUS: Siamo una cosa sola (si abbracciano). Sorella mia, noi siamo uno. Sì. Bene.

MARY SUE: Sì.

ADAMUS: Era il mio atto makyoso.

MARY SUE: Ok. (lei ride).

ADAMUS: Bene. Ma mi ha fatto sentire bene, almeno per un attimo.

MARY SUE: Sì.

ADAMUS: Oh, sì.

MARY SUE: Sì.

ADAMUS: Sì. Ok. Bene. È stato bello.

MARY SUE: Grazie.

ADAMUS: Ancora uno. Da dov’è venuta l’unità? Andiamo, chi l’ha inventata? Chi l’ha creata? Chi un giorno si è seduto e ha detto, “Oh, dobbiamo avere l’unità.” Sì (qualcuno dice, “La Coca Cola”). La Coca Cola! (risate) Sì, vai avanti ed alzati. L’unità.

KATHLEEN: L’essere sovrano che tutti eravamo una volta e il creazionismo, l’esplosione, il Big Bang.

ADAMUS: Sì.

KATHLEEN: E poi si sono separati.

ADAMUS: In realtà, niente di ciò è accaduto davvero. È un modo di raccontare la storia, ma in realtà non è mai accaduto.

KATHLEEN: È una storia vecchia.

ADAMUS: È una storia vecchia. Sì, ok… sì. Tutti noi veniamo dall’uno. Sì, anche Tobias ne parla nel Viaggio degli Angeli, perché non c’era un modo migliore per spiegare… se vi avesse detto com’è accaduto davvero vi sareste spaventati a morte, quindi vi ha raccontato una bella storia: “Noi eravamo nell’unità” e ci crede ancora, ma (qualche risata) si sveglierà.

Grazie. L’unità. Dove fu creata? In che anno, a che ora, da chi? Oh, verso il 1700, nella mia epoca e non l’ho creata io. Faceva comodo alla Chiesa. È così, puro e semplice. L’unità non è molto vecchia. Alcuni affermano che risale agli insegnamenti buddisti o induisti ma non è proprio così. Se parlano di unità e ogni tanto lo fanno, agli induisti piace pensare che se ne parlasse già cinquemila anni fa; si tratta di un gruppo di persone meravigliose che hanno 100.000 dei. Quella non è unità (risate). Ecco, quando ne parlano a me viene da dire, “Davvero?! Dov’è l’unità nei 100.000?” Mi spiace per tutti voi induisti – oh, oggi ci sono degli induisti che ci guardano. Ok. Ce ne sono due. Vi vedo. Sì. “Ciao. È bello vedervi.” (usa l’accento indiano e qualche risata). È politicamente scorretto, è spiritualmente scorretto?

LINDA: Sì. Era politicamente scorretto.

ADAMUS: Beh, ok. Oggi tutto ciò è politicamente scorretto, perché parlo ed agisco come un Americano (risate).

LINDA e il PUBBLICO: Ohhh. Oooh! Buuu! (Adamus ride)

ADAMUS: Non lo so. Proprio ora quelli che non sono di qui si stanno scompisciando dalle risate! (altre risate)

SART: Per questo andrai all’inferno!

ADAMUS: Ok, sì. Il vostro Zio Adamus. Non ho saputo resistere. Sì, oggi sono un americano.

Dunque, l’unità fu creata dalla Chiesa a vantag-… che diavolo è questo? (risate mentre Adamus raccoglie qualcosa tipo una bandiera americana e se lo drappeggia addosso) È una specie di vestito, una gonna? Ok. Non lo so. È da molto che non vengo sulla Terra. Mi aiuteresti con questo, Linda? Dovrei annodarlo o farci altro? (altre risate)

LINDA: Vai bene. Vai bene così (Linda gli annoda il telo intorno ai fianchi).

ADAMUS: Ok. Ecco, l’unità… l’arte della distrazione.

Facciamo un bel respiro profondo.

L’unità fu creata dalla Chiesa. Più o meno. “Noi siamo tutti uno. Noi torneremo all’uno.” Restate in fila. Ipnosi. “Noi siamo uno. Noi siamo uno. Noi siamo uno. Noi torneremo all’uno.” Suonava davvero bene e sapete, chi la raccolse fu il gruppo Nuovo Pensiero alla fine dell’‘800 e poi divenne molto popolare agli inizi degli anni ‘60. “Siamo tutti uno perché io non sono…” (risate per la sua “gonna”) “Noi siamo tutti uno perché io non sono degno di essere sovrano. Io non sono degno della mia divinità personale. Io devo tornare nell’unità.” Ora, ma quant’è noioso? Se Dio fosse davvero così, sarebbe una pessima barzelletta. Mi spiace, mi ha guardato come a dire, “Quando smetterai di dire parolacce?” O era ammirazione?

EDITH: Certo, era ammirazione.

ADAMUS: Certo. Sarebbe proprio una pessima barzelletta se voi moriste e poi – oooh! – vedeste la luce bianca – oooh! – che vi porta nell’ unità. Voi direste, “Tutto quel lavoro! Io Esisto. Io Sono quello che Sono. No! Io faccio solo parte di questa grande ciotola di latte con tutti gli altri. Tutto quel lavoro per niente! Tutto quel cercare di trovare la mia identità. Preferirei tornare – nel mondo di essere umano – che perso in quell’unità. Qui è molto noioso. Voglio dire, in questa grande unità non c’è identità. Non mi piace quella persona nell’unità ed ora anche lei è qui? Entrano tutti! Oh, dio (risate)! Se solo potessi uscire dall’unità, tornerei subito sulla Terra e direi a tutti, urlerei, ‘Non andateci! L’unità fa schifo! Non contiene alcuna sensualità! È solo noiosa come la cacca. È come stare sempre nel latte, nel latte caldo, nel latte scremato (altre risate). Non è mai diverso! È sempre lo stesso.’ Oh, cielo. Stavo così bene sulla Terra. Perché non l’ho apprezzato? Voglio dire, perché non ho apprezzato la mia sovranità, il mio essere unico?”

Poi probabilmente vi direte, “Sai, ora capisco. Capisco.” In realtà la Chiesa stava per arrivarci ma poi ha imboccatoun sentiero sbagliato, il sentiero del suo potere.

Ciò che quell’affermazione significa davvero è “Io torno nella mia unità personale. Ho tutti gli aspetti che mi volano intorno, tutte le vite passate,” che a proposito, proprio ora contano su di voi per farlo in questa vita e quindi vi galleggiano intorno. “Ho tutte le parti e i pezzi che sono disconnessi e sono sempre state sfaccettature. Si trattava di portarle nella mia unità, nell’Io Sono quello che Sono. Sono le molte, molte sfaccettature del cristallo che io sono, l’unità con me stesso. Oh, accidenti, si sono persi il punto. Devo tornare sulla Terra e insegnare il ‘Io Sono l’unità. Io sono l’uno,’ e riportare indietro tutto di me – il divino e l’umano e il Maestro e lo studente e tutte le mie vite passate e tutti i potenziali. Sono miei. Sono miei. Sono me.”

Senza dire altre parole, merabhiamolo. Merabhare è un verbo. Significa modificare la coscienza.

Ti piace la mia gonna?

LINDA: Molto.

ADAMUS: Ecco, è davvero il mio punto del giorno. Tutto il resto era solo divertimento.

La Merabh dell’Unità

L’unità è voi. Lo è sempre stata. È l’essere sovrano che siete.

(parte la musica)

Voi non siete in debito con nessun essere, di nessun tipo. Non esiste un’entità scura che potrebbe mai, mai e poi mai portarvi via la vostra coscienza, il vostro Io Sono. Alcuni di voi si nascondono da questo soffitto di ali. Voi vi trattenete perché temete che se uscite là fuori diventerete vulnerabili a forze che sono più forti di voi. Quaggiù è più facile. Là fuori ci sono i demoni, là fuori c’è roba brutta.

Quando superate la storia che il potere è reale – perché usa il potere, il lato oscuro usa il potere per ingannare; il potere non esiste, fate solo un respiro profondo e dite, “Ah, il potere non esiste” – è allora che iniziate davvero a permettere che le ali dei vostri sogni vi portino nella Realizzazione. Proprio ora noi siamo qui solo per l’unità.

Sentite solo per un attimo l’unità “Io Sono, Io Esisto.”

(pausa)

Fate un bel respiro profondo. La vostra unità. Del tutto sovrana.

Del tutto sovrana.

(pausa)

Un altro modo di vederla è che voi siete indipendenti. Non c’è nulla di cui abbiate bisogno fuori dall’unità, dalla vostra unità, compresa l’energia.

(pausa)

In questa vita ogni aspetto, ogni sfaccettatura del vostro sé, ogni vita passata, ogni tratto della personalità fa parte di quell’unità. Esse implorano di tornare a casa. Vi implorano di tornare nell’ unità sovrana che siete.

Io parlo di unità alla fine della nostra Serie Transumano perché qui si tratta davvero di lasciare che ogni parte e ogni pezzo, ogni aspetto e ogni sfaccettatura sappiano che ora è il momento. Basta perdere tempo. Basta restare nella periferia dell’Io Sono. Basta deridervi e prendervi in giro come fanno gli aspetti.

Voi avete molte parti del vostro sé, dell’unità che vogliono solo tornare. Vogliono solo farsi questo viaggio con voi. Se sono tutti dissociati, disconnessi non possono farlo.

Ecco, siamo seduti qui in una riunione come questa alla fine della Serie Transumana prima di iniziare davvero ad elevarci nella nostra prossima serie e a sentire solo l’unità. È tutto ciò che dovete fare, sentite solo dentro di voi l’unità Io Sono del vostro sé.

Quando lo fate, ciò riporta indietro tutte le parti e i pezzi, anche se pensate che siano spezzati, feriti, offesi e traumatizzati. Ciò riporta indietro il maschile e il femminile. Ciò riporta indietro il bene e il male, la luce e il buio e vi rende una specie di… io lo vedo come una specie di enorme orb, un orb multisfaccettato. Ciò riporta tutto a quell’orb, alla forma brillante e cangiante che voi siete con milioni e milioni di sfaccettature e di angoli diversi. Quando fate un passo indietro e lo osservate, è solo un’enorme palla di luce scintillante. Quando vi avvicinate molto, sono milioni di sfaccettature perfette; potreste dire che su quell’orb ci sono milioni e milioni di angoli, di sfaccettature e ognuna di esse è perfetta.

Oh, sapete, alcune di queste sfaccettature sono quasi come frammenti di cristallo, come specchi che galleggiano all’esterno dell’orb ed esitano, non sono sicuri di voler entrare, di tornare a casa; sono come detriti spaziali, cose come – gli anelli di Saturno – che gli orbitano intorno. Quando qui facciamo un bel respiro profondo e permettiamo beh, io smetterò di parlare e vi lascerò fare I’ esperienza.

Quando fate un respiro profondo, permettetevi di sentire ciò che accade a tutti i detriti che galleggiavano intorno all’orb.

Fate bel respiro profondo.

(pausa)

Tutto gira intorno al permettere. Ricordatevi, la mente non può riunire tutti quei pezzi. Il sé umano non è responsabile dell’illuminazione. Si tratta solo di permettere.

Quando sentite dentro di voi quell’orb così bello, l’unità di voi, la vostra sovranità è come richiamare a casa tutte le parti e i pezzi.

(pausa più lunga)

Questo è il transumanismo, ciò che io chiamo transumanismo. Questo è il ritorno al Sé. Questa è la metamorfosi di tutte le parti e i pezzi che erano sparsi per tutto il cosmo, che erano sparsi per tutto il tempo e lo spazio, che erano i frammenti del vostro sé.

Il vero transumanismo è permettere che tutto ciò si riunisca di nuovo.

Ricordatevi, non potete riunirli a livello mentale. Potete solo permetterlo.

(pausa più lunga)

Voi avete lottato molto con ciò che chiamate aspetti e parti del vostro sé che sono la ragione di molti dei vostri dubbi. Ecco la ragione per cui molti dei vostri sogni sono ridotti e trattenuti.

Ora farete solo un respiro profondo nell’unità, nella vostra sovranità?

(pausa)

Alcuni dei primissimi insegnamenti degli Esseni e degli Gnostici parlavano di unità. Non dell’unità di tutto l’universo; parlavano dell’unità del Sé, ma furono distorti ed equivocati. Com’è facile ipnotizzare le persone quando parlate di unità, un po’ come il Grande Fratello del 1984.

In quei primi insegnamenti, di cui parleremo in alcuni dei nostri Shoud e sicuramente nel Keahak, ne riporterò in vita alcuni. Quei primi insegnamenti riguardavano la vera natura della sovranità, dell’unità dell’essere, l’essere integrato, l’unità dentro di voi.

Nonostante possa sembrare molto logico, molto naturale c’è un’enorme resistenza. Ciò significa accettarvi e permettervi oltre il dubbio. Impazzire, penso che direste così. Ma cos’è la pazzia?

Facciamo un respiro profondo nella nostra forma di transumanismo: l’evoluzione di corpo, mente e spirito in un Corpo di Coscienza; l’evoluzione che supera la biologia ancestrale; l’evoluzione naturale oltre le paure della mente.

La nostra forma di transumanismo non si basa su queste cose, non inserisce l’umano nel processo naturale dell’illuminazione ma l’umano è un partecipante e permette il suo divino, la sua unità. L’umano si rende conto di non essere il responsabile della sua Realizzazione. A lui si chiede solo di permettere e di fare l’esperienza dove non c’è sforzo, dove si tratta solo di permettere e di fidarsi.

La nostra forma di transumanismo è sapere che il corpo, che la biologia può davvero guarirsi senza alcuna interferenza esterna se non forse passeggiare in mezzo alla natura o stare seduti nella vasca da bagno.

La nostra forma di transumanismo non è collezionare e immagazzinare tutti i dati che possiamo come fanno i computer umani, ma renderci conto che non abbiamo bisogno di immagazzinare nulla. Nulla.

Noi non dobbiamo immagazzinare dati, fatti e cifre perché esiste una cosa che si chiama sapere interiore. È come la vostra unità ‘cloud’ personale. È il vostro sapere interiore e non immagazzina i dati come fa la mente. Non ricorda come fa la mente; il sapere interiore lo sa e basta e non lo sa finché non ha bisogno di saperlo. Ecco la sua bellezza. Non è un luogo di stoccaggio – il vostro sapere interiore, la vostra gnost.

Il miglior modo per dirlo è che il sapere interiore opera fuori da tempo e spazio, quindi non deve essere lineare. Non registra dati. Se c’è qualcosa che avete bisogno di sapere ed è accaduto in passato, lui va nel passato. Non immagazzina, c’è e basta. È l’Io Sono Qui. È la coscienza.

La mente umana non ha più bisogno di stoccare ricordi e informazioni e ha i suoi caveau segreti dove immagazzina la vostra impronta d’identità. Voi supererete tutto questo. Ecco il nostro transumanismo.

Noi non abbiamo bisogno di grandi computer inseriti nel nostro essere. Noi passiamo semplicemente al sapere interiore. È sempre presente. Ciò che definite il sapere interiore non ha bisogno di alcun tipo di energia.

È sempre presente. Ecco il nostro transumanismo, la nostra unità.

Dove finiranno gli umani con la tecnologia? Ci sono molti potenziali in direzioni diverse. Vi terrò al corrente, ma non ci tengo a dilungarmi molto su questo tema. Preferirei parlare del vostro transumanismo.

Vi chiedo – mentre facciamo questa merabh – vi chiedo di sentire una cosa. Vi chiedo di sentire il vostro impegno per sette anni dopo la vostra Realizzazione, a restare incarnati per almeno sette anni. È un impegno con voi stessi – potrebbe durare di più, potrebbe durare molto di più – ma voi restate. Non volate fuori dal corpo. Voi non lasciate il pianeta, voi restate.

Io v’invito a sentirlo.

(pausa)

Direi che in quella sensazione c’è una certa gioia, una vera gioia.

(pausa)

Facciamo insieme un bel respiro profondo nel weekend dell’indipendenza qui negli Stati Uniti d’America, una Repubblica ma non una democrazia. Qui, nella patria degli uomini liberi e nella terra dei prodi.

Tra ora e la nostra prossima riunione voglio che consideriate e che sentiate dentro di voi l’analogia tra l’America e ciò che ora definireste la Terra sviluppata; l’America, il desiderio di libertà, il desiderio di una vita migliore e poi cosa sta accadendo ora con la Vecchia Terra e la Nuova Terra. Amici miei, non è molto diverso.

Sì, proprio come i pionieri che arrivarono qui e si stabilirono in questo luogo, essi provavano nostalgia per il luogo da cui venivano. Sentivano la mancanza della loro famiglia, delle tradizioni e dei modi e anche se venivano dall’Europa, dall’Asia o dal Sud America provavano molta nostalgia. Erano pionieri. Vennero qui per la libertà.

Ora noi abbiamo la Nuova Terra e la Vecchia Terra. La Nuova Terra – e Theos – dove stiamo strutturando la prossima fase della libertà. Ciò non significa che non potrete più venire su questa Terra o venire a visitarla ogni volta che volete. Io so che non sceglierete mai un’altra incarnazione normale, ma proprio come i pionieri che arrivarono in America e vi stabilirono le loro colonie che poi si trasformarono in piccole città che a loro volta si trasformarono in città, ogni tanto essi tornavano in Irlanda o in Inghilterra o in Francia e si rendevano conto che non ci sarebbero mai tornati per sempre. Avevano avuto troppa libertà, troppe cose nuove. Non avrebbero mai potuto tornare a viverci. Era bello tornare, ma non ci sarebbero mai tornati in pianta stabile.

In questa bella giornata facciamo un bel respiro profondo. Un bel respiro profondo nella vostra unità.

(la musica finisce)

Detto questo, amici miei, non so se è stato un giorno di lezione, come ho detto, di lezione seria o se c’è stato anche un po’ d’intrattenimento. Una cosa che so per certo è che io sono nella patria degli uomini liberi e nella terra di quelli strani.

(risate).

ADAMUS E IL PUBBLICO: Tutto è bene in tutta la creazione.

ADAMUS: Grazie. Grazie (il pubblico applaude).

nuove. Non avrebbero mai potuto tornare a viverci. Era bello tornare, ma non ci sarebbero mai tornati in pianta stabile.

In questa bella giornata facciamo un bel respiro profondo. Un bel respiro profondo nella vostra unità.

(la musica finisce)

Detto questo, amici miei, non so se è stato un giorno di lezione, come ho detto, di lezione seria o se c’è stato anche un po’ d’intrattenimento. Una cosa che so per certo è che io sono nella patria degli uomini liberi e nella terra di quelli strani.

(risate).

ADAMUS E IL PUBBLICO: Tutto è bene in tutta la creazione.

ADAMUS: Grazie. Grazie (il pubblico applaude).